Il castello di Jehay si erge tranquillo, avvolto dall’acqua che ne disegna il contorno come un nastro lucente. Il suo riflesso nel fossato, con le pietre chiare e scure che si alternano sulla facciata, cattura lo sguardo e trasporta chi arriva in un’altra epoca. Non è solo una questione di estetica: quella facciata a scacchiera racconta secoli di storia, di potere e di trasformazioni che hanno segnato la Vallonia. Un luogo raro, un gioiello architettonico che pochi in Europa possono vantare. Oggi, gli interni sono chiusi per restauro, ma camminare nel cortile o perdersi tra i giardini resta un’esperienza che parla forte del passato.
La zona di Jehay non è mai stata un posto qualunque. Prima ancora del castello che vediamo oggi, la sua posizione era strategica già ai tempi dei Celti. I Romani qui costruirono un castrum, una fortezza militare per tenere sotto controllo il territorio. Quando l’Impero romano cadde, il sito restò importante anche sotto i Carolini, che modificarono le difese. Non esistono documenti precisi sulla prima costruzione del castello, ma tra il XII e il XIII secolo passò di mano tra nobili famiglie locali. Nel XIV secolo, Arnould de Jehain ne era il signore, mentre nel secolo dopo il castello si trovò coinvolto nelle tensioni del Principato di Liegi. Nel primo Quattrocento, il proprietario era Wathieu Datin, poi cacciato nel 1428 per aver sfidato il potere locale. Nel 1483, grazie a un matrimonio, la tenuta passò ai De Sart.
Le guerre tra il principe-vescovo Jean de Hornes e i De la Marck devastarono la zona nel XV secolo. Ma intorno al 1550, un De Sart ricostruì il castello dandogli quell’aspetto rinascimentale che ancora oggi lo caratterizza. Nel 1567 toccò ai De Mérode, che per quasi 150 anni curarono restauri e ampliamenti. Nel 1720, Lambert Amand van den Steen, consigliere del principe-vescovo di Liegi, acquistò il castello. La sua famiglia lo tenne fino al XX secolo. L’ultimo proprietario, il conte Guy van den Steen de Jehay, si dedicò con passione al parco. Nel 1978 la proprietà passò alla Provincia di Liegi, che ne divenne piena titolare solo dopo la morte del conte, nel 1999.
Con gli interni ancora chiusi per lavori, la visita si concentra sui giardini e sulle dipendenze del castello. La facciata a scacchiera resta il fulcro dello sguardo: il gioco di pietre chiare e scure, riflesso nell’acqua, dà l’impressione di un edificio sospeso. Il cortile e il parco ospitano esposizioni permanenti, come il Cabinet de curiosités de Jehay, una raccolta di oggetti rari e preziosi che raccontano la vita del maniero. Ci sono anche mostre dedicate all’arte locale, e ogni tanto eventi temporanei che animano il calendario culturale.
Il parco è un omaggio al giardino all’italiana: geometrie precise, aiuole ordinate, giochi d’acqua e filari di tigli potati con cura. La vegetazione sembra dialogare con la facciata, in un equilibrio perfetto tra natura e architettura. Tra le chicche c’è una ghiacciaia dell’Ottocento, dove si conservava il ghiaccio raccolto d’inverno, un segno di come si gestiva la casa prima del frigorifero.
Il percorso si snoda tra sentieri che attraversano un grande orto-giardino storico, racchiuso da un muro di mattoni. Qui si coltivano varietà antiche di ortaggi, piante aromatiche e alberi da frutto, grazie anche al sostegno dell’Institut Provincial d’Enseignement Agronomique de La Reid. Questo legame tra coltivazioni tradizionali e cultura locale sottolinea l’importanza agricola della tenuta. Nel verde spiccano anche sculture in bronzo, con un forte richiamo erotico, firmate dal conte Guy van den Steen, che mostrano un lato privato e artistico meno noto del parco.
Il castello di Jehay si trova a nord di Amay, nella provincia di Liegi, in Vallonia, Belgio. L’indirizzo è 1 Rue du Parc, 4540 Amay. La zona è tranquilla, fatta di campagne, campi e piccoli paesi. Il castello è facilmente raggiungibile in auto e dispone di un ampio parcheggio per i visitatori. Fa parte delle Terres-de-Meuse, un’area ricca di castelli, abbazie e borghi storici lungo il fiume Mosa.
Amay offre anche altre attrazioni, oltre al castello: il suo centro storico e alcune vecchie aree industriali trasformate in spazi verdi. Nei dintorni si trovano l’Abbazia di Paix-Dieu e la collegiata dedicata a Sainte-Ode e Saint-Georges, luoghi che aggiungono una dimensione religiosa e storica al viaggio. Un territorio ricco di storia e cultura, da scoprire partendo proprio da Jehay.
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