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Carrara Studi Aperti 2026: 62 Atelier e 200 Artisti tra Marmo e Creatività dal 12 al 14 Giugno

Le Alpi Apuane, bianche come neve, si riflettono sulle superfici grezze di blocchi di marmo, abbracciando gli interni degli atelier di Carrara. Tra queste mura, dove una volta regnavano il silenzio e la polvere, si respira ora un’energia nuova. Dal 12 al 14 giugno 2026, sessantadue studi, sparsi tra la città e le sue montagne, apriranno le porte a chi vuole vedere da vicino l’arte che nasce dal marmo. Vecchie officine diventano gallerie, spazi dimenticati si trasformano in luoghi di creazione: qui la marmettola non è solo scarto, ma materia prima di pitture e sculture inedite. Oltre duecento artisti mettono in scena un dialogo tra tradizione e innovazione, in un evento che trasforma Carrara in un gigantesco laboratorio all’aperto, rivelando il cuore pulsante di un mestiere che ha plasmato l’identità di questa terra.

Elias Naman: tradizione del marmo e nuova vita agli scarti

In via Baluardo 5 si respira la storia di un atelier con oltre due secoli alle spalle, dove Elias Naman porta avanti la sua ricerca artistica da più di vent’anni. Nato in Siria, Naman è arrivato a Carrara nel 2003, dopo la laurea all’Accademia di Belle Arti di Damasco, in cerca di un luogo dove approfondire la scultura italiana. Qui ha trovato il marmo locale, apprezzato per il colore e la facilità di lavorazione, e ha scelto di usarlo in modo esclusivo. Le sue opere parlano del corpo umano e del volto, che si trasformano nel tempo in frammenti ricavati da blocchi destinati allo scarto.

Il recupero di questi pezzi rifiutati è il cuore del suo percorso artistico, che punta a dare nuova vita a dettagli espressivi, isolando espressioni e sensazioni in modo unico. L’atelier, risalente all’inizio dell’Ottocento e nato come laboratorio artigianale con annessa abitazione, conserva ancora oggi quella vocazione, nonostante le trasformazioni. “Studi Aperti” diventa così l’occasione per aprire le porte solitamente chiuse, permettendo a cittadini e visitatori di entrare in contatto con l’arte e con l’artista. La mappa online dell’evento consente di scoprire lo spazio anche oltre i giorni della manifestazione, offrendo un dialogo continuo con chiunque voglia visitare.

Andrea Polenta: la marmettola diventa pittura e simbolo

Carrarino classe 1996, Andrea Polenta ha scelto la marmettola – la polvere di marmo – come materia prima per una pittura densa di significato. Tra studi di architettura e successi nel panorama artistico nazionale, Polenta ha vissuto esperienze all’estero che hanno segnato profondamente il suo modo di creare. Un viaggio in Asia gli ha fatto scoprire il valore della linea intrecciata, presente nei templi e nelle decorazioni, portatrice di significati spirituali e culturali. La sua ricerca si fa personale e simbolica, con linee che attraversano paesaggi quasi lunari e si trasformano in autoritratti carichi di significato.

Il ritorno a Carrara ha significato anche un ritorno alle radici materiali: Polenta ha recuperato la marmettola, considerata un rifiuto inquinante, trasformandola in risorsa espressiva. Così ha ridato vita a un elemento problematico, rafforzando il legame con il territorio. Durante “Studi Aperti”, il confronto con visitatori e altri artisti diventa parte integrante del processo creativo, mettendo in luce un dialogo vivo che arricchisce chi crea e chi guarda.

IFE Atelier: ceramica e arte contemporanea si incontrano con collaborazioni internazionali

Nato nel 2025, IFE Atelier si presenta come un nodo di connessioni, ispirato al nome del corpo vegetativo dei funghi, la rete sotterranea che mette in comunicazione alberi e ambiente. In via Don Minzoni 16 B, questo spazio ha una doppia vita: al piano terra ospita un’area espositiva, mentre sopra si trova il laboratorio di ceramica e la Gipsoteca La Porta Gialla. IFE favorisce il dialogo tra linguaggi artistici diversi, promuovendo mostre ed eventi come “Terra/Memorie” di Anna Multone e “Mnemosyne”, sostenuta dal Comune e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara.

