Nel cuore della pianura serba, dove il terreno si stende all’infinito, spunta un castello che sembra un miraggio. Il Castello Fantast, con le sue torri appuntite e le pareti bianche come la neve, si erge solitario, quasi a sfidare l’orizzonte piatto della Voivodina. Intorno, una fitta vegetazione lo avvolge, come a proteggere segreti che nessuno osa svelare. Non è il classico maniero nascosto tra le montagne o immerso nei boschi, ma una costruzione che nasce dalla stessa terra fertile e vasta, simbolo di una regione dominata da campi e tradizioni contadine. Fu Bogdan Dunđerski, uomo di grande potere e ricchezza, a volere questo edificio unico, ispirato dai suoi viaggi europei e dal desiderio di lasciare un’impronta indelebile. Dietro la sua eleganza, però, si celano storie di rivalità, orgoglio e ricordi di guerre lontane, che ancora oggi sembrano respirare tra le sue mura.
Bogdan Dunđerski, nato nel 1862, era uno dei proprietari terrieri più importanti della Voivodina. Con grande abilità gestiva le sue vaste tenute agricole e, superati i cinquant’anni, decise di costruire il Castello Fantast. Non solo per bellezza, ma soprattutto per rispondere alle voci che lo davano in rovina finanziaria. Il castello divenne così un simbolo di forza e determinazione. Il nome, curioso e particolare, arriva dal suo cavallo da corsa, Fantast, che nel 1932 vinse tre gare a Belgrado, aggiungendo prestigio alla proprietà. Intorno alla costruzione si sono intrecciate molte leggende: si dice che Dunđerski fece venire artigiani dalla Boemia per mantenere segreti nel progetto e che sotto il castello esistano passaggi segreti che collegano la residenza alle scuderie, realizzati con legno di quercia pregiata. Nulla di tutto questo, però, è mai stato confermato ufficialmente. Il destino di Bogdan è legato anche alla cappella di San Giorgio, dove è sepolto. La tradizione popolare racconta che, durante la festa della Trasfigurazione, la sua anima si aggiri ancora tra i campi, accompagnata dal nitrito del suo cavallo, come se quel legame con la terra e il cavallo non si fosse mai spezzato. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il castello fu nazionalizzato e gran parte del mobilio e delle decorazioni interne sparì. Negli anni ’80 si provò a trasformarlo in un albergo, ma questo andò contro le volontà testamentarie di Dunđerski, che aveva lasciato la proprietà alla Matica srpska per un’accademia agricola mai realizzata. Oggi la situazione legale è complessa e il futuro del castello è ancora incerto.
Il Castello Fantast si presenta con una facciata candida che spicca nel verde della campagna. La pianta è quasi quadrata e l’ingresso, imponente, cattura subito l’attenzione. Le torrette angolari e la grande torre quadrata danno all’edificio un’aria neogotica, in netto contrasto con la sobria eleganza degli interni, più vicini al neoclassico. La torre più alta era un punto panoramico e ospitava grandi saloni arredati con mobili d’epoca. All’interno si trova anche la cappella di San Giorgio, costruita in stile neobizantino e di grande valore culturale. Qui si conservano dodici icone dipinte da Uroš Predić, celebre pittore serbo e amico di Dunđerski. Le immagini religiose sono accompagnate da ritratti di persone a lui care, come Mara, la donna che ispirò i lineamenti della Vergine Maria nelle opere di Predić. Sulle pareti della cappella si trovano bassorilievi realizzati dallo scultore Đorđe Jovanović, che raffigurano Bogdan e lo stesso Predić, a testimonianza del forte legame tra arte e memoria di quell’epoca. Intorno al castello si estende un parco che mescola elementi tipici dei giardini inglesi e francesi: viali alberati, prati curati e sentieri decorativi conducono alla residenza principale, a un edificio secondario e alle scuderie, un tempo non solo stalle ma veri e propri centri per l’allenamento dei cavalli da corsa, con paddock e strutture di servizio. Un dettaglio poco noto è la presenza di una grande piscina storica, oggi abbandonata, che racconta l’attenzione al comfort e allo stile che caratterizzava la tenuta.
Il Castello Fantast si trova in Voivodina, a circa 14 chilometri da Bečej, lungo la strada che porta a Bačka Topola. Dista tra i 60 e i 140 chilometri da Novi Sad e Belgrado, i centri principali della regione. Raggiungerlo in auto è semplice, passando da Novi Sad o Belgrado e proseguendo verso Bečej. Ma da qualche anno l’ingresso agli interni è fortemente limitato a causa di una lunga disputa legale sulla proprietà, nata dopo la fine dello Stato socialista. Dal 2021 il castello è chiuso al pubblico e la stampa locale denuncia un lento ma inesorabile degrado degli ambienti. L’unico spazio restaurato recentemente è la cappella di San Giorgio, con lavori completati nel 2023. Per il resto, dalla torre panoramica agli spazi museali, l’accesso è vietato. I giardini e le scuderie possono essere visitati solo con un permesso speciale. L’assenza di una data certa per una riapertura alimenta dubbi e preoccupazioni sul futuro del complesso, che resta bloccato tra questioni legali e volontà istituzionali. Nonostante tutto, il Castello Fantast rimane un patrimonio culturale di grande importanza per la Serbia. Il rischio è che, senza interventi concreti, questo tesoro possa perdere per sempre la sua memoria storica e artistica. La speranza è che si trovi presto una soluzione per restituire al castello la vita e il ruolo che merita, in mezzo alle pianure della Voivodina.
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