Nel 2025, volare in Europa può costare molto più di quanto si pensi. Il biglietto, spesso, è solo l’inizio: bagagli extra, scelta del posto, e altre spese nascoste possono far schizzare il prezzo finale. Ma quali sono davvero le compagnie più care? Un’analisi di AirAdvisor mette ordine, concentrandosi su un dato chiave: il RASK, il ricavo medio per posto-chilometro disponibile. I numeri, questa volta, non lasciano spazio a dubbi. Tra grandi gruppi e vettori più piccoli, le differenze nelle tariffe sono nette, e raccontano una realtà ben diversa da quella che si vede al primo sguardo.
RASK, il metro che racconta il vero costo dei voli
Il RASK è un parametro economico che aiuta a capire quanto una compagnia guadagna, in media, per ogni posto che mette in vendita su ogni chilometro percorso. Non si tratta solo del prezzo del biglietto, ma di un valore che tiene conto di tutti i ricavi da passeggeri divisi per la capacità offerta. Così si può valutare l’efficienza e i costi reali delle compagnie aeree in Europa, considerando anche servizi extra e differenze operative.
Nel 2025, il RASK varia da 4,33 a 32 centesimi di euro. Tradotto: la differenza di ricavi per chilometro tra le compagnie può superare i 27 centesimi, una forbice enorme. L’analisi ha preso in considerazione 23 vettori europei, tra grandi nomi, low cost e compagnie regionali. Mancano però alcuni operatori come LOT Polish Airlines, Volotea e Air Europa, per mancanza di dati completi.
Widerøe, la più cara d’Europa nel 2025
La sorpresa più grande viene dalla norvegese Widerøe, che svetta per tariffe medie più alte. Specializzata in collegamenti nazionali e qualche rotta europea selezionata, Widerøe arriva a un RASK di 32 centesimi, più del triplo di molte altre compagnie. Un dato che riflette i costi operativi e le rotte meno frequentate su cui si concentra.
Per fare un paragone, Wizz Air è all’estremo opposto, con soli 4,33 centesimi. In pratica, su una distanza media europea di circa 1.157 chilometri, la differenza può pesare parecchio sul prezzo finale del biglietto. Norwegian Air Shuttle, alternativa per alcune tratte di Widerøe, ha un RASK di 6,80 centesimi, molto più contenuto.
Il motivo delle tariffe alte di Widerøe e di altre compagnie regionali sta nelle dimensioni del mercato e nelle rotte servite. Collegamenti meno frequentati, spesso verso località remote, fanno salire inevitabilmente i costi per passeggero, proprio per le scarse economie di scala.
British Airways guida i grandi vettori più cari
Dopo Widerøe, i posti più alti della classifica sono occupati dalle grandi compagnie europee con traffico intenso e rete internazionale. British Airways emerge come la più costosa tra queste, con un RASK di 8,88 centesimi. Seguono a breve distanza Air France e Austrian Airlines, entrambe a 8,50 centesimi, che si piazzano al terzo posto assoluto.
Dietro di loro troviamo nomi consolidati come Lufthansa , Aegean Airlines , KLM e ITA Airways . Nonostante i diversi modelli di business, queste compagnie mostrano valori di RASK piuttosto alti nel panorama europeo.
Rispetto al 2024, però, la maggior parte di questi vettori ha visto un leggero calo nel costo medio per posto-chilometro. Su 14 compagnie comparabili, 9 hanno abbassato il RASK, traducendosi in un potenziale risparmio per i passeggeri. Tra i cali più evidenti spiccano Ryanair, easyJet, Finnair e Iberia. Dietro a queste dinamiche, probabilmente, c’è una forte concorrenza e la pressione sui prezzi.
La classifica completa: un’Italia a confronto con l’Europa
La lista completa delle 23 compagnie mostra strategie tariffarie molto diverse in Europa. Al vertice c’è Widerøe, isolata con 32 centesimi. Dietro British Airways, Air France, Austrian Airlines e poi Lufthansa, Aegean Airlines, KLM e ITA Airways, tutte intorno agli 8 centesimi. Nella fascia media troviamo Swiss, Aer Lingus, Brussels Airlines, Eurowings e SAS, con valori tra 7,5 e 8 centesimi.
Più in basso si raggruppano vettori low cost e di medie dimensioni: Vueling, Turkish Airlines, Iberia, TAP Portugal, Norwegian Air Shuttle, Transavia, Finnair, Ryanair, easyJet, fino a Wizz Air, la più economica con 4,33 centesimi.
Va ricordato che il RASK non è il prezzo del biglietto standard, ma una media che tiene conto di ricavi e capacità. Il costo finale per chi vola può cambiare molto a seconda di promozioni, servizi extra e tipo di rotta. Per questo il RASK è utile per capire le dinamiche di prezzo complessive, ma non sostituisce il confronto delle offerte su singoli voli.
Tra 2024 e 2025, il settore aereo europeo mostra un lieve calo dei prezzi medi in molte realtà, anche se non mancano aumenti. Il quadro resta variegato, con compagnie regionali e di nicchia che convivono con i giganti del trasporto passeggeri, ognuna con modelli economici e fasce di prezzo molto diverse.
In definitiva, la scelta della compagnia può influire parecchio sul costo totale del viaggio, a seconda della rotta, della frequenza dei voli e dei servizi inclusi. Il confronto sul RASK aiuta a mettere a fuoco le strategie tariffarie dei vari protagonisti del mercato europeo nel 2025.
