
Quando l’Everson Museum di Syracuse ha annunciato la mostra dedicata a Nanni Valentini, gli appassionati d’arte hanno subito capito che qualcosa di importante stava per accadere. Non è solo un ritorno in America, ma la riscoperta di un artista che ha trasformato la ceramica in una forma espressiva rivoluzionaria, ben oltre la semplice lavorazione della materia. Nato nel 1932 a Sant’Angelo in Vado e scomparso nel 1985 a Vimercate, Valentini ha lasciato un’eredità che parla ancora oggi, a migliaia di chilometri dalla sua terra. Fino al 6 settembre, il museo di Syracuse mette in mostra il suo percorso, con un allestimento curato da esperti che svelano come la sua arte continui a dialogare con il presente, superando confini e decenni.
Un ritorno atteso: il legame di Valentini con l’America
Non è una novità ma un ritorno importante per un artista già conosciuto negli Stati Uniti decenni fa. Nel 1958, Valentini prese parte alla storica Ceramic International, evento di rilievo mondiale organizzato proprio dall’Everson Museum. Questa rassegna rappresentava un passo avanti rispetto alla Ceramic National, contribuendo a definire l’identità di una scena artistica emergente legata alla ceramica contemporanea. Fu Lucio Fontana, grande protagonista dell’arte italiana, a far entrare Valentini in questo circuito espositivo. Grazie a un premio prestigioso, l’artista si inserì in una rete che coinvolgeva alcune delle più importanti istituzioni americane: dal Metropolitan Museum di New York al Cleveland Museum, passando per il Museum of Fine Arts di Boston e il Detroit Institute of Arts. Questo scambio tra opere e musei ha consolidato la presenza di Valentini sulla scena internazionale, riconoscendogli un ruolo di spicco nella sperimentazione artistica di quegli anni.
Come Valentini ha rivoluzionato la ceramica
La mostra “Interspaces” all’Everson Museum mette in evidenza la rivoluzione che Valentini portò nella ceramica come linguaggio artistico. Nato e formato all’Istituto d’Arte per la Ceramica di Faenza, Valentini ha progressivamente rotto con la tradizionale idea che vedeva la ceramica solo come oggetto funzionale. Per lui la ceramica diventa un mezzo espressivo a sé, parte integrante delle arti visive. Chi visita la mostra può vedere superfici in terra vetrificata e lastre ceramiche segnate da incisioni decise, lontane da ogni decorazione convenzionale. Fondamentale nel suo lavoro è il ruolo dello spazio dentro e intorno all’opera, come dimostrano le sue creazioni degli anni Sessanta e Settanta. In quegli anni Valentini realizza opere da parete e cicli che dialogano strettamente con la pittura italiana contemporanea. La serie “Trasparenza” è uno dei momenti più alti di questa ricerca, dove superficie, materia e spazio si intrecciano in un’indagine visiva e concettuale profonda.
Un ponte culturale tra Italia e Stati Uniti
La mostra di Syracuse non è un evento isolato, ma fa parte di un progetto culturale più ampio, dove istituzioni e gallerie giocano un ruolo chiave. “Interspaces” nasce in collaborazione con ABC-ARTE, galleria ligure che porterà la mostra in Italia tra Savona e Albisola nel 2027. Questo scambio rafforza un patrimonio culturale che affonda le radici nel secondo dopoguerra, mantenendo vivo un dialogo tra la scena artistica italiana e quella americana. Le opere di Valentini si inseriscono così in una storia che supera tempo e spazio, dimostrando come la ceramica possa trasformarsi da semplice tecnica artigianale a mezzo di espressione concettuale e poetica, capace ancora oggi di farci riflettere.
L’Everson Museum, custode della ceramica contemporanea
Elizabeth Dunbar, direttrice e CEO dell’Everson Museum, sottolinea l’importanza di questa iniziativa. Il museo ha una lunga tradizione nel sostenere artisti che spingono oltre i limiti della ceramica classica, trasformandola in un linguaggio innovativo. “Mettere al centro le opere di Valentini significa celebrare la sua eredità ma anche stimolare il pubblico contemporaneo a scoprire la profondità dietro oggetti fatti di terra e smalto.” La mostra sarà aperta fino al 6 settembre 2026, nella sede di 401 Harrison St a Syracuse, offrendo così un’occasione preziosa per capire come la ceramica possa essere insieme materia e immaginazione, tecnica ed emozione.
