
Nel cuore del Cantone di Zugo, la pianura della Lorze si è guadagnata un titolo che pesa: “Paesaggio dell’anno 2026”. Non è solo una questione di bellezza, ma di equilibrio raro. Qui, natura e sviluppo convivono senza compromessi, grazie a una gestione attenta e condivisa tra cittadini e istituzioni. In un paese dove ogni scorcio racconta la sfida di preservare il verde, questa pianura si distingue per aver resistito all’assalto dell’espansione urbana, mantenendo intatto un angolo di Svizzera prezioso e vivo.
Pianura della Lorze: un raro equilibrio tra città e natura
Negli ultimi vent’anni, la zona intorno alla pianura della Lorze ha visto una crescita demografica significativa: dal 2000 la popolazione è aumentata di circa un terzo, facendo di quest’area una delle più dinamiche della Svizzera centrale. In mezzo a questo boom, la pianura si conferma un polmone verde indispensabile. Mentre attorno si costruiscono nuovi quartieri e infrastrutture, l’area rimane aperta e protetta, offrendo un respiro naturale tanto all’ambiente quanto alle comunità.
Non si tratta di un’area lasciata libera per caso: dietro c’è una scelta chiara e consapevole, che ha puntato sulla conservazione invece che sull’edificazione selvaggia. Un equilibrio raro, soprattutto in un paese dove la densità urbana cresce costantemente.
Le scelte politiche che hanno salvato la pianura
La tenuta della pianura della Lorze si deve a decisioni politiche nette e durature. Già nel 2004 l’area è stata messa sotto protezione vincolante, con divieto di nuove costruzioni. Nel 2012, un piano direttore ha definitivamente escluso la possibilità di edificare, bloccando così progetti che avrebbero cambiato radicalmente il volto del territorio: dall’aeroporto all’aerodromo militare, fino alle autostrade.
Anche le infrastrutture di trasporto sono state escluse dall’area, evitando così la frammentazione del paesaggio e preservando la continuità ecologica, un bene ormai raro in Europa. Questa resistenza alla pressione urbanistica è stata decisiva per il riconoscimento come paesaggio protetto, dimostrando che la politica può davvero salvaguardare territori preziosi nel tempo.
Biodiversità in crescita e spazio per tutti
Oggi la pianura è un ecosistema protetto dove flora e fauna prosperano senza interferenze. La deviazione artificiale del corso del fiume Lorze ha creato nuovi habitat naturali, aumentando la varietà di specie presenti e trasformando l’area in un vero laboratorio di conservazione ambientale.
Ma la pianura è anche uno spazio vissuto: escursionisti, ciclisti e amanti della natura la frequentano regolarmente, trovando un contatto diretto con l’ambiente senza comprometterne l’integrità. Qui si dimostra che proteggere la natura non significa chiuderla al pubblico, ma anzi valorizzarla come bene comune.
Un riconoscimento che premia uno sforzo collettivo
Il titolo di “Paesaggio dell’anno 2026” non è un premio per un singolo, ma il risultato di un lavoro condiviso. I 10.000 franchi del premio sono stati assegnati al Cantone di Zugo, alla città di Zugo e ai comuni di Baar, Cham e Steinhausen, oltre che alla Corporazione di Zugo, che rappresenta i proprietari terrieri.
Questa collaborazione a più livelli è la vera chiave del successo: coinvolgere istituzioni, proprietari privati e cittadini ha permesso di mettere da parte interessi economici e urbanistici, mantenendo intatta la pianura. Il caso della Lorze è oggi un esempio virtuoso di gestione condivisa del territorio, che guarda alla tutela del paesaggio, della natura e della qualità della vita in territori sotto pressione.
