
Milano si prepara a diventare un teatro a cielo aperto, dove ogni angolo della città vibrerà di energia. Dal 4 al 9 giugno 2026, teatri, arene e spazi di quartiere si trasformeranno in palcoscenici per un’esperienza che va ben oltre il cinema. Sono 247 gli eventi in programma, sparsi tra il Piccolo Teatro, l’Anteo Palazzo del Cinema e altri luoghi simbolo della metropoli. Non si tratterà solo di film: musica, laboratori, dibattiti si intrecceranno, creando un dialogo tra arte, design e fotografia. Un festival che riflette il nostro presente, usando il cinema come linguaggio aperto e inclusivo.
Si parte con De Sica all’Anteo: un ritratto intimo e unico
L’inaugurazione è fissata per il 4 giugno alle 21.45 all’Anteo Palazzo del Cinema con Vittorio De Sica – La vita va in scena, documentario firmato da Francesco Zippel. Un film scelto con cura: è l’unico titolo italiano presentato alla 79ª edizione del Festival di Cannes, con la produzione esecutiva di Wes Anderson e la colonna sonora di Rodrigo D’Erasmo e Calibro 35. Il documentario offre un ritratto profondo e personale del maestro del cinema italiano, arricchito da immagini d’archivio e testimonianze inedite di artisti e registi internazionali. Un accesso privilegiato alla famiglia De Sica rende il racconto un omaggio sentito e una testimonianza viva dell’eredità culturale di uno dei grandi autori del nostro cinema. Il regista Zippel sarà presente per un confronto con il pubblico.
Cinema, moda, arte e design: il festival racconta le contaminazioni al CAM Garibaldi
Il 5 giugno alle 11.30 il CAM Garibaldi ospita l’incontro Il bello del cinema! Tra Moda, Arte e Design. Un appuntamento pensato per far luce su come il cinema riesca a unire mondi diversi, diventando un’arte collettiva per eccellenza. Attraverso sequenze tratte da film iconici, si mostra come scenografie, costumi e linguaggi visivi non siano semplici elementi decorativi, ma parti fondamentali della narrazione. Organizzato in collaborazione con IED Cinema, il talk mette al centro il rapporto tra estetica e racconto, svelando come il cinema crei una sinergia creativa capace di contaminare moda, arte e design. Un’occasione per riflettere su come le scelte visive diano forma all’atmosfera e al senso di ogni film.
Dietro le quinte de La Legge di Lidia Poët: la magia di un’epoca alla Casa degli Artisti
Tra le serie che hanno conquistato il pubblico italiano, La Legge di Lidia Poët occupa un posto speciale. Il 6 giugno alle 18.30, nella suggestiva cornice della Casa degli Artisti, si terrà l’incontro Costruire un’epoca: La magia visiva de La Legge di Lidia Poët. Un momento di approfondimento, realizzato con EDI e Netflix, che svela il lavoro dietro le quinte della serie, concentrandosi su scenografia, costumi e fotografia. Un confronto tra ricerca storica e linguaggi visivi che ricostruisce un’epoca attraverso dettagli precisi e immagini evocative. Il fascino della serie nasce proprio da questa cura nella coerenza visiva, che accompagna l’evoluzione del personaggio e il contesto storico, mescolando rigore documentaristico e resa artistica.
Maurizio Nichetti e il cinema che si interroga: un viaggio tra immagini e ricordi all’Anteo
Il 7 giugno alle 18.30 all’Anteo Palazzo del Cinema, Maurizio Nichetti si mette a nudo in un incontro che esplora il cinema come riflessione continua su se stesso. Regista di cult come Ratataplan, Ho fatto splash e Ladri di saponette, Nichetti ripercorrerà la sua carriera attraverso immagini e sequenze che hanno segnato la sua visione. L’evento, curato da Andrea Chimento e ispirato alle riflessioni di André Bazin, è un dialogo aperto tra passato, presente e futuro della settima arte. Il racconto di Nichetti mette in luce le trasformazioni del cinema e le sue infinite possibilità espressive, mostrando come il medium possa sempre rinnovarsi nel raccontare la realtà.
Oliviero Toscani all’Anteo: provocazione e potere dell’immagine
L’8 giugno alle 19, l’Anteo ospita una serata dedicata a Oliviero Toscani con la proiezione del documentario Chi mi ama mi segua, diretto da Fabrizio Spucches. Il film racconta la vita e l’opera del fotografo, celebre per aver usato l’immagine come strumento di provocazione e dibattito, cambiando il modo di guardare la cultura visiva italiana. Il documentario si avvale di materiali inediti dall’archivio personale di Toscani, mettendo in evidenza la sua capacità di influenzare l’immaginario collettivo e le trasformazioni sociali. A seguire, una tavola rotonda con Nicolas Ballario, Paolo Crepet, Fabrizio Spucches e Giuseppe Mastromatteo approfondirà temi legati all’arte della disobbedienza e alla forza delle immagini.
Mauro Pagani e la memoria ritrovata: un documentario speciale al carcere di Bollate
Uno degli appuntamenti più intensi del festival arriva il 9 giugno alle 20.30 al Carcere di Bollate. Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco racconta un episodio straordinario della vita del musicista, segnato da una temporanea perdita della memoria. Il documentario segue il suo percorso di recupero attraverso la musica, le relazioni e i ricordi che riaffiorano. La narrazione non lineare attraversa decenni di storia culturale italiana, unendo sperimentazione artistica, impegno civile e amicizie importanti. L’appuntamento al carcere sottolinea il carattere sperimentale del Milano Film Fest, un luogo dove memoria, musica e immagini si intrecciano in modo profondo e partecipato.
Il Milano Film Fest si conferma così un’occasione da non perdere per chi cerca più del semplice cinema: sei giorni in cui immagini e parole si intrecciano per raccontare storie che attraversano la città e il tempo, invitando a guardare il mondo con occhi nuovi.
