Nel 1975 Andy Warhol arrivò a Napoli, e da allora l’Italia entrò nel suo universo creativo come mai prima. Milano, oggi, ripercorre quegli anni decisivi con una mostra che non si limita alle solite opere iconiche. È un viaggio tra immagini, storie e città — Napoli e Milano — che hanno segnato l’ultimo decennio dell’artista americano. Alla Galleria Crédit Agricole – Refettorio delle Stelline, si respira l’atmosfera di quegli anni, fatta di volti, colori e suggestioni che hanno lasciato un segno profondo nel panorama artistico italiano. Fino al 20 marzo 2026, questo racconto visivo resta un appuntamento imprescindibile.
Il percorso espositivo ruota attorno a due città chiave: Napoli e Milano. A Napoli si concentra la serie “Vesuvius”, dove Warhol interpreta la potenza del celebre vulcano con uno sguardo pop, trasformando l’immagine in qualcosa di immediato e potente. Qui l’artista prende la forza della natura e la trasforma in icona, mescolando impatto visivo e cultura di massa. Un gioco che dimostra come Warhol sapesse dare nuova vita a soggetti classici, rendendoli simboli universali.
A Milano, invece, nasce il progetto che segna una svolta nella sua arte: “The Last Supper”. Non una semplice riproposizione seriale del capolavoro di Leonardo da Vinci, ma un lavoro intimo, quasi spirituale. Warhol affronta un’opera che rappresenta fede e tradizione con un linguaggio moderno, che unisce rispetto per la storia e innovazione. Questa serie racconta un momento intenso della sua ricerca interiore e del dialogo con il passato.
L’esposizione non è solo quadri appesi alle pareti. Accanto alle opere, ci sono fotografie inedite dello Studio Mimmo Iodice che raccontano l’atmosfera culturale italiana di quegli anni. Documenti esclusivi, legati a galleristi storici come Lucio Amelio a Napoli, e immagini di Maria Mulas e Fabrizio Garghetti a Milano, aiutano a immergersi nella scena artistica che ha fatto da sfondo agli ultimi anni di Warhol.
In mostra anche poster, inviti e oggetti legati a figure fondamentali come Alexander Iolas e Luciano Anselmino, elementi chiave per capire l’ambiente in cui Warhol si è mosso in Italia. Tra le curiosità, uno spazio è dedicato alle copertine di album musicali firmate dall’artista e alla serie “Ladies and Gentlemen”, nata nella “Second Factory” di Union Square, dove l’arte si è fatta impresa creativa.
Un elemento che distingue la mostra è la collaborazione con Crédit Agricole Italia, che mette a disposizione opere di grandi nomi dell’arte contemporanea come Ettore Sottsass jr, Emilio Tadini, Hermann Nitsch e Daniel Spoerri. Una sinergia che offre uno sguardo sulla vitalità dell’arte italiana negli ultimi anni del Novecento, creando un confronto diretto tra Warhol e altri protagonisti.
Giampiero Maioli, presidente di Crédit Agricole Italia, ha sottolineato come l’arte sia un valore sociale e culturale da mettere al servizio delle comunità. La Galleria delle Stelline conferma così il suo ruolo di punto di riferimento per la ricerca e la promozione artistica, diventando una tappa fondamentale per Milano e per tutta la scena nazionale.
La mostra “Andy Warhol. Passaggio in Italia 1975-1987” resta aperta fino al 20 marzo 2026. Un’occasione da non perdere per scoprire un decennio cruciale nella vita di Warhol, raccontato attraverso territori, volti e opere che restituiscono un’immagine nuova e complessa del grande artista americano.
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