«Qui il silenzio parla», dice Riccardo Freddo, mentre apre le porte di una villa ottocentesca immersa nel verde dell’Umbria. È il 1850 quando questa casa prende vita, oggi trasformata in The Place of Silence, un rifugio per artisti e creativi in cerca di respiro lontano dal frastuono delle città. Non si tratta solo di uno spazio per lavorare, ma di un vero e proprio laboratorio dove arte, storia e natura si intrecciano. Nel cuore della provincia di Perugia, tra colline silenziose e antichi ulivi, ogni dettaglio è pensato per alimentare la creatività senza compromessi. Riccardo, con la sua esperienza internazionale, vuole offrire molto più di una residenza: uno spazio in cui la vita privata degli artisti e il loro percorso creativo si fondono, dando vita a un dialogo autentico e duraturo.
Il progetto è partito nel 2023 con l’intento di accogliere artisti, musicisti, curatori e intellettuali insieme alle loro famiglie. L’idea prende le mosse da un episodio concreto: un’artista madre che aveva difficoltà a partecipare a residenze di ricerca perché non riusciva a conciliare vita privata e professionale. Da qui la spinta a superare questo ostacolo. Per Freddo, la residenza deve offrire un’accoglienza completa, senza obbligare a rinunciare ai legami più importanti, come quelli familiari o amicali. La scelta dell’Umbria non è casuale: con i suoi paesaggi, i musei, le tradizioni artigianali e una storia artistica che va da Perugino a Burri, questa regione si presta perfettamente. Negli anni Sessanta e Settanta è stata un laboratorio di sperimentazioni artistiche di livello internazionale e oggi si prepara ad accogliere una nuova generazione di creativi. The Place of Silence vuole riflettere questo patrimonio e trasformarlo in stimolo, soprattutto per chi arriva da contesti urbani e frenetici.
Non si cercano stili o mode particolari, ma artisti capaci di sviluppare un proprio linguaggio e di mantenere viva la curiosità. La residenza vuole essere un trampolino per nuove fasi di ricerca, aprendo le porte anche a scrittori, musicisti e ricercatori. Questi ospiti condividono lo stesso spazio e si confrontano in modo che altrove sarebbe difficile. Le candidature arrivano da segnalazioni di curatori, galleristi e direttamente dagli artisti. In futuro è previsto un Advisory Board internazionale per rafforzare la selezione e costruire ponti con musei e istituzioni nel mondo. L’idea è di costruire un percorso che non si fermi alla residenza, ma apra la strada a mostre, collaborazioni e scambi professionali duraturi.
The Place of Silence è uno spazio che si stacca dalla frenesia quotidiana. Qui il silenzio non è solo assenza di rumori, ma un tempo dilatato, dove le idee possono nascere e crescere senza fretta. Per chi vive nelle città congestionate è una vera occasione per rallentare. Le passeggiate immersi nella natura, il contatto diretto con il paesaggio e la cultura umbra aiutano a ritrovare un ritmo più consapevole. Lentezza non vuol dire fermarsi, ma prestare nuova attenzione all’esperienza quotidiana, al dialogo e all’osservazione. L’Italia, con la sua tradizione di valorizzare il tempo e lo spazio dell’incontro, diventa così un modello da vivere dall’interno, non solo da spettatori. La residenza vuole essere l’inizio di un percorso che può durare una vita, non solo una tappa produttiva.
Al termine di ogni soggiorno, l’esperienza lontano dal caos urbano si traduce in mostre e iniziative aperte al pubblico, ospitate in musei e istituzioni italiane. Un esempio è la mostra personale di Ioana Maria Sisea al Museo della Ceramica di Deruta, che ha inaugurato un rapporto continuo con il territorio. Le collaborazioni coinvolgono gallerie, curatori e realtà internazionali, come dimostrano le esposizioni curate da Riccardo Freddo in città e sedi prestigiose. Questi eventi non chiudono il percorso, ma segnano l’inizio del contatto tra artista, pubblico e nuovi interlocutori. La residenza si configura così come un ecosistema che genera relazioni durature e progetti che vanno ben oltre la permanenza in Umbria.
Il progetto guarda avanti, puntando a diventare un punto di riferimento internazionale per la ricerca artistica contemporanea. Oltre a consolidare la sede in Umbria, si pensa a nuove aperture, con una possibile base in Giappone, un paese che unisce tradizione, natura e modernità. A lungo termine, l’obiettivo è creare una fondazione che raccolga le opere e le testimonianze degli artisti ospitati, formando una collezione e un archivio accessibili al pubblico e utili a promuovere l’arte contemporanea tra i giovani del territorio. Questa struttura vorrebbe anche rafforzare lo scambio culturale internazionale, offrendo agli umbri l’opportunità di incontrare artisti da tutto il mondo senza muoversi da casa. La fondazione diventerebbe così una casa stabile per una comunità globale, mantenendo vivi i legami nati nelle residenze e stimolando nuove collaborazioni.
Uno dei punti forti di The Place of Silence è l’idea di far vivere la comunità di artisti anche dopo la loro permanenza in villa. Non è solo un progetto temporaneo, ma la costruzione di una rete di scambi e collaborazioni che resistano nel tempo. Riccardo Freddo sottolinea che il vero successo non si misura dal numero di ospiti, ma dall’impatto che la residenza ha sulle relazioni e sulla crescita personale. L’auspicio è che artisti, curatori, studenti e istituzioni trovino in questa esperienza un terreno fertile per future collaborazioni. Una rete stabile, capace di attraversare decenni e generazioni, sarebbe la più grande eredità che The Place of Silence potrà lasciare al panorama culturale italiano e internazionale.
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