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Milano ospita la prima mostra europea dell’artista giapponese Aki Sasamoto: un viaggio tra memoria ed emotività

Milano si prepara a trasformarsi in un palcoscenico vivente. Dal 17 settembre 2026, il Pirelli HangarBicocca apre le porte alla prima grande mostra europea di Aki Sasamoto, artista giapponese che in vent’anni ha costruito un linguaggio unico e sorprendente. Le sue opere non sono mai solo oggetti da guardare: sono corpi che si muovono, installazioni che respirano, performance che intrecciano danza e scultura. Tra ironia sottile e rigore quasi scientifico, Sasamoto indaga la memoria, la società, il corpo umano, spingendo chi guarda a interrogarsi, a uscire dallo sguardo passivo per entrare in un dialogo vivo con l’arte.

Corpo, spazio e memoria: il cuore del lavoro di Aki Sasamoto

La ricerca di Sasamoto nasce dall’osservazione del comportamento umano e dalle domande su norme sociali e relazioni quotidiane. Prendendo spunto da oggetti comuni e gesti di ogni giorno, li trasforma e li guarda da un’angolazione nuova. I corpi si muovono in spazi che diventano palcoscenico di una danza sospesa tra realtà e astrazione. Le sue sculture e installazioni giocano con la semplicità degli oggetti, ma nascondono significati profondi legati al modo in cui la memoria si costruisce e si conserva.

Non manca un richiamo costante alla performance e alla danza, discipline che Sasamoto ha approfondito tra Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti. Il legame tra matematica e movimento attraversa la sua arte, proponendo al pubblico di considerare il corpo e il tempo come elementi in continua evoluzione e condivisione.

Da Yokohama a Yale: il percorso unico di Aki Sasamoto

Nata a Yokohama nel 1980, Sasamoto ha seguito un percorso fuori dagli schemi, che rispecchia la varietà delle sue influenze. Dopo il Giappone, ha vissuto in Galles e negli Stati Uniti, iniziando con studi di matematica per poi laurearsi in danza alla Wesleyan University del Connecticut. Questo mix di rigore scientifico e sensibilità coreutica ha dato forma alla sua cifra artistica.

La carriera è decollata dopo un master alla Columbia University di New York, dove si è dedicata anche a improvvisazione musicale e sperimentazioni sonore ispirate alle avanguardie storiche. Influenze come John Cage e Alvin Lucier sono fondamentali nel suo lavoro, dove il corpo diventa strumento di narrazione e analisi. Oggi Sasamoto insegna scultura alla Yale University, contribuendo a formare nuovi artisti.

XYZ al Pirelli HangarBicocca: matematica, ironia e spazio in mostra

Il titolo della mostra, XYZ, gioca su più livelli. Richiama coordinate spaziali, variabili della fisica quantistica e, con un pizzico di ironia, suggerisce anche l’imperfezione umana e la complessità della vita sociale. Un invito a prendersi cura di sé in un mondo sempre più complicato.

Lo spazio dello shed del Pirelli HangarBicocca ospita un percorso fatto di video, sculture in movimento, installazioni immersive e performance che coprono varie tappe della carriera di Sasamoto. Ogni opera crea un piccolo universo dove si intrecciano ordine matematico ed esperienza sensoriale, spingendo a riflettere sui limiti delle regole e sull’importanza delle relazioni tra corpo, memoria e società.

Opere in mostra: quando arte e vita si incontrano

Tra le opere più coinvolgenti c’è Sounding Lines , un’installazione cinetica con molle motorizzate che intrecciano utensili da cucina, creando un movimento che sembra riprodurre tensioni invisibili. Catch or be caught è una scultura dinamica che si apre e chiude come un fiore o una trappola, giocando sul confine tra accoglienza e pericolo.

Delicate Cycle mette in scena un ciclo biologico e meccanico con lavatrici e uno scarabeo stercorario, simbolo di trasformazione. Secrets of My Mother’s Child usa una barra metallica sospesa come metafora matematica per affrontare il tema del trauma ereditato. Anche Centrifugal March e Strange Attractors usano oggetti quotidiani come tavoli e bicchieri per raccontare tensioni emotive con eleganza e rigore.

Performance e incontri: la mostra che vive con il pubblico

XYZ si anima con un calendario di performance e incontri, che mettono in contatto diretto Sasamoto e il pubblico. L’artista sarà presente in diverse occasioni tra settembre e ottobre al Pirelli HangarBicocca, offrendo momenti performativi che amplificano il carattere fluido e interattivo della mostra.

Tra gli eventi spicca il ritorno del “bar disfunzionale” Wrong Happy Hour, un mix di ironia, empatia e caos controllato. Il 22 ottobre, una conversazione con Massimo Bernardi, direttore del MUSE di Trento, approfondirà le tante sfaccettature del lavoro di Sasamoto. La mostra è accompagnata da una monografia con contributi critici internazionali, un utile strumento per capire la portata di questa ricerca.

XYZ al Pirelli HangarBicocca offre così un’esperienza ricca e stimolante, dove arte visiva, performance e riflessione scientifica si intrecciano per raccontare l’umano nella sua complessità. Le opere di Sasamoto diventano specchi affascinanti, capaci di rivelare dettagli nascosti dello spazio sociale che abitiamo ogni giorno.

Redazione

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