A quasi tremila metri, tra creste affilate e ghiacciai silenziosi, si cela un segreto antico. Nel 2017, durante un’escursione fuori dal comune sulle alture di Bormio, sono emerse tredici incisioni rupestri, scolpite nella roccia da mani umane oltre tremila anni fa. Quei segni, nascosti per secoli sotto il ghiaccio del Tresero, ora raccontano storie di rituali perduti e simboli misteriosi. Un legame profondo, tra l’uomo e le asperità delle Alpi, che il tempo e il gelo avevano celato, ma non cancellato.
Le incisioni si trovano su lastre di micascisto, una roccia levigata lentamente dallo scorrere del ghiaccio. Questo tipo di pietra ha conservato perfettamente i petroglifi, tra cui figure umane chiamate “oranti”, simboli geometrici come una spirale che gira verso destra e un possibile animale stilizzato. Gli “oranti” sono figure con le braccia alzate, che gli esperti interpretano come segni di rituali o credenze molto antiche. Sorprende non solo la loro forma, ma anche il fatto che si trovino così in alto, sopra i 2.900 metri: è l’area più elevata d’Europa dove si siano trovate incisioni rupestri di questo tipo, così ben conservate e importanti.
Il rapporto tra uomo e natura emerge anche dalla scelta di un luogo tanto difficile da raggiungere e isolato. Per secoli i segni sono rimasti nascosti sotto il ghiacciaio, che li ha poi restituiti, offrendo una testimonianza anche dei cambiamenti climatici e dei movimenti naturali che hanno aiutato a mantenere intatta questa arte antica. Punta Segnale dimostra anche come l’uomo preistorico sapesse muoversi e sopravvivere in montagna, in un’epoca in cui la tecnologia era ancora agli inizi e la conoscenza del territorio era questione di vita o di morte.
Raggiungere le incisioni di Punta Segnale non è una gita semplice. Il percorso inizia dal Rifugio Berni, al Passo Gavia, a 2.621 metri, e si snoda interamente dentro il Parco Nazionale dello Stelvio, un’area protetta che unisce paesaggi spettacolari a un grande valore storico. Il sentiero è lungo circa 4,6 chilometri con un dislivello di 472 metri, fino a sfiorare i 3.000 metri, dove si trova il sito archeologico.
Si attraversano pendii morenici e paesaggi modellati dal ghiacciaio del Tresero, passando vicino alla Capanna Bernasconi, punto da cui si possono ammirare le incisioni. Il percorso, classificato come T3, richiede una buona forma fisica e una certa esperienza in montagna, perché in quota il tempo può cambiare molto in fretta. Il momento migliore per visitare il sito è la mattina presto, preferibilmente entro le 10: il sole illumina le pietre in diagonale, mettendo in evidenza le incisioni e rendendole più visibili.
In estate, si può arrivare al Passo Gavia anche in auto o con il servizio navetta Gavia Express da Santa Caterina Valfurva, comodo per chi non vuole affrontare strade strette e tortuose. Questo trekking è un mix raro di avventura, storia e natura, e offre un lato di Bormio poco conosciuto, oltre alle sue famose terme e piste da sci.
Le incisioni di Punta Segnale sono un tassello prezioso per capire il passato delle comunità che hanno vissuto o attraversato le Alpi. Il sito è unico: poche testimonianze in Europa si trovano a queste quote, e ancor meno sono arrivate fino a noi così integre, grazie allo scioglimento dei ghiacciai.
L’area attorno resta un punto di interesse non solo per gli archeologi, ma anche per chi ama camminare e scoprire la storia delle montagne. Gli itinerari degli Stelvio Historical Trek, che includono anche tracce della Prima Guerra Mondiale, mostrano come l’uomo abbia da sempre stretto un legame profondo con questo territorio. Punta Segnale è un esempio chiaro di come la cultura possa sopravvivere anche nelle condizioni più estreme, confermando che le montagne sono luoghi di memoria, oltre che di natura selvaggia.
Le ricerche sulle incisioni offriranno nuove chiavi di lettura sulla vita nelle Alpi durante l’Età del Rame e del Bronzo, periodi poco studiati ad alta quota e in zone così remote. Nel frattempo, chi si avventura su questi sentieri può già toccare con mano un pezzo autentico del passato, scolpito nel cuore di Bormio.
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