Milano, 25 maggio 2026. Alla Triennale, l’assemblea annuale di ANGAMC ha acceso i riflettori sulle gallerie d’arte moderna e contemporanea italiane. Dopo anni alla guida, Andrea Sirio Ortolani ha passato il testimone a Pietro Vallone, nuovo presidente per il quadriennio 2026-2030. Vallone, partner e direttore finanziario della galleria Massimo De Carlo, si trova ora a guidare un settore in fermento, stretto tra le trasformazioni del mercato e i cambiamenti del panorama culturale. Accanto a lui, vicepresidenti, consiglieri e delegati territoriali pronti a rafforzare il legame con le realtà locali e nazionali. Il quadro non è semplice, ma Vallone non si è sottratto: tra sfide economiche e spinte politiche, ha delineato un futuro che, seppur complesso, offre nuove opportunità.
Il mondo delle gallerie d’arte vive un momento complicato. Tra il 2025 e il 2026 diverse realtà hanno chiuso i battenti. Il mercato globale rallenta, frenato da instabilità geopolitiche, oscillazioni economiche nelle principali economie e nuovi modi di collezionare. Anche in Italia non si scampa: le gallerie devono affrontare non solo pressioni economiche, ma anche una trasformazione profonda nel loro modo di lavorare e di proporsi.
Non basta più aggiustare il tiro sul piano commerciale. Serve una riflessione più profonda sul ruolo delle gallerie: non più semplici rivenditori, ma veri e propri centri culturali, capaci di costruire reti di ricerca, promozione e innovazione artistica. Devono ridurre la dipendenza dal solo mercato e adottare nuove strategie per sostenere artisti, coltivare i rapporti con i collezionisti e coinvolgere il pubblico. Una sfida, certo, ma anche un’occasione da cogliere.
Durante l’intervista, Vallone ha ribadito quanto le gallerie restino il punto di incontro tra artisti, curatori, istituzioni e pubblico. Il loro ruolo va ben oltre la vendita: sono spazi di confronto, aiutano a colmare il divario informativo e stimolano la produzione culturale. In un periodo in cui cambiano le modalità di fruizione e diffusione dell’arte, questa funzione è più importante che mai.
C’è consenso sul fatto che le gallerie abbiano ancora un ruolo chiave nel panorama artistico italiano, ma questo non le rende immuni dalle difficoltà economiche. Il modello di business che ha funzionato finora mostra chiari segni di stanchezza. Con la sua esperienza finanziaria, Vallone sottolinea l’urgenza di ripensare la gestione interna, puntando a una maggiore sostenibilità e capacità di reazione ai cambiamenti del mercato.
La sostenibilità economica è una delle sfide più pressanti per le gallerie italiane. I costi di gestione sono aumentati, mentre il mercato si è ristretto e fatto più selettivo. A questo si somma un cambiamento generazionale nel collezionismo: nuove sensibilità, aspettative diverse, modi nuovi di relazionarsi con l’arte.
In questo contesto, Vallone punta tutto sull’innovazione culturale. Le gallerie devono adottare modelli più snelli e flessibili, favorire collaborazioni e mettere in comune competenze per contenere i costi e aumentare il loro impatto. L’obiettivo è bilanciare stabilità economica e qualità artistica, per restare competitive in un sistema che evolve rapidamente.
Negli ultimi anni ANGAMC ha intensificato i rapporti con le istituzioni, anche grazie al supporto del Gruppo Apollo, ottenendo risultati importanti sul fronte normativo. Tra questi, una riforma fiscale che alleggerisce il carico sulle gallerie e nuove regole più chiare sulla circolazione dei beni culturali. Provvedimenti che hanno portato maggiore certezza e semplificazioni fondamentali per il settore.
Per Vallone è fondamentale consolidare questi passi avanti e mantenere aperto il confronto con la politica. Il riconoscimento culturale delle gallerie è una priorità: non si tratta solo di tutelare un modello economico, ma di valorizzare un presidio essenziale per lo sviluppo artistico italiano, capace di far emergere e sostenere talenti anche a livello globale.
Un nodo cruciale resta l’internazionalizzazione. Aumentare la presenza all’estero è indispensabile per favorire scambi culturali, aprire nuovi mercati e portare valore. Vallone punta a tavoli di lavoro con le istituzioni per mettere a punto politiche mirate e risorse adeguate.
Le gallerie italiane, spesso piccole e con pochi dipendenti, svolgono un lavoro complesso e specializzato nella promozione dell’arte contemporanea. Il sostegno pubblico e privato deve tenerne conto, facilitando investimenti e collaborazioni che ne favoriscano la crescita senza snaturarne l’identità.
Tra le urgenze Vallone indica il consolidamento delle conquiste fiscali e normative e il potenziamento del ruolo culturale delle gallerie. Si tratta di tenere insieme economia e cultura, due facce della stessa medaglia, per costruire un sistema artistico solido e competitivo. L’obiettivo è creare una rete capace di sostenere artisti emergenti e affermati, garantendo un futuro stabile e aperto al mondo.
La presidenza Vallone parte in un momento decisivo, con la sfida di rilanciare un settore strategico per il Paese, puntando su innovazione, sostegno istituzionale e apertura internazionale. L’attenzione resta tutta sulle risposte concrete da dare alle sfide che agitano il mondo dell’arte contemporanea in Italia.
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