A Roma la prima grande mostra di Fidia, il più grande scultore greco dell’età classica

La prima grande mostra di Fidia, il celebre scultore greco dell’età classica, a Roma, uno dei più grandi maestri dello scultura classica

Da tempo attesa dai cultori dell’arte antica, finalmente a Roma si inaugura la prima grande mostra interamente dedicata a Fidia, il più grande scultore greco dell’età classica. Conosciuto in tutto il mondo per le sue opere che rappresentano l’ideale di bellezza fisica e la perfezione formale, il maestro ateniese è stato scelto per dar vita ad un evento che promette di essere senza precedenti. Ecco tutti i dettagli sulla mostra che non potrete perdere.

Fidia: la vita e le sue opere più conosciute

Fidia nacque nel 490 a.C. ad Atene, la cuna della democrazia, e divenne un fedele amico di Pericle. Grazie a questa forte legame, Fidia giocò un ruolo determinante nella creazione di un ampio programma architettonico che risultò nella costruzione di molte impressionanti opere ad Atene, materializzando i grandi piani dell’era di Pericle.

Condivise non solo i trionfi con Pericle, ma anche le gelosie e le diffamazioni dei detrattori, che cercando di attaccare Pericle, si avventarono contro il suo artista prediletto, accusandolo di numerosi reati, tra cui quella assolutamente infondata di aver rubato una parte dei 1000 kg d’oro destinati a rivestire la grandiosa statua della Dea Atena, Atena Parthenos. Sebbene in numerosi documenti Fidia fosse considerato il più grande scultore del suo tempo, poco è rimasto delle sue opere.

Considerando che era anche pittore e architetto, l’unica cosa che rimane è un piccolo vaso a Olympia con l’iscrizione “Io sono di Fidia”. Di tutte le sue celebri e mastodontiche statue d’oro, avorio, bronzo e marmo, si conservano soltanto pochi frammenti.

Le informazioni che possediamo sul suo lavoro si basano principalmente sui resoconti degli antichi scrittori e sul ritrovamento di alcune copie delle sue sculture, che non riescono a catturare la grandezza delle opere originali, così come i riferimenti iconografici alle sue opere visibili sulle monete. Tuttavia, una cosa è chiara: Fidia dominava l’espressione della perfezione e la plasticità delle forme, incarnando l’ideale di bellezza eterna.

Ci sono notizie contrastanti riguardo al mistero della sua morte. Alcuni sostengono che sia morto in prigione ad Atene, dato che era stato accusato di sacrilegio per aver dipinto se stesso e Pericle sullo scudo della dea. Altri invece affermano che sia morto ad Olimpia, situata nel nord-ovest del Peloponneso, luogo in cui avrebbe trovato rifugio dopo essere scappato da Atene.

Phidias, Athena Lemnia
Foto | Zde @commons.wikimedia.org

 

Le sue opere

La maggior parte delle opere ritrovate si trovano al British Museum e sono note come la “Collezione di marmi di Elgin”.

Uno degli aspetti distintivi di alcune delle sue opere che ritraggono divinità risiede principalmente nel suo approccio innovativo. Rompeva con la tradizione di rappresentare la perfezione fisica, scegliendo invece di evidenziare la potenza e la superiorità divina attraverso l’opulenza dell’opera stessa.

È famoso per aver introdotto il concetto di panneggio bagnato, ovvero la rappresentazione del nudo attraverso la perfetta raffigurazione di un tessuto leggero e trasparente sui corpi. Il suo contributo più significativo fu la progettazione urbanistica dell’Acropoli di Atene, e in particolar modo del Partenone, iniziato nel 447 a.C. Lui fu responsabile della decorazione scultorea ( frontoni, metope e grande fregio)ed, a oggi, la maggior parte tali opere è ora conservata al British Museum. L’originalità del suo stile scultoreo ridefinì completamente la scultura greca, dando vita alla cosiddetta “classicità”, e ha avuto un notevole impatto sull’arte di periodi successivi.

Le grandi opere di Fidia per la prima volta riunite in una grande mostra a Roma

Fidia, un’icona dell’arte classica greca e il creatore del Colosso di Zeus a Olimpia – una delle Sette Meraviglie del mondo antico – che ha anche svolto un ruolo chiave nella costruzione e decorazione del Partenone di Atene, è in procinto di avere la sua prima esibizione in Italia. 

Dal 24 novembre 2023 al 5 maggio 2024, i suoi lavori saranno in mostra presso i Musei Capitolini – Villa Caffarelli, a Roma. Potete visitare la mostra ogni giorno dalle 9.30 alle 19.30. Vi ricordiamo di arrivare un’ora prima della chiusura.

Il costo del biglietto “solo Mostra” è di € 13,00 intero e € 11,00 ridotto. Per ulteriori dettagli si può contattare il numero 060608 (disponibile ogni giorno dalle 9.00 alle 19.00) o visitare il sito www.museicapitolini.org.

Il creativo itinerario mostra attraversa la vita, la professione e l’ambiente storico-culturale nel quale ha lavorato, inserendo installazioni multimediali, reperti archeologici, originali greci come frammenti del fregio del partenone, eccezionalmente prestati dal Museo dell’Acropoli di Atene e mai precedentemente esibiti fuori dalla Grecia, insieme a repliche romane, dipinti, manoscritti e schizzi.

Oltre 100 manufatti provengono dai musei più prestigiosi al mondo, come:

  • il British Museum di Londra,
  • il Museo dell’Acropoli
  • il Museo Archeologico Nazionale di Atene,
  • il Museo di Olimpia,
  • il Kunsthistorisches Museum di Vienna,
  • il Metropolitan Museum of Arts di New York,
  • i Musei Vaticani,
  • il Museo del Louvre di Parigi,

assieme a importanti enti italiani come:

  • il Museo Archeologico di Bologna,
  • l’Accademia delle Belle Arti di Ravenna,
  • il Museo Archeologico di Napoli
  • l’Archivio Cambellotti

tutti coinvolti nel raccontare l’indimenticabile impatto di questo genio creativo nell’immaginario collettivo, rimanendo una continua fonte di ispirazione per le generazioni odierne.

Ecco alcune delle opere d’arte più notevoli in mostra a Roma:

  • pezzi autentici del fregio del Partenone, concessi in prestito speciale dal Museo dell’Acropoli di Atene, che per la prima volta hanno lasciato la Grecia;
  • un vaso con l’incisione “Pheidiou eimi” (Io appartengo a Fidia) dall’Olimpia Museo Archeologico, uno dei pochi oggetti personali di un famoso personaggio dell’antichità che sono sopravvissuti fino ad oggi;
  • una riproduzione dello scudo dell’Athena Parthenos, lo scudo Strangford, una copia romana in marmo pentelico dell’originale appartenente alla statua di Athena fatta d’oro e avorio e situata nella cella del Partenone, dalla collezione del British Museum;
  • una statua in bronzo di un artigiano, forse una raffigurazione di Fidia stesso, dallo Metropolitan Museum of Art di New York; la testa dell’Athena Lemnia in marmo, una copia augustea di un originale Fidia, dal Museo Civico Archeologico di Bologna;
  • il Codice Hamilton 254 (Staatsbibliothek zu Berlin), un manoscritto quattrocentesco che include la prima immagine del Partenone giunta in Europa, un disegno realizzato da Ciriaco de’ Pizzicolli di Ancona.
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