Nel cuore del Nord Africa, sotto il sole rovente del deserto, si muovono ombre che nessuno osa seguire. “Atomic” apre una finestra su questo mondo nascosto, fatto di contrabbando e tensioni. Dal 20 agosto 2026, Sky e NOW portano sullo schermo una serie che mescola azione e suspense, con Alfie Allen — ricordato da molti come Theon Greyjoy di Game of Thrones — al centro di una storia ispirata al libro _”The Atomic Bazaar”_ di William Langewiesche. Tra mercati affollati e città moderne, la serie racconta senza filtri il traffico illegale di materiale nucleare, dove ogni mossa può scatenare una catastrofe.
Tra spie e criminali: un gioco al massacro
Al centro della storia ci sono Max, esperto contrabbandiere, e JJ, un uomo in fuga. Insieme si trovano invischiati nel traffico di uranio altamente arricchito, inseguiti da un’organizzazione internazionale senza scrupoli e braccati da agenzie come CIA e MI6, oltre a bande criminali spietate. Ma “Atomic” non è solo adrenalina e inseguimenti: il racconto scava anche nelle paure e nei rimorsi dei protagonisti, che tra passato e presente cercano una via d’uscita. Il viaggio li porta attraverso paesi diversi, in un susseguirsi di prove estreme. L’ambientazione, curata nei minimi dettagli, diventa quasi un protagonista a sé, con i suoi contrasti tra antico e moderno, sacro e profano.
Il Marocco dietro le quinte: un set che parla di verità
La scelta del Marocco come location ha permesso di ricreare con autenticità i paesaggi nordafricani e mediorientali, evitando stereotipi. Casablanca e Marrakech sono i centri nevralgici delle riprese, ognuna con una propria identità ben definita. Strade antiche, mercati affollati, quartieri residenziali: tutto è stato pensato per accentuare quel senso di tensione e pericolo che attraversa la serie. Il Marocco qui si mostra come un mosaico di epoche e stili, perfetto per raccontare storie di contrabbando e fuga.
Casablanca, tra porto e architettura: un crocevia di storie
Casablanca, città portuale sull’Atlantico, ospita alcune scene chiave. Qui Max e JJ tessono piani cruciali per il loro traffico. La città è un mix di stili: dal moresco all’art déco fino al moderno, un panorama ideale per far credere allo spettatore di trovarsi anche in altre metropoli mediorientali come Beirut o in luoghi più lontani come la Guinea-Bissau. Tra le location più suggestive una vecchia stamperia, ex sede del giornale “Maroc Soir”, oggi abbandonata, trasformata in magazzino per bombe e rifugio per i protagonisti. Un ambiente che sottolinea il clima di pericolo costante.
Marrakech, cuore pulsante tra tradizione e modernità
La maggior parte delle riprese si è concentrata su Marrakech, trasformata per mostrare il lato più autentico e complesso della città. Dal vivace centro storico al quartiere ebraico, con le sue botteghe artigiane e mercati tradizionali, la serie mette in scena un’atmosfera unica. Place des Ferblantiers, o Tinsmiths Square, spicca per la sua autenticità: lanterne marocchine, metalli lavorati e mestieri antichi sono un richiamo vivo al passato che si intreccia con la narrazione, infondendo un senso di mistero e pericolo.
Tameslouht: il rifugio rurale che racconta un passato
A venti chilometri da Marrakech, il piccolo villaggio di Tameslouht compare nei flashback dedicati a JJ. Qui si scoprono le radici del protagonista e il motivo della sua fuga. Un’oasi di pace immersa tra le montagne dell’Alto Atlante, lontana dal caos delle città. Il villaggio è noto anche per la sua cucina tradizionale, con la tangia come piatto simbolo di autenticità. Antiche tradizioni sufi e paesaggi naturali fanno da sfondo a queste scene, dove si intrecciano storie personali e memoria collettiva.
Il deserto di Agafay, un paesaggio che parla di solitudine e rischio
Il deserto fa da scenario a momenti cruciali della fuga di Max e JJ. Le riprese si sono svolte nel deserto di Agafay, a una trentina di chilometri da Marrakech. Diverso dal classico Sahara, Agafay è un deserto di pietra e roccia, con un aspetto quasi lunare. Le vallate e le dune modellate dal vento aprono e chiudono la serie, sottolineando isolamento e precarietà. La zona di Oumnass, ai piedi dell’Atlante, è un contesto rurale dove tradizione e modernità convivono, con sistemi idraulici antichi e nuove strutture turistiche. Qui il passato si fa presente.
Inseguimenti e scontri: il Marocco tra azione e tensione
Altre località marocchine completano il quadro, sostenendo le scene più cariche di adrenalina. A M’Nabha, un piccolo centro rurale, si svolgono scontri violenti tra protagonisti e criminali, mentre a nord, a Sidi Badha, si susseguono inseguimenti, incidenti e posti di blocco che aumentano la tensione. L’aeroporto Ben Slimane, ex base militare americana trasformata in civile, ospita il disperato tentativo di fuga finale di Max e JJ, tra polizia e nemici. Ogni luogo si presta a costruire una narrazione serrata, ricca di suspense e ritmo incalzante.
