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Grocery Store Tourism: la nuova tendenza social per scoprire il mondo tra le corsie dei supermercati

“Non sottovalutare mai il corridoio dei formaggi.” Così si scherza tra appassionati del grocery store tourism, la nuova frontiera del viaggio che sta conquistando i social. Invece di scattare foto davanti a monumenti famosi o fare code interminabili ai musei, c’è chi oggi si perde tra gli scaffali dei supermercati locali, cercando sapori, colori e storie di una città. Fare la spesa, un gesto abituale e sbrigativo, si trasforma così in un’immersione autentica nella vita quotidiana di un posto. Un modo diverso di esplorare, più intimo e sorprendente, che racconta molto più di quanto si possa immaginare.

Il grocery store tourism: quando il supermercato racconta la cultura

Il cosiddetto grocery store tourism, ovvero il turismo del supermercato, è una tendenza recente solo nel nome, ma ha radici ben più profonde. Consiste nel visitare negozi di alimentari – dalle grandi catene ai piccoli market di quartiere – per capire com’è la vita in quella zona. A farla conoscere al grande pubblico sono soprattutto i social come TikTok, dove creator asiatici mostrano come si può vivere per giorni solo con i prodotti del 7-Eleven, aperto 24 ore su 24. Dai classici onigiri giapponesi ai ramen istantanei, passando per snack e sandwich confezionati, il supermercato diventa il palcoscenico di una quotidianità condivisa con migliaia di follower.

Dietro questa moda non c’è solo voglia di novità, ma il desiderio di andare oltre le classiche cartoline turistiche. Stanchi dei luoghi troppo instagrammati e tutti uguali, i viaggiatori cercano qualcosa di più autentico. E il mercato alimentare è diventato un osservatorio privilegiato per capire abitudini, gusti e anche l’economia di una comunità. Non si tratta più di inseguire l’eccezionale o il bello da cartolina, ma di affidarsi alla normalità per scoprire dettagli che di solito sfuggono ai percorsi turistici canonici.

Cosa raccontano gli scaffali dei supermercati

Guardare cosa si trova sugli scaffali di un supermercato vuol dire leggere un pezzo della cultura locale. La scelta degli snack, la varietà di latticini, l’ampiezza dei surgelati rivelano gusti, tradizioni, ma anche condizioni economiche. In Francia, per esempio, non è raro trovare interi reparti dedicati al burro, mentre in Giappone si possono scovare decine di versioni del KitKat, impossibili da vedere altrove.

La possibilità di scoprire prodotti con etichette in lingue straniere rende l’esperienza ancora più intensa. Provare sapori nuovi o prodotti poco conosciuti crea un contatto immediato con la cultura locale. Alcuni negozi sono diventati veri e propri simboli per i turisti: i konbini giapponesi, con i loro onigiri caldi disponibili anche di notte, sono ormai una tappa fissa, quasi una forma autonoma di turismo gastronomico.

Anche in Europa e negli Stati Uniti supermercati e negozi di alta gastronomia attirano visitatori. La Grande Épicerie di Parigi è un tempio del gusto francese, Peck a Milano racconta l’eccellenza italiana del cibo di qualità, mentre Fortnum & Mason a Londra rappresenta la storia del commercio alimentare inglese. Negli Stati Uniti, Erewhon a Los Angeles è diventato il simbolo della cultura del benessere e del lusso alimentare contemporaneo.

Tra rischio di moda e voglia di autenticità

Il rischio, però, è che questa pratica, nata come modo genuino di vivere il territorio, si trasformi in un fenomeno costruito per i social, perdendo così il senso originale. Spesso i video e le foto mostrano scoperte culinarie che diventano trend più che esperienze sincere. Eppure, questi luoghi, pensati soprattutto per chi ci vive, conservano sempre una spontaneità difficile da imitare altrove.

Entrare, curiosare sugli scaffali e magari comprare qualcosa di mai provato resta uno dei modi migliori per capire una cultura e uno stile di vita. Nei viaggi del 2024 vale la pena includere una tappa al supermercato locale, per immergersi davvero nel cuore pulsante della quotidianità di una comunità, più di quanto possano fare i soliti itinerari turistici.

Redazione

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