Le porte della Galleria Nazionale della Liguria, nel cuore di Genova, stanno per riaprirsi dopo mesi di silenzio. Palazzo Spinola di Pellicceria, con le sue antiche mura, si prepara a mostrare un volto rinnovato: il percorso espositivo si estende fino agli ultimi due piani, offrendo ai visitatori uno sguardo più ampio e coinvolgente. Nel frattempo, nuove opere fresche di acquisizione arricchiscono le sale, trasformando la visita in un’esperienza inedita. Il futuro, con il trasferimento previsto a Palazzo Raggio entro il 2025, è già all’orizzonte. Ma è l’oggi, con la sua rinnovata energia, a fare davvero la differenza.
Il celebre Palazzo Spinola di Pellicceria ha attraversato un anno intenso di lavori. Il restauro ha riguardato soprattutto gli ultimi due piani, un tempo adibiti a camere da letto, biblioteca e spazi per la servitù, danneggiati pesantemente dai bombardamenti del 1941. Già sistemati nel 1993, questi ambienti sono ora dotati di nuovi impianti e rispondono a standard moderni di sicurezza e conservazione.
Il prossimo passo sarà il trasferimento della collezione a Palazzo Raggio, in Largo della Zecca. Questo edificio cinquecentesco, acquistato dal Ministero della Cultura per quattro milioni di euro, è un simbolo della Genova del XVI secolo e offre una terrazza panoramica sulla città. La nuova sede permetterà di esporre molte più opere, anche quelle oggi conservate nei depositi, offrendo così una visione più completa e organica del patrimonio artistico.
Intanto, dal 2022, la Galleria Nazionale della Liguria e le collezioni di Palazzo Reale sono unite sotto il marchio “Musei Nazionali di Genova”, un segnale chiaro di una strategia culturale coordinata per valorizzare il tesoro artistico cittadino.
Negli ultimi due anni la Galleria ha fatto incetta di nuovi pezzi, grazie a una politica culturale che spazia dal Medioevo alla metà del Novecento. Il catalogo “Galleria Nazionale della Liguria. Nuove opere” racconta l’ingresso in collezione di capolavori importanti.
Tra questi spicca la “Presentazione di Gesù al Tempio” di Donato de’ Bardi, opera degli anni intorno al 1430, che testimonia il fervore artistico medievale a Genova. Dal Cinquecento arriva “Il trionfo delle virtù sui mali della guerra” di Frans Floris, pittore fiammingo, segno del legame antico tra Genova e le Fiandre.
Il Seicento, periodo cruciale per la città, è rappresentato da capolavori di Guido Reni, come la “Giuditta con la testa di Oloferne” . Di recente si è aggiunta una “Lucrezia” attribuita alla fase matura del pittore bolognese, arrivata nel febbraio 2024 grazie all’intervento del Ministero della Cultura. Completano il quadro il “Trionfo di Giano” in biscuit di Giacomo Boselli, datato 1787.
Questi nuovi arrivi non solo rafforzano la qualità della collezione, ma raccontano anche, attraverso l’arte, la storia e l’identità della città.
Il nuovo allestimento, curato da Officine delle Idee, mette insieme la storia del palazzo e una mostra pensata per far dialogare l’arte locale con le correnti internazionali del passato. Le stanze, un tempo usate per la vita quotidiana della dimora, conservano ancora tracce della loro funzione originaria, regalando un’atmosfera unica e autentica.
Il percorso parte dal Medioevo e Rinascimento, con grandi pale d’altare provenienti da chiese e collezioni private, che raccontano il fervore culturale e religioso della Liguria prima del Seicento. Al centro del racconto c’è il legame con le Fiandre, sottolineato da nomi come Frans Floris e Antoon van Dyck.
Il Seicento, definito “Secolo d’Oro” per Genova, è raccontato attraverso opere che riflettono la ricchezza e il fasto del barocco, con capolavori di Guido Reni, Orazio Gentileschi e Giovanni Battista Gaulli, affiancati dai talenti genovesi dell’epoca.
Una sala speciale è dedicata alle arti decorative, con ceramiche di Savona e Albisola e pezzi pregiati come un grande orologio settecentesco in legno scolpito e dorato, che mostra il legame tra artigianato e vita quotidiana.
Le sale dedicate al Settecento e Ottocento ospitano influenze francesi, legami con la corte di Luigi XIV e una raffinata ritrattistica internazionale. Qui trovano spazio anche porcellane cinesi importate per il consumo di tè e caffè, oltre alle creazioni del ceramista Giacomo Boselli.
Il Novecento si presenta con un mix di ritratti femminili in stile Liberty e opere di arte astratta del dopoguerra. Spiccano sette pezzi dalla Collezione Eraldo Valle, donata dagli eredi del collezionista scomparso nel 2019, con nomi come Alighiero Boetti, Piero Dorazio, Tancredi Parmeggiani, Michelangelo Pistoletto, Gerhard Richter ed Emilio Vedova.
La Galleria Nazionale della Liguria, in questa veste rinnovata, resterà aperta fino al 12 settembre, con orario pomeridiano. L’ingresso è possibile solo nel tardo pomeriggio, dal lunedì al sabato, con aperture domenicali prolungate fino alle 18.
Genova continua così a rafforzare la sua offerta culturale, valorizzando la propria storia artistica e preparandosi ad accogliere visitatori in spazi rinnovati, con collezioni sempre più ricche.
«L’architettura italiana negli ultimi ottant’anni? Qui, al MAXXI di Roma, sembra aver perso la bussola».…
Ogni anno, migliaia di pensionati chiudono la porta del lavoro alle spalle per aprirne una…
San Siro non è solo uno stadio. È un simbolo inciso nella memoria di milioni…
«Non sopporto le serie tv». Parola di un giovane musicista italiano che, invece di perdersi…
Nel 1946, nello stabilimento di Pontedera, Enrico Piaggio osservò il prototipo appena terminato e, forse…
Il Lago di Tovel si prepara a riaprire le sue porte, ma non sarà come…