Nel 1900, un sentiero è nato nel cuore della Foresta Nera, diventando presto la meta prediletta degli escursionisti più appassionati. Il Westweg si estende per 285 chilometri, partendo da Pforzheim e spingendosi fino a Basilea, attraversando boschi fitti, laghi silenziosi e cime montuose. Non si tratta solo di camminare; è un’esperienza che mescola storia e natura, scandita dal rombo rosso che segna ogni passo. Il percorso non è mai monotono: si dirama in varianti che trasformano il paesaggio e sfidano chi vuole mettersi alla prova.
Il Westweg nasce nel 1900, quando l’Associazione della Foresta Nera inaugurò questo sentiero, il primo percorso escursionistico a lunga distanza della zona. Da allora è diventato un punto di riferimento per chi ama camminare. Il nome “Westweg” significa semplicemente “via occidentale”, a indicare la sua posizione rispetto agli altri grandi itinerari della Foresta Nera. Partendo da Pforzheim, nel Baden-Württemberg, il sentiero scende da nord a sud, collegando città e natura selvaggia, passando per la valle del Kinzig, il Feldberg e le alture del Markgräflerland.
La segnaletica è un tratto distintivo: un rombo rosso bordato di nero su sfondo bianco, dipinto su alberi, sassi e pali. Al confine con la Svizzera il rombo diventa giallo, per adeguarsi agli standard locali, ma resta facilmente riconoscibile. Il Westweg è così un filo che lega due paesi, mostrando paesaggi diversi e accompagnando il camminatore con un segno chiaro e sicuro.
Il percorso si divide in tappe che vanno dai 15 ai 30 chilometri, con dislivelli impegnativi e scenari molto vari. Il primo tratto, da Pforzheim a Dobel, si estende per 25 km lungo il fiume Enz, regalando salite e tappe interessanti come il Castello di Neuenbürg e le formazioni rocciose del Felsenmeer. Proseguendo da Dobel a Forbach si entra in un paesaggio umido e speciale attorno al lago Hohlohsee, una torbiera in quota con vista sulle montagne.
Salendo verso la cresta più alta della Foresta Nera settentrionale, il sentiero offre vedute alpine intorno al lago Herrenwieser See e raggiunge la torre Friedrichsturm, da cui si ammirano i prati d’altopiano chiamati Grinden. La parte più alta comprende la Hornisgrinde, la vetta più alta della zona settentrionale, e luoghi leggendari come il Mummelsee, un lago avvolto da antiche leggende di ninfe.
Il cammino continua tra boschi silenziosi, deviazioni verso laghi nascosti come il Glaswaldsee e rifugi isolati come l’Harkhof, punti di sosta preziosi per chi affronta questi lunghi tratti immersi nel verde. Le tappe da Wilhelmshöhe verso Kalte Herberge e Titisee si distinguono per riserve naturali come Blindensee, e per la biforcazione che porta a Basilea attraverso due percorsi molto diversi.
Al Titisee, un lago glaciale incastonato nella Foresta Nera, il Westweg si divide in due varianti. La via occidentale scala il Feldberg, la cima più alta del massiccio con i suoi 1.493 metri. Questo tratto attraversa laghi alpini come il Feldsee e il Mathisleweiher e offre una cresta impegnativa ma ricca di panorami che spaziano fino alle Alpi. Seguendo la cresta si raggiungono il Belchen e il Blauen, montagne con viste a 360 gradi, mentre le rovine medievali del Castello di Sausenburg testimoniano la storia del cammino.
La discesa verso Basilea, lungo la variante ovest, attraversa vigneti, boschi e zone fluviali, con angoli naturali come la Wolfsschlucht, una gola rocciosa e selvaggia. Basilea, con la sua stazione Badischer Bahnhof, segna la fine del percorso e il punto di partenza per tornare o scoprire nuovi sentieri.
La variante orientale segue invece una serie di montagne più dolci ma alte: dall’imponente Herzogenhorn, seconda cima della zona, fino al bacino glaciale di Präger e alla torre panoramica dell’Hochkopf. Qui il paesaggio si fa carsico, con grotte come l’Erdmannshöhle e laghi temporanei come l’Eichener See, che si formano e scompaiono a seconda delle stagioni. Tra pascoli e boschi più tranquilli, la discesa scorre tra gole e belvederi come il Grenzacher Hornfelsen, fino alla stazione svizzera di Basilea.
Fare tutto il Westweg richiede attenzione e preparazione. Con quasi 8.000 metri di dislivello e tappe che spesso superano i 20-30 chilometri, serve una buona resistenza e una gestione attenta di acqua, cibo e alloggi.
Gli scarponi da trekking, robusti e con buona presa, sono indispensabili, soprattutto sui tratti umidi o rocciosi. I bastoncini aiutano nelle discese ripide, mentre vestirsi a strati, con giacca impermeabile e pile, protegge dai cambiamenti di tempo improvvisi. Non dimenticate la crema solare e un kit per le vesciche.
Lo zaino ideale ha una capacità tra i 40 e i 50 litri, con un peso intorno ai 6-8 chili, per muoversi comodi. È meglio prenotare in anticipo gli alloggi soprattutto tra maggio e ottobre, quando il sentiero è più frequentato. Chi vuole un’esperienza meno faticosa può scegliere alcune tappe singole, aiutato dalla buona rete di trasporti pubblici che collega i punti principali.
Il Westweg conserva intatto il suo fascino e la sua importanza nell’escursionismo europeo. Attraversa territori ricchi di natura, geologia e cultura, offrendo a chi cammina un’immersione completa nel cuore della Foresta Nera e delle Alpi svizzere. Due varianti, paesaggi diversi e una storia che si legge ancora tra rovine e riflessi dei laghi alpini. Un percorso netto, segnato dal suo simbolo, quel rombo che traccia un legame tra passato e presente, natura e cultura, Germania e Svizzera.
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