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Luciano Fabro: Grande Retrospettiva a Milano all’Hangar Bicocca dal 8 Ottobre 2026

Lo spazio non è vuoto, è pieno di presenze. Luciano Fabro, con questa intuizione, ha trasformato il modo di guardare la scultura. Milano lo celebra con una mostra che si annuncia come una delle più importanti del 2026: all’HangarBicocca, da ottobre a febbraio, torna l’opera di uno degli artisti italiani più influenti del secondo Novecento.

Fabro non scolpiva semplicemente forme: plasmava l’ambiente intorno, invitando chi osserva a un’esperienza sensoriale totale. Nato nel clima delle avanguardie degli anni Sessanta, ha scelto una strada personale, sfidando i confini tra materia, superficie e spazio. Non si tratta solo di vedere, ma di sentire, di abitare con lo sguardo quelle sue creazioni che rivelano un nuovo modo di essere nello spazio.

Dalle radici torinesi all’anima milanese di Fabro

Nato a Torino nel 1936, Fabro cresce in Friuli e poi si trasferisce a Milano negli ultimi anni Cinquanta, città dove costruisce la sua carriera e lascia il segno nella storia dell’arte contemporanea italiana. Anche se spesso accostato all’Arte Povera, il suo percorso si distingue per un’identità ben precisa e autonoma.

Il suo linguaggio è fatto di materiali diversi: marmo, bronzo, seta, vetro. Ognuno scelto per le sue qualità sensoriali. Fabro mette in gioco contrasti forti: riflessi e trasparenze, pesantezza e leggerezza, superficie e profondità. Questi contrasti sono strumenti per indagare lo spazio, aprire nuove prospettive e cambiare il modo in cui il pubblico si relaziona con l’opera.

Non si limita a lavorare sulla forma, ma punta tutto su come questa attiva la percezione e l’esperienza diretta. La sua arte è una fusione di scultura, architettura e pittura, trasformando ogni opera in un ambiente da abitare, non solo da guardare.

Pensiero e pratica: Fabro teorico oltre l’artista

Fabro non è stato solo uno scultore. È anche un pensatore che ha scritto molto sul senso della forma e sul rapporto tra arte e realtà. Per lui, la scultura non è una semplice riproduzione del mondo, ma uno strumento vivo per leggere lo spazio in modo nuovo, attraverso l’esperienza diretta.

Nei suoi testi, Fabro spiega come l’opera possa svelare ciò che non si vede, portando alla luce una realtà nascosta dietro l’apparenza. Questa riflessione ha radici profonde a Milano, città in cui ha passato gran parte della sua vita artistica e culturale, dando un contributo importante alla scena locale e alla formazione di nuove generazioni.

Fu tra i fondatori della Casa degli Artisti, lavorando con nomi come Hidetoshi Nagasawa e Jole De Sanna. Insegnò all’Accademia di Brera per quasi vent’anni, influenzando direttamente tanti artisti del contemporaneo.

La mostra: un percorso tra habitat e percezione

“Luciano Fabro. Abitare lo spazio” si snoda nelle Navate dell’HangarBicocca, uno spazio che si sposa perfettamente con la sua idea di arte come spazio da vivere. Curata da Fiammetta Griccioli, Roberta Tenconi e Vicente Todolí, con il supporto dell’Archivio Fabro, la mostra presenta una selezione di circa cinquanta opere tra sculture e installazioni, offrendo una panoramica completa del suo lavoro.

Il filo rosso è il concetto di “habitat”: un luogo che modella lo sguardo, cambia la percezione e crea un dialogo tra opere e spettatori. I visitatori attraverseranno ambienti appositamente costruiti, dove opere autonome si affiancano a nuclei ambientali complessi.

Si passerà dai primi lavori con superfici riflettenti agli allestimenti più recenti, realizzati con materiali leggeri come carta e luce. Alcune installazioni saranno ricostruite seguendo fedelmente i progetti originali, restituendo così la sua visione nel modo più autentico possibile. Le dimensioni delle Navate permettono di creare un percorso articolato, che racconta l’evoluzione di Fabro senza perdere mai di vista lo spazio e la percezione.

La mostra non è solo un omaggio a un artista fondamentale, ma anche un’occasione per immergersi nel suo modo di intendere la scultura: non più un’immagine piatta, ma un ambiente vivo, dinamico, da abitare.

Redazione

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