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Flashback Torino 2023: la fiera d’arte che riscrive il tempo con opere senza tempo

Tra le mura antiche dell’ex brefotrofio di Borgo Crimea a Torino, il tempo sembra piegarsi. Flashback, giunta alla sua quattordicesima edizione, non è una semplice fiera d’arte: è un dialogo aperto tra passato e presente, senza confini. Il tema scelto per il 2026, “IN TIME”, evoca quel futuro distopico immaginato da Andrew Niccol, ma soprattutto cattura l’essenza stessa dell’evento. Qui, l’arte non è incatenata alle lancette dell’orologio; al contrario, si muove libera, intrecciando epoche diverse in un continuo scambio di rimandi e sorprese. Camminare tra queste stanze significa immergersi in una dimensione sospesa, dove il tempo non scorre più secondo le regole comuni.

Gallerie che rompono gli schemi del collezionismo tradizionale

Quest’anno Flashback presenta 35 gallerie, soprattutto italiane ma con qualche nome dall’estero, a testimonianza di una crisi delle regole classiche del collezionismo. Il filo conduttore? L’atemporalità: il valore di un’opera non si misura più dalla sua data, ma dalla forza con cui parla oggi. Lo dimostra la scelta coraggiosa di mettere in dialogo pezzi distanti nel tempo. Basti pensare ad Aleandri Arte Moderna che espone un disegno di Gustav Klimt , che si confronta con la Vénus bleue di Yves Klein, ospitata nella sala della Galleria dello Scudo. Due icone potenti, capaci di catturare lo sguardo e la mente oltre ogni barriera temporale.

Non mancano opere che intrecciano materia e politica dagli anni del secondo Novecento, come quelle di Tano Festa e Franco Angeli alla Galleria Lombardi. La Galleria d’Arte Niccoli propone un confronto tra le sezioni craniche di Salvatore Astore e i famosi Cretti di Alberto Burri, creando un dialogo ricco di significati formali e concettuali. Questa varietà di sguardi riflette una fiera che rifiuta le categorie rigide e accoglie contaminazioni tra tempo, stile e contenuto.

I grandi maestri del Novecento al centro di Torino

Tra le installazioni più notevoli spiccano quelle di grandi nomi del Novecento italiano e internazionale, presentate da realtà consolidate come Umberto Benappi e Gian Enzo Sperone. Benappi raccoglie opere che raccontano le avanguardie del secondo Novecento: un ritratto di Fabio Mauri, i lavori specchianti di Michelangelo Pistoletto, il tapis-nature di Piero Gilardi e un collage di Carol Rama. Un mosaico che mostra le tante anime di un’epoca capace di unire sperimentazione e impegno sociale.

La Galleria Gian Enzo Sperone, nel punto più luminoso dell’ex brefotrofio, ospita una serie di opere monumentali di Luigi Ontani accanto a una scultura iperrealista del canadese Evan Penny. Questi lavori dialogano con lo spazio e con il pubblico in modo scenografico, valorizzando forme e materiali e aprendo nuove piste di lettura sul senso dell’arte oggi. Flashback si conferma così un viaggio fitto di riferimenti, dove epoche e linguaggi si intrecciano sotto lo stesso tetto.

Un’esperienza che coinvolge tutti i sensi e guarda oltre i confini

Flashback 2026 va oltre il solo aspetto visivo e si apre anche alla dimensione corporea e sensoriale del tempo. L’espressionismo teatrale di Sandro Chia, alla galleria Richard Saltoun, si confronta con le audaci distorsioni prospettiche e geometriche di Georges Rousse, ospitate da Photo&Contemporary. Un equilibrio tra fisico e mentale che coinvolge il visitatore.

L’orizzonte si allarga con la presenza internazionale di Yvonne Hohner Contemporary, galleria vicina a Stoccarda, che porta un tocco europeo e multiculturale. A sorpresa, la maison napoletana Mendittorosa propone incursioni nella profumeria artistica, con packaging studiati come vere opere d’arte. Un intervento originale che conferma la voglia di superare la concezione tradizionale dell’opera come semplice immagine, trasformandola in un’esperienza immersiva che coinvolge olfatto, tatto e percezione.

“collezioni.amo”: uno spazio per rinnovare il mercato dell’arte

La forza di Flashback non sta solo nelle opere o negli allestimenti, ma anche nella filosofia che anima gli spazi aperti al pubblico. Lo spazio “collezioni.amo” è un segnale concreto di democratizzazione del mercato dell’arte. Qui chiunque può toccare con mano le opere, sfogliare libri e cataloghi, e soprattutto avvicinarsi all’acquisto con pezzi rigorosamente sotto i 5.000 euro.

L’obiettivo è eliminare le barriere classiche che fanno dell’arte un bene esclusivo, aprendo un’opportunità soprattutto per chi si avvicina per la prima volta o per i giovani collezionisti. Il progetto punta alla trasparenza del mercato e alla responsabilità culturale che nasce da una condivisione più ampia e partecipata, segnando un passo avanti nel modo di pensare e far circolare l’arte contemporanea nel 2026.

Flashback 2026, aperta fino al primo novembre all’ex brefotrofio di Torino, resta dunque un luogo unico dove passato e presente si intrecciano per raccontare un’arte che mette in discussione la percezione tradizionale del tempo e le regole del mercato. Nel cuore di Torino si moltiplicano così le occasioni per scoprire, confrontare e vivere l’arte in tutte le sue sfumature.

Redazione

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