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Nuova direttrice al timone dello Zeitz MOCAA, il più grande museo di arte contemporanea africana a Città del Capo

Nel cuore di Città del Capo, un vecchio silo per cereali trasformato in museo ha cambiato per sempre il panorama dell’arte africana contemporanea. Lo Zeitz MOCAA, il più grande museo di questo genere al mondo, si prepara a una nuova era. Dopo la scomparsa della sua storica direttrice Koyo Kouoh, nel maggio 2025, la guida artistica passa nelle mani di Elvira Dyangani Ose. Lei prenderà ufficialmente il timone dal primo ottobre 2026, con l’obiettivo di mantenere e rilanciare il prestigio internazionale conquistato in meno di un decennio.

Da silo a museo simbolo: il ruolo di Koyo Kouoh

Lo Zeitz MOCAA è nato dalla trasformazione di un silo per grano dismesso dagli anni Novanta, un edificio simbolico nel cuore di Città del Capo. Il progetto è stato affidato allo studio di Thomas Heatherwick, che ha saputo coniugare l’aspetto industriale originale con un design moderno e suggestivo, creando spazi dentro enormi cisterne di cemento che colpiscono per la loro forza visiva. L’edificio racconta così il passaggio da un passato industriale a un presente dedicato all’arte contemporanea africana.

Koyo Kouoh, curatrice di grande esperienza, ha avuto un ruolo decisivo nel definire la linea artistica del museo. Morta nel maggio 2025, aveva costruito un percorso che valorizzava gli artisti africani e della diaspora, dando spazio a storie spesso ignorate dai circuiti dell’arte tradizionale. Grazie a lei, lo Zeitz MOCAA è diventato un centro culturale riconosciuto a livello internazionale e ha gettato solide basi per il futuro.

Elvira Dyangani Ose: un profilo globale per il futuro del museo

Il passaggio di testimone a Elvira Dyangani Ose segna un cambio generazionale e una nuova apertura verso una curatrice con esperienza internazionale. Nata a Córdoba nel 1974 da una famiglia della Guinea Equatoriale e cresciuta in Spagna, Dyangani Ose ha costruito la sua carriera tra Europa, Africa e Stati Uniti. Laureata in Storia dell’arte all’Università Autonoma di Barcellona, ha iniziato negli anni Novanta curando mostre su temi poco esplorati dall’arte mainstream, concentrandosi sulla diaspora africana e sulle connessioni culturali tra diversi luoