
Il 31 maggio 2026, Rai 1 riaccende i riflettori su Bassano del Grappa con “Meglio tardi che mai”, un film tv che promette di lasciare il segno. Sullo sfondo di questa città veneta, intrisa di storia e memoria, si muove un attore caduto in disgrazia, alle prese con una rinascita personale. Non è solo una storia da guardare, ma un viaggio intenso tra passato e presente, diretto da Giuseppe Curti. Il cast è di primo piano, certo, ma la vera forza è quella battaglia interiore che spinge il protagonista a confrontarsi con le proprie radici. Un racconto intimo e potente, capace di toccare le corde più profonde dello spettatore.
Un uomo sospeso tra passato e futuro
Marco, il protagonista di “Meglio tardi che mai”, è un attore di successo che vede la sua vita stravolta da uno scandalo. Un commento infelice rivolto a una collega sul set lo isola completamente dal mondo dello spettacolo. Le offerte si diradano, e lui si trova a fare i conti con una crisi personale e professionale senza precedenti. In questo momento buio, la zia gli propone un’occasione: insegnare teatro nel carcere di Bassano del Grappa. Marco accetta, quasi come un modo per riscattarsi. Torna così nella sua città natale, lasciata per inseguire il sogno della fama, e si confronta con valori e priorità che aveva perso di vista.
Il carcere diventa un luogo di incontri decisivi. Qui Marco ritrova Arianna, il grande amore del passato. Lei sta scontando una pena per un’accusa di truffa che dice di non meritare. Tra loro riaffiorano sentimenti mai sopiti. La storia si snoda tra la durezza della vita dietro le sbarre e la speranza di un futuro da costruire, in un contesto dove resistenza e fiducia si intrecciano. Il racconto affronta temi universali: seconde chance, perdono e forza d’animo, accompagnando lo spettatore in un percorso di crescita umana.
Bassano del Grappa: una città che parla di storia e identità
La scelta di ambientare “Meglio tardi che mai” a Bassano del Grappa non è casuale. La città veneta gioca un ruolo da protagonista, con le sue atmosfere uniche e i richiami storici che il film mette in scena. I vicoli stretti, le piazze del centro, le rive del fiume Brenta e il celebre Ponte Vecchio compongono un quadro suggestivo. Ogni angolo racconta una storia legata al passato recente dell’Italia, un’eredità viva e tangibile.
Bassano del Grappa, candidata a Capitale Italiana della Cultura per il 2029, si distingue per il suo patrimonio artistico, storico e sociale. Il Ponte Vecchio, noto anche come Ponte degli Alpini, non è solo un capolavoro architettonico: durante la Seconda Guerra Mondiale fu un punto strategico difeso da Alpini e partigiani contro gli attacchi nemici. Poco distante, il Museo degli Alpini conserva cimeli e racconti di eroismo. A pochi passi si trova il Viale dei Martiri, dedicato ai caduti per la patria.
Ma Bassano non è solo storia di guerra. Il museo dedicato a Ernest Hemingway richiama l’attenzione di chi conosce lo scrittore, che prestò servizio in città come volontario della Croce Rossa durante la Grande Guerra. Nel centro storico, il Monte di Pietà e la Casa Dal Corno Bonato raccontano epoche passate, testimoniando l’evoluzione artistica, economica e sociale del luogo.
Cultura ed economia: i simboli di Bassano del Grappa
Bassano del Grappa non è solo memoria, ma anche un motore economico e culturale della provincia di Vicenza. Fino a tempi recenti, la coltivazione del tabacco e la produzione di grappa sono stati i pilastri della sua prosperità, fondamentali per lo sviluppo industriale e commerciale. Oggi, chi visita la città può percorrere la “Via del Tabacco”, un itinerario che ricorda l’importanza di questa coltura e il suo impatto sulle tradizioni locali.
Imperdibile la grapperia storica Nardini, attiva dal 1779, che continua a produrre grappa secondo una tradizione secolare. Visitare la Nardini significa immergersi nella storia produttiva di Bassano e apprezzare un distillato che ha fatto conoscere la città nel mondo. Tutto questo rende Bassano un punto di riferimento per chi ama la cultura enogastronomica e vuole capire fino in fondo l’identità del territorio.
Passeggiando per il centro si incontrano anche altri monumenti di rilievo. Il Castello degli Ezzelini domina la città dall’alto, simbolo di potere e conflitti medievali. Il Duomo di Santa Maria in Colle è un gioiello di arte sacra, mentre Piazza della Libertà con la chiesa di San Giovanni e la Cappella del Sacramento offre angoli di spiritualità e architettura. La Torre Civica, infine, si staglia come emblema dell’antico borgo, testimone silenzioso delle vicende cittadine nel corso dei secoli.
Questa rete di luoghi, storia e cultura è lo sfondo ideale di “Meglio tardi che mai”. Qui la città non fa solo da cornice, ma diventa parte viva della storia, influenzando e accompagnando i protagonisti nel loro cammino di rinascita.
