
Sette decenni di arte, raccolti in oltre diecimila fascicoli, hanno finalmente trovato una nuova casa. L’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia si trasferisce all’Arsenale, quel luogo carico di storia che ora ospita un progetto ambizioso. Non si tratta solo di spostare documenti, ma di creare un polo vivo, dove passato e presente si incontrano per alimentare la ricerca artistica. Questa mossa rappresenta una svolta importante, un segno tangibile di come la memoria possa diventare motore di innovazione. Il tutto si inserisce in un più ampio piano di valorizzazione culturale, sostenuto dal Ministero della Cultura**, con l’obiettivo di rilanciare il patrimonio veneziano.
Ottomila metri quadrati nel Magazzino del Ferro: la nuova casa dell’archivio
Il Magazzino del Ferro, uno degli edifici storici più affascinanti dell’Arsenale, diventa la nuova sede dell’Archivio Storico della Biennale di Venezia. Situato accanto alle Corderie, già teatro della 61esima Esposizione Internazionale d’Arte, questo spazio offre finalmente una sistemazione stabile e pensata per ampliare le funzioni dell’archivio, sia nella conservazione sia nella ricerca. Qui si dispiegano circa ottomila metri quadrati, un netto salto rispetto ai cinquemila metri lineari della vecchia sede al VEGA di Porto Marghera, dove l’archivio era ospitato dagli anni Duemila.
Il progetto coinvolge il recupero e la valorizzazione di cinque edifici storici collegati, che si estendono per oltre 200 metri paralleli alle Corderie. A guidare i lavori è l’architetta Arianna Laurenzi, affiancata da un team di esperti tecnici, con l’obiettivo di creare ambienti polifunzionali. Qui non si tratterà solo di consultare materiali cartacei e multimediali, ma anche di realizzare laboratori, workshop, uffici di ricerca e spazi per produzioni espositive speciali.
Tra le novità più importanti ci sono ambienti per deposito e catalogazione dotati di tecnologie all’avanguardia, come box climatici e scaffalature mobili su più livelli, per garantire condizioni ideali di conservazione. Un laboratorio di restauro prenderà posto nell’edificio dei Congegnatori e Aggiustatori, una struttura lunga circa 90 metri, dedicata alla cura di documenti e opere d’arte. Non mancherà un ristorante, pensato per offrire un servizio in più a visitatori e studiosi. I lavori, iniziati a marzo 2024, rientrano nel Piano Nazionale Complementare legato al PNRR, con un finanziamento di 38 milioni di euro stanziati dal Ministero della Cultura.
L’archivio: memoria e motore creativo della Biennale
L’Archivio Storico della Biennale è da sempre parte integrante della vita stessa della Biennale, che dal 1895 raccoglie e documenta le espressioni dell’arte contemporanea. Con la nuova sede, questo patrimonio diventa più accessibile e funzionale, favorendo un’interazione più stretta tra conservazione, studio e produzione culturale.
Negli ultimi anni l’archivio ha rafforzato le sue attività scientifiche, dando vita al Centro Internazionale di Ricerca sulle Arti Contemporanee, nato in collaborazione con università e istituti di alta formazione. Ora, trasferendosi nell’Arsenale, l’archivio si inserisce nel cuore delle attività della Biennale, che spaziano dall’arte all’architettura, dalla danza alla musica fino al teatro, con eventi distribuiti durante tutto l’anno.
I direttori artistici dei vari settori lavorano direttamente sui materiali d’archivio, trasformandoli in progetti espositivi e performance, così da fare della memoria un motore per nuove creazioni. Inoltre, la vicinanza alla Biblioteca specializzata delle arti contemporanee, situata nel Padiglione Centrale ai Giardini, rende ancora più forte l’integrazione tra patrimonio bibliografico e documentale.
Nel Fondo Storico si conservano oltre 10mila fascicoli, una ricca fototeca, una mediateca e materiali di ogni tipo: carteggi, manifesti, audiovisivi, partiture musicali, opere d’arte e dischi in vinile. Un patrimonio tra i più completi al mondo nel campo delle arti contemporanee. Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale, sottolinea come questa lungimiranza abbia garantito all’istituzione una memoria storica viva, che si rinnova e si amplia continuamente.
Tre giorni di inaugurazione: arte, performance e dialoghi aperti
La nuova sede verrà presentata ufficialmente con un programma intenso, dall’1 al 3 giugno 2024, che celebra i diversi linguaggi delle arti contemporanee e mette in luce i materiali custoditi nell’archivio. Un evento pensato per segnare il passaggio a un modo più dinamico e innovativo di vivere il patrimonio culturale.
Il primo giorno si apre con performance di grande impatto: Body as Archive, un progetto della Biennale Danza curato da Wayne McGregor e AISOMA, che usa il machine learning per esplorare il corpo come archivio vivente. A seguire WATERMARKS, di Maria Magdalena Campos-Pons e Kamaal Malak, e We Were Together, I Forget the Rest, azione performativa a cura di Willem Dafoe per la Biennale Teatro, che indaga i temi della memoria.
Il 2 giugno si parte con una lectio degli architetti Wang Shu e Lu Wenyu, curatori della Biennale Architettura 2027, che anticipano le tendenze della prossima edizione. Nel pomeriggio si ripetono le tre performance, seguite da un confronto tra Alberto Barbera, direttore artistico della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, e giovani studiosi di cinema. La serata si chiude con il concerto Yet Darkness Held No Seraphim, ideato da Caterina Barbieri, che unisce musica elettronica e installazioni luminose site-specific.
L’ultima giornata, il 3 giugno, è dedicata al pubblico con visite guidate negli spazi dell’archivio, aperti dalle 11 alle 19. Questo calendario inaugura un modello di accessibilità continua: dalla prossima estate la sede sarà aperta tutti i giorni dell’anno. La riorganizzazione delle collezioni e l’aggiornamento tecnologico promettono consultazioni più rapide e approfondite, consolidando l’archivio come un laboratorio culturale aperto e interattivo.
Scegliere l’Arsenale per l’Archivio Storico significa riconoscere Venezia come centro internazionale di conservazione e produzione artistica, un luogo dove passato e presente si intrecciano per sostenere la creatività contemporanea in tutte le sue sfumature.
