Davanti alla Biblioteca Apostolica Vaticana, nel Cortile del Belvedere, si staglia un’onda enorme: nera e bianca, larga quasi settanta metri, sembra pronta a inghiottire la facciata rinascimentale. Non è un’illusione ottica o un semplice decoro. È Diluvium, l’ultima opera site-specific di JR, lo street artist noto per le sue installazioni cariche di significati profondi. Inaugurata il 14 settembre, l’installazione sarà visibile dal 25 settembre nella mostra AQVA. Catastrofe e meraviglia. Ma questo è solo l’inizio di un percorso che durerà fino al 2027, un progetto pensato per mettere in guardia sulle minacce climatiche che incombono sul tesoro librario custodito in Vaticano.
JR spiega che l’idea di quest’onda nasce da una paura antica: quella che l’acqua possa un giorno sommergere e cancellare interi mondi, compresi i ricordi custoditi nei libri. L’immagine richiama subito il Diluvio Universale, il riferimento centrale dell’installazione. Per realizzarla, JR si è ispirato alle incisioni di Gustave Doré, le celebri illustrazioni ottocentesche della Bibbia che mostrano scene apocalittiche come l’alluvione che travolge il mondo antico. Una di queste incisioni è esposta nella mostra, creando un ponte diretto tra arte storica e contemporanea.
L’opera è come una fotografia congelata di una tempesta che sta per scatenarsi: l’onda è sospesa, pronta a schiantarsi, carica di tensione e significati. Per JR, l’acqua è un elemento ambivalente, capace di distruggere ma anche di rigenerare. Un tema che si intreccia con il cambiamento climatico, ormai sotto gli occhi di tutti e fuori controllo. L’artista va oltre la natura e invita a riflettere sul ruolo dell’intelligenza artificiale, che sta assimilando un enorme patrimonio di conoscenze scritte ma senza che l’umanità ne abbia davvero il controllo. Così, quell’onda diventa simbolo di un rischio globale, che riguarda sia il patrimonio materiale che la trasmissione del sapere.
Il progetto AQVA, curato da don Giacomo Cardinali, Simona De Crescenzo, Francesca Giannetto e Delio Proverbio, mette a fuoco il ruolo minaccioso dell’acqua per i documenti. In una biblioteca, umidità e alluvioni sono nemici per carta, pergamene e inchiostri: possono causare danni irreparabili. Ma la mostra allarga lo sguardo, parlando anche di altri pericoli che mettono a rischio le collezioni: dal fuoco alla luce, dagli insetti all’errore umano, cioè la gestione e la manipolazione diretta dei volumi.
AQVA evita letture semplicistiche. L’acqua è parte integrante della storia del libro: serve per fare la carta, aiuta nei restauri e nella conservazione. La mostra coinvolge anche figure come Bill Moran, tipografo americano, e Fulvio Pierangelini, chef, che portano la loro esperienza per riflettere sul valore delle collezioni, dall’arte della stampa all’esperienza culinaria.
Un momento toccante della mostra è il richiamo all’alluvione che nel 1966 colpì Firenze, causando danni gravissimi al patrimonio librario cittadino. Attraverso fotografie conservate nelle collezioni vaticane, il percorso si confronta con questo drammatico episodio di perdita e recupero, arricchendo il valore storico della rassegna.
Oltre a Diluvium, JR ha realizzato un secondo intervento site-specific, Undae, che completa l’esperienza all’interno della Biblioteca Vaticana. Mentre la grande onda domina la facciata esterna, Undae si sviluppa negli spazi interni, dove l’acqua viene raccontata attraverso immagini, documenti e testimonianze di epoche diverse. Nasce così un dialogo intenso tra l’impatto monumentale e una riflessione più raccolta sulla vulnerabilità del sapere.
L’artista ricorda che i libri, oltre a custodire memoria e pensiero umano, sono materiali fragili e facilmente danneggiabili. Il progetto mette in luce tante metafore legate all’acqua: eventi climatici, rischi tecnologici, trasformazioni sociali difficili da cogliere a prima vista. L’installazione invita a vedere la minaccia non solo come pericolo fisico, ma come sfida più ampia per la conservazione della conoscenza e della cultura.
La mostra AQVA. Catastrofe e meraviglia sarà aperta fino al 14 maggio 2027. Un’occasione preziosa per riflettere sulle sfide del presente, attraverso il patrimonio storico e artistico della Biblioteca Vaticana e l’arte contemporanea.
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