Gestire un laboratorio di ceramica richiede cura e tempi precisi, come spiega Jessica Sergi, che insieme a Ludovico Renzi ha dato vita al progetto. Attraverso corsi e workshop, l’atelier coinvolge artisti locali e delle zone vicine, diventando un punto di riferimento per chi vuole approfondire quest’arte. La Gipsoteca ha allacciato rapporti anche oltreoceano, dimostrando che un progetto giovane può crescere fino a diventare un vero e proprio hub culturale. Durante “Carrara Studi Aperti”, IFE presenta il lavoro dell’anno, portando in scena quel mix di tradizione e innovazione che racconta una Carrara viva e proiettata verso nuovi orizzonti.

Studio Nautilus: la rinascita di un fondo abbandonato nel cuore della città

Un edificio in via Carriona 21, chiuso da almeno quindici anni, ha trovato nuova vita grazie a James Harris e Claudia Rocchini, che lo hanno trasformato in Studio Nautilus. Scoperto quasi per caso nella ricerca di uno spazio più grande per la famiglia, il fondo era pieno di materiali lasciati lì da tempo, poi rimossi piano piano per recuperare l’ambiente. Harris, scultore e artista multimediale, ha finalmente potuto convivere con le sue opere, abbandonando l’abitudine di nasconderle sotto il banco per passare subito a nuovi lavori.

La riapertura dello spazio ha dato una spinta anche al quartiere, dove i residenti hanno accolto con curiosità e piacere la rinascita di un luogo abbandonato. Harris sottolinea la ricchezza culturale di Carrara, dove arrivano artisti da ogni parte, e come questa mescolanza favorisca la creatività. Studio Nautilus si trova lungo il percorso principale di “Studi Aperti” e accoglie un pubblico sempre più numeroso e interessato. L’atelier offre spazio anche a chi non ha uno studio proprio e valorizza il coinvolgimento degli studenti dell’Accademia, sottolineando il valore formativo di un evento del genere.

Collettivo Menconi: dodici artisti insieme tra confronto e condivisione

Lo Studio d’Arte Menconi riunisce dodici artisti con esperienze e discipline diverse: scultura, ceramica, installazioni. Il collettivo vive e lavora in uno spazio condiviso a Carrara, dove il rispetto degli spazi personali è fondamentale. Donald Sufka, uno dei fondatori, racconta come la convivenza stimoli il confronto critico e lo scambio di competenze tecniche, elementi che arricchiscono la ricerca di ognuno. La vicinanza al centro storico facilita gli incontri tra colleghi e mantiene un legame stretto con la comunità artistica locale.

Il gruppo nasce dalla tradizione della lavorazione del marmo, ma si è allargato a nuovi materiali e linguaggi. Il dialogo con gli artigiani storici di Carrara è uno dei punti più importanti, con una progressiva apertura che favorisce lo scambio di competenze manuali. Questa collaborazione tra arte e artigianato cambia anche l’approccio progettuale, cercando un equilibrio tra sperimentazione e tradizione. Nonostante la parola “artista” sia vista con qualche riserva da alcuni, lo Studio Menconi è ormai una realtà consolidata, che sostiene politiche culturali e tutela gli operatori, soprattutto contro problemi come furti e precarietà.

Balocchi e Taponecco: trent’anni di scultura in un antico palazzo tra città e cave

Pier Giorgio Balocchi e Beatrice Taponecco lavorano da vent’anni nel villaggio di Torano, in un antico palazzo che ha ospitato generazioni di artigiani. La sede si affaccia su via Carriona di Ravaccione 28, vicino al torrente Carrione, e gode della luce che arriva dalle montagne Apuane. Qui, “Carrara Studi Aperti” dà la possibilità al pubblico di entrare in un ambiente solitamente chiuso, svelando il lungo e complesso processo artistico e artigianale.

La posizione, vicina alle cave di marmo, permette a Balocchi e Taponecco di mantenere un rapporto diretto con la materia prima e le competenze tradizionali, integrandole con tecnologie e laboratori avanzati. Entrambi formati all’Accademia di Belle Arti di Carrara e con una lunga esperienza nella didattica, sono pilastri della comunità artistica locale. L’evento, ad ogni edizione, rinnova il legame tra cittadini e artisti e conferma Carrara come capitale internazionale della scultura e laboratorio di creatività senza confini.

Redazione

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