Il Castello Bonoris: un castello neogotico da fiaba sulla collina di San Pancrazio
Il Castello Bonoris si staglia sulla collina di San Pancrazio, con le sue torri merlate e il ponte levatoio che sembra uscito da un racconto cavalleresco. Da lontano, potresti giurare che sia una fortezza medievale autentica. E invece no. Nel 1890, Gaetano Bonoris acquistò i resti di una vecchia rocca e li trasformò in un castello neogotico, un sogno romantico più che una testimonianza storica. Quel che vedi oggi è una costruzione che incarna un’idea ideale e un po’ ingannevole del Medioevo, un castello da fiaba costruito con cura, pietra dopo pietra.
Dalle rovine alla nuova vita neogotica di Montichiari
Montichiari conserva ancora tracce di quella che fu una fortezza medievale, risalente almeno al 1107. La rocca, sulla collina di San Pancrazio, ha attraversato secoli di guerre, distruzioni e ricostruzioni, fino a perdere la sua funzione difensiva e finire in rovina. Quando Bonoris prese in mano il progetto, di quella vecchia struttura restavano solo pochi ruderi. Ma non si limitò a restaurare: voleva ricreare un castello neogotico che raccontasse una visione romantica di quel tempo. All’inizio chiamò l’architetto Antonio Tagliaferri, poi subentrò Carlo Melchiotti, e insieme diedero vita a una residenza in stile gotico-rinascimentale. Il modello d’ispirazione fu anche il Borgo Medievale di Torino, un’esposizione storica perfetta, da cui trassero l’idea di un Medioevo reinventato.
Ogni dettaglio fu pensato per accrescere l’illusione: merli, finestre, archi, torrette. Bonoris voleva che la tenuta fosse più di un semplice edificio, un vero e proprio palcoscenico. Nel 1901 arrivò Giuseppe Roda, paesaggista incaricato di progettare un parco all’inglese di oltre tre ettari, con tanto di giardino “segreto”, un rifugio panoramico immerso nel verde. Architettura e natura insieme dovevano trasportare chi arrivava in un’atmosfera da fiaba. Oggi il Comune di Montichiari gestisce il castello, acquistato nel 1996. Dopo anni di abbandono, un importante restauro ha riportato il maniero agli antichi splendori, inserendolo nel circuito Montichiari Musei e valorizzandone storia e particolarità.
Dentro il castello: un Medioevo di scena
Il fascino del Castello Bonoris non si esaurisce fuori. Varcando la soglia si entra in stanze che sembrano fermate nel tempo, pensate per raccontare quel Medioevo reinventato da Bonoris. Affreschi, arredi e dettagli sono studiati per mantenere uno stile coerente. La cappella al piano terra crea un’atmosfera religiosa solenne, mentre la sala del consiglio al primo piano si ispira al Castello della Manta, vicino a Saluzzo, con decorazioni firmate dall’artista Giuseppe Rollini.
Gli arredi, realizzati su misura dai fratelli Arboletti di Torino, riprendono modelli antichi, rafforzando il gioco di illusioni storiche. Ogni mobile segue linee medievali, ma rivisitate. Un tocco di mistero lo dà una cassaforte nascosta dentro il castello, rimasta sconosciuta fino alla morte di Bonoris. Questa scoperta accende la fantasia sul passato e sulla personalità del proprietario, facendo del maniero non solo una casa di lusso ma un luogo ricco di segreti.
Il cortile interno, visibile passando sotto il ponte levatoio, completa il quadro della fortezza, con scorci che sembrano usciti da un romanzo storico. La cura per ogni dettaglio, dentro e fuori, dimostra la volontà di Bonoris: “non voleva una semplice abitazione, ma un’opera d’arte vivente e coerente.”
Come visitare il Castello Bonoris e arrivarci
Il Castello Bonoris apre al pubblico da aprile a ottobre, con visite guidate nel fine settimana, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Il biglietto include anche il Museo Lechi, sempre a Montichiari, così da scoprire arte e storia locali in un’unica visita. Oltre agli orari fissi, ci sono eventi speciali, come l’apertura pomeridiana del 28 agosto di quest’anno, un’occasione in più per approfondire la conoscenza del castello.
Il maniero si trova in piazza Santa Maria 36, sulla collina di San Pancrazio, nel centro di Montichiari, provincia di Brescia. Arrivarci in auto è semplice: da Milano si prende l’A4 fino a Brescia Est, da Verona conviene uscire a Desenzano o Brescia Est e poi proseguire verso l’entroterra. Anche Bergamo è collegata direttamente tramite l’A4, con un’ora circa di viaggio.
Chi arriva in aereo può scegliere l’aeroporto di Verona Villafranca, a meno di un’ora di distanza, oppure Bergamo Orio al Serio e Milano Linate o Malpensa, con tempi di trasferimento un po’ più lunghi. Dal centro di Montichiari si può anche salire a piedi al castello, seguendo un sentiero panoramico che regala una vista aperta sulla città e sulla pianura, il modo perfetto per entrare nell’atmosfera prima della visita.
Il Castello Bonoris resta così un raro esempio di come memoria storica e fantasia architettonica possano fondersi, affascinando ancora oggi chi ama l’arte, la storia e gli scenari neogotici.
