
Il numero 9 di via Santa Maria a Carrara non è più un indirizzo qualunque. Fino a poco tempo fa, quell’angolo del centro storico sembrava destinato all’oblio, tra negozi chiusi e strade silenziose. Oggi, invece, si anima con “Arte Abitata”: undici progetti che cercano di restituire vita e senso a un quartiere che rischiava di svuotarsi. Non si tratta solo di una mostra, ma di un invito concreto a riappropriarsi degli spazi, a tessere nuovi legami e a invertire una tendenza che vede le piccole città perdere il loro centro. L’esperimento coinvolgerà artisti, creativi e cittadini per mesi, fino alla fine del 2026, con l’obiettivo di ridisegnare il volto della città.
Via Santa Maria, la casa dell’arte che torna a vivere
“Arte Abitata” nasce da un bando pubblico lanciato dal Comune di Carrara insieme a ERP Massa-Carrara, con l’obiettivo di ridare vita a un luogo rimasto per troppo tempo in ombra. Il fondo al piano strada, fino a poco fa una vetrina vuota senza identità, si è trasformato in un laboratorio a cielo aperto per la cultura: uno spazio che ospita non solo arte, ma anche momenti di confronto e attività dedicate al benessere.
La sfida è interrompere quel lento svuotamento che colpisce tanti centri storici di città piccole e medie, restituendo continuità e nuova energia a un quartiere che rischiava di perdere la sua anima sociale. Il progetto si muove su più fronti, dai grandi eventi espositivi alle iniziative che coinvolgono direttamente la comunità, per un calendario fitto che va da aprile fino a dicembre 2026.
Undici proposte selezionate con cura dal Comune hanno l’obiettivo di radicarsi nel tessuto locale, creando un impatto che duri nel tempo. Non si tratta solo di mettere qualche mostra in vetrina, ma di trasformare la città dall’interno, usando l’arte come motore di rigenerazione urbana e impegno civico.
“America rovesciata”: marmo, ferro e pittura per aprire la stagione
Il primo appuntamento di questa nuova stagione è stata la mostra “America rovesciata”, inaugurata sabato 4 aprile 2024. Protagonisti l’argentino Jorge Romeo e il cileno Hector Carrasco, che hanno dato vita a un dialogo intenso tra la tradizione artistica locale e le suggestioni del muralismo latinoamericano, un movimento ricco di significati politici e identitari.
Le sculture di Romeo, realizzate in marmo, ferro e legno, si integrano profondamente nella storia artistica di Carrara, città famosa per la sua pietra. Le sue opere non sono semplici sculture, ma raccontano storie che intrecciano materia, cultura e memoria. Le tele di Carrasco ampliano lo sguardo, affrontando temi legati all’identità e all’appartenenza in un mondo globalizzato.
La mostra è aperta al pubblico dal mercoledì alla domenica fino al 3 maggio, una prima occasione concreta per scoprire questo nuovo spazio e le sue potenzialità nella rinascita di via Santa Maria.
Undici progetti per un mosaico culturale ricco e partecipato
Dopo l’inaugurazione, “Arte Abitata” si sviluppa attraverso undici iniziative diverse, ognuna con un proprio linguaggio e contenuti specifici. Questi progetti, alternati nel calendario, coinvolgono artisti e collettivi con approcci molto diversi, ma tutti con un unico obiettivo: riappropriarsi di uno spazio e farlo tornare vivo.
Gaia Pivac propone una “mostra im-personale” che mette in discussione il ruolo tradizionale dell’artista, mettendo al centro il rapporto tra spettatore e opera e rompendo le gerarchie consolidate. Margherita Silvestri e Bernardo Pezzica si confrontano invece in un dialogo cromatico, fondendo le loro visioni in un lavoro condiviso.
Il collettivo di Barbara Poggetti punta su pratiche partecipative, coinvolgendo il pubblico in percorsi creativi condivisi. Mariama Diakhate Sokhna usa le radici culturali per affrontare temi legati alla crescita personale e sociale, collegando l’esperienza individuale a quella collettiva.
Non mancano riflessioni sul benessere e sull’interiorità: Benedetta Salutini unisce arte e cura di sé, mentre Gunel Rzayeva e Natalia Gudovich esplorano paesaggi interiori fatti di luci e ombre. Ilaria Vescovo, con il disegno, trasforma il quartiere in una materia viva da raccontare.
Giovanni Giannarelli torna al marmo con un approccio più poetico e sospeso, evocando immagini che vanno oltre la materia. A chiudere il percorso sarà l’Associazione Artefici Spazio Creativo con “Inhabit”, un titolo che riassume il senso profondo di tutto il progetto: abitare l’arte, farla propria e integrarla nella vita della città.
Rigenerare Carrara attraverso l’arte: un modello per il futuro
“Arte Abitata” fa parte di un progetto più ampio, il C/ART Urban Lab, dedicato alla rigenerazione urbana tramite la cultura. L’idea è riattivare spazi periferici o inutilizzati non solo con lavori di ristrutturazione, ma con iniziative che ridanno vita e senso ai luoghi.
Gli immobili di edilizia pubblica diventano così non solo abitazioni, ma centri culturali capaci di attrarre nuove energie sociali. L’assessora alla Cultura Gea Dazzi ha parlato di “riaccendere le luci” nei quartieri, sottolineando una visione di rilancio che guarda lontano.
Il punto di forza sta nella continuità del progetto: non un evento isolato, ma una serie di attivazioni che provano a ricostruire quel legame spesso perso tra spazi condivisi e comunità. Una sfida impegnativa, ma con la forza di aprire un nuovo capitolo per il centro storico di Carrara e per l’intera città.
