
Il 16 aprile, a Parigi, Sotheby’s ha riportato in asta due paesaggi di Monet, assenti dalle vendite da oltre vent’anni. Un evento raro, che ha fatto lievitare il totale a 35 milioni di euro, un balzo dell’84% rispetto all’anno scorso. Non lontano, Christie’s ha acceso i riflettori sull’arte italiana: undici lotti battuti, con Ettore Spalletti a dominare la scena e a segnare nuovi record. La primavera del 2026 si conferma così un momento d’oro per il mercato parigino.
Monet torna a brillare dopo quasi un secolo
Claude Monet ha fatto il suo grande ritorno sulle scene francesi con due opere di grande valore, entrambe provenienti da collezioni private e mai viste in pubblico da quasi cento anni. “Vétheuil, effet du matin” ha fatto saltare il banco, venduto a 10,2 milioni di euro, ben oltre le stime che oscillavano tra 6 e 8 milioni. L’opera, che ha passato più di cinquant’anni nelle mani di un collezionista francese e non era esposta da 98 anni, ha stabilito un nuovo record per Monet in Francia, dimostrando ancora una volta l’attrazione irresistibile del pittore impressionista.
Non meno interessante “Les Îles de Port-Villez”, datato circa 1883. Partito da una stima di 3-5 milioni, è stato aggiudicato a 6,5 milioni, segno che anche le opere meno recenti di Monet mantengono un valore robusto e in crescita. Entrambi i quadri avevano un legame con la galleria Durand-Ruel, uno dei protagonisti della diffusione dell’Impressionismo.
Ma non è finita qui. L’asta serale di Sotheby’s dedicata all’arte moderna e contemporanea ha visto brillare anche altre opere di spessore. Sette gouache di Marc Chagall, parte della serie “Circus” e mai messe all’asta prima, hanno raccolto 5 milioni di euro, a testimonianza dell’interesse ancora vivo per uno dei grandi maestri del Novecento. A seguire, “Concetto Spaziale, Attese” di Lucio Fontana è stato venduto per 2 milioni, mentre la scultura “Tigre royal” di Rembrandt Bugatti ha raggiunto 1,7 milioni. Dati che confermano la forza e la varietà del mercato francese nel settore dell’arte moderna, soprattutto per pezzi di alto valore storico.
Thinking Italian di Christie’s: 25 anni di successi con numeri da record
Nella stessa settimana, Christie’s ha festeggiato il 25° anniversario di “Thinking Italian”, la sua sezione dedicata all’arte italiana. Il 15 e 16 aprile, undici opere scelte con cura sono andate tutte vendute, segnalando una domanda internazionale in crescita per l’arte italiana del XX secolo.
Il totale della settimana ha superato gli 80,9 milioni di euro, un balzo netto rispetto ai 58 milioni dello scorso anno, con un aumento del 39%. Parigi si conferma così un punto di riferimento europeo per le aste di arte moderna, affiancandosi a New York, Londra e Hong Kong.
Tra i protagonisti spicca Ettore Spalletti, che ha raggiunto un record mondiale con “Mobile” , venduto per 203.200 euro. Un risultato storico per l’artista e un chiaro segnale del suo mercato in ascesa. Da segnalare anche “La Pomme de New York” di Claude Lalanne, che ha superato ogni aspettativa con una vendita sopra i 6 milioni di euro, cifra senza precedenti nella carriera dell’artista.
Il successo di “Thinking Italian” si deve anche all’interesse sempre più forte dei collezionisti stranieri, attratti da opere che raccontano la vitalità dell’arte italiana nel Novecento. Renato Pennisi, esperto internazionale di Christie’s, sottolinea come questa manifestazione resti un punto fermo per mettere in luce il meglio dell’arte italiana a livello globale.
L’arte italiana in primo piano: chi ha fatto la differenza
L’asta ha messo sotto i riflettori nomi che hanno lasciato un segno nella storia dell’arte contemporanea. Jannis Kounellis ha ottenuto 762.000 euro per “Senza Titolo” del 1960, superando le attese. Giorgio de Chirico ha fatto lo stesso con “Piazza d’Italia” , venduto a 698.500 euro, un pezzo chiave del movimento metafisico.
Mario Schifano ha stupito con “Gigli d’acqua”, che ha quasi raddoppiato la stima iniziale, chiudendo a 571.500 euro. Al contrario, “South Turn” di Salvatore Scarpitta non ha raggiunto il prezzo previsto. Tra gli altri protagonisti, Emilio Vedova ha visto “…in continuum, compenetrazioni – traslati ’87 – IV” venduto a 279.400 euro, mentre per Enrico Castellani “Superficie Alluminio”, esordiente alle aste, ha toccato quota 127.000 euro.
Questi numeri raccontano un mercato italiano dinamico e in crescita, con una presenza sempre più solida nei grandi appuntamenti parigini e un interesse in aumento da parte di collezionisti e operatori.
La primavera a Parigi si conferma così un momento cruciale per il mercato globale dell’arte, capace di attrarre pezzi di altissimo valore e di tracciare con chiarezza le tendenze e i record che animano il settore.
