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Xavier F. Salomon nuovo direttore del Museo Gulbenkian di Lisbona: la visione per la rinascita post-restauro

Lisbona si è svegliata con un museo rinnovato: il Calouste Gulbenkian ha riaperto le sue porte dopo un restauro che ha riportato alla luce il fascino originale del 1969. A orchestrare questa rinascita, c’è Xavier F. Salomon, un curatore con un bagaglio che attraversa Londra e New York, città dove ha affinato uno sguardo capace di coniugare rigore storico e sguardi moderni. È arrivato in Portogallo all’inizio del 2026, portando con sé una visione che promette di rimettere il Gulbenkian al centro del dibattito artistico europeo, tra sfide, progetti ambiziosi e una nuova energia curatoriale.

Un curriculum internazionale tra i grandi musei

Nato a Roma e cresciuto tra Italia e Regno Unito, Xavier F. Salomon ha fatto la gavetta in istituzioni di primo piano. Ha mosso i primi passi al British Museum e alla National Gallery di Londra, per poi diventare capo curatore alla Dulwich Picture Gallery. Dal 2011 ha spostato la sua esperienza negli Stati Uniti, prima al Metropolitan Museum di New York e poi, dal 2014, alla Frick Collection, dove è stato Deputy Director e curatore capo. Qui ha seguito il delicato restauro delle gallerie, con il trasferimento temporaneo della collezione al Breuer Building e il ritorno nel palazzo originale sulla Fifth Avenue, riaperto al pubblico nel 2025. Questa esperienza gli ha insegnato come gestire restauri complessi e preservare l’identità storica, competenze che ora mette al servizio della sfida lisboeta.

Restaurare il Gulbenkian: rispettare il modernismo e migliorare la visita

Il restauro del Museo Gulbenkian è stato guidato da Salomon insieme agli architetti Frédéric Ladonne e Teresa Nunes da Ponte. Il lavoro ha cercato di migliorare l’esperienza dei visitatori senza tradire lo spirito dell’edificio anni Sessanta. Salomon sottolinea l’importanza di rispettare la “voce” architettonica, anche in dettagli poco amati come la moquette, un principio che ha imparato alla Frick Collection. L’idea è evitare giudizi estetici personali e valorizzare un linguaggio moderno ancora poco riconosciuto. Così il museo ha ritrovato la sua coerenza stilistica, offrendo al pubblico una visita più curata e coinvolgente.

Dialogo aperto con l’arte contemporanea

Durante il suo incarico alla Frick Collection, Salomon ha lanciato progetti che mettevano in relazione arte classica e contemporanea, come Living Histories . In quell’occasione, opere di artisti newyorchesi sono state messe accanto a capolavori rinascimentali e barocchi, affrontando temi di identità e genere. Un’esperienza complessa ma stimolante, che può ispirare anche il Gulbenkian. Salomon però precisa che a Lisbona l’arte contemporanea ha già il suo spazio, il Centro de Arte Moderna, con cui il museo collabora attivamente. Questa sinergia aiuta a mantenere un equilibrio tra passato e presente nel panorama culturale della Fondazione.

Una rete culturale che unisce arti diverse

La Fondazione Calouste Gulbenkian non si limita al museo d’arte: c’è anche un Dipartimento di Musica, e questa varietà favorisce collaborazioni tra discipline diverse. Con nuovi direttori al CAM e al Dipartimento musicale, Salomon parla di un ecosistema culturale pronto a offrire progetti integrati. L’obiettivo è superare i confini delle singole istituzioni per valorizzare il patrimonio portoghese in un contesto dinamico e aperto a nuove sperimentazioni.

Lisbona, polo museale da far conoscere al mondo

Un punto centrale per Salomon è far emergere Lisbona come città di rilievo culturale. Ancora oggi molti turisti la visitano soprattutto per natura e cucina, mentre i musei restano sotto i riflettori rispetto ad altre capitali europee. Per questo il direttore vuole aumentare la visibilità internazionale del Gulbenkian e della città, sfruttando la ricchezza della collezione, che spazia da opere cinesi a giapponesi, egizie e di altre culture. Questo patrimonio è la chiave per creare reti e collaborazioni con musei stranieri, come il Museo Egizio di Torino, e per promuovere iniziative condivise.

Avvicinare i lisbonesi al museo: la sfida più grande

Salomon sottolinea anche la necessità di coinvolgere di più i residenti di Lisbona. Molti abitanti, italiani o stranieri, non frequentano il Gulbenkian quanto potrebbero, nonostante il museo sia una risorsa culturale preziosa. L’intenzione è trasformare lo spazio in un luogo più accessibile, un punto di riferimento per la comunità locale, capace di attrarre con eventi e programmi pensati per loro. Per farlo, serve un lavoro costante di sensibilizzazione e un progetto che metta al centro il rapporto diretto con il pubblico.

Tra libri, viaggi e continue scoperte

Fuori dall’ufficio, Salomon si dedica con passione ai libri d’arte. La biblioteca della Fondazione Gulbenkian custodisce cataloghi e testi rari che il direttore cura con attenzione, anche se ammette di aver già spostato più di 295 casse di volumi da New York a Lisbona, e per ora deve frenare gli acquisti. Nei primi mesi in Portogallo ha approfittato per esplorare il patrimonio locale, apprezzando in particolare le chiese e i palazzi dell’Alentejo e le meraviglie delle Azzorre. Viaggiare e scoprire restano per lui fonti di ispirazione, alimentano la curiosità che sostiene il lavoro curatoriale: un continuo dialogo con il passato e una promessa di nuove storie da raccontare al pubblico.

Redazione

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