
Nel cuore di Firenze, le opere di Anna Perach scuotono lo spettatore con una forza che non si dimentica. Nata a Zaporizhzhia nel 1985, la sua vita attraversa Ucraina, Israele e Gran Bretagna, portando con sé un mosaico di esperienze. Dopo una personale a Londra nel 2024, la sua mostra approda al MAD – Murate Art District, dove resterà fino al 2026. Qui il corpo femminile non è solo figura, ma mito e denuncia, intrecciati in una narrazione che parla di memoria e lotte sociali. Firenze non è più solo custode del passato, ma spazio vivo di idee che sfidano convenzioni su genere, ambiente e identità.
Arte che parla con la storia e il presente al MAD Murate Art District
La mostra di Anna Perach si inserisce con forza nella linea di ricerca voluta dalla direzione del MAD, guidata da Valentina Gensini e curata da Veronica Caciolli. Qui l’arte non è solo qualcosa da guardare, ma uno strumento per indagare temi sociali e ambientali. Nel cuore di Firenze, città ricca di stratificazioni culturali, l’opera di Perach dialoga con questo contesto offrendo uno sguardo multidisciplinare che mette al centro il corpo, soprattutto quello femminile, e le sue tante rappresentazioni, cariche di storia e simboli.
L’installazione parte dalla sala dedicata ad Anna Banti, simbolo di un legame aperto con la letteratura e la tradizione culturale italiana. Le sculture indossabili di Perach, animate dalle performance degli eventi inaugurali, mostrano un filo che unisce passato e presente. I tessuti si intrecciano in trame dense, sensuali ma anche un po’ grottesche, mentre i corsetti, simbolo di costrizioni femminili, evocano prigionie di ieri e di oggi. I riferimenti ai miti e al folklore dei Balcani si mescolano a una denuncia chiara del patriarcato, ancora forte e oppressivo. Lo spazio domestico diventa così un palcoscenico simbolico: tappeti e reliquie materne smontano ruoli e stereotipi, mentre la figura materna viene mostrata in tutta la sua ambivalenza.
Maternità tra forza, fragilità e trasformazione nelle opere di Perach
Uno dei temi più intensi della mostra è la maternità e la rappresentazione del corpo femminile in attesa, luogo di potere e vulnerabilità insieme. Mother of Egg, opera del 2019, mostra una madre mitologica quasi bestiale: un grande uccello che incarna il potere di dare e togliere la vita. Questa figura è insieme materna e imponente, capace di incutere timore e proteggere un uovo fragile ma pieno di vita.
Accanto a questa, la serie di corsetti ispirata a Mother of Monsters di Guy de Maupassant approfondisce il conflitto tra controllo e ribellione del corpo femminile. Il grembo materno diventa un campo di battaglia simbolico, dove le imposizioni culturali si scontrano con la voglia di emancipazione. Tra le novità al MAD spiccano le maschere Tin Woman e Tin Woman , ispirate all’Uomo di Latta de Il Mago di Oz. Questi oggetti, accumuli di memoria, richiamano cimeli della casa di Perach, fondendo mito e ricordo personale.
Tradizione e contemporaneità dialogano con il Museo di Antropologia e Etnologia di Firenze
Un altro passaggio significativo della mostra è la collaborazione con il Museo di Antropologia e Etnologia di Firenze. Nell’installazione Mother Tongue, l’artista riproduce maschere africane distribuite su cartoline tramite un dispenser all’ingresso. Un gesto che apre un dialogo non solo visivo ma anche concettuale con i reperti storici del museo, mettendo a confronto culture e tempi diversi.
L’intervento al museo si inserisce in una riflessione più ampia sul rapporto tra arte e storia, scavando nelle radici dell’identità e della memoria collettiva. In una città turistica come Firenze, questa installazione offre un modo nuovo di vivere lo spazio museale, invitando a una fruizione più attenta e consapevole.
La mostra di Anna Perach al MAD – Murate Art District, aperta fino al 12 luglio 2026, è una tappa importante per chi vuole capire come l’arte contemporanea possa diventare uno strumento potente di analisi culturale, politica e sociale, affrontando con coraggio un tema delicato: il corpo della donna come teatro di conflitti, resistenze e trasformazioni.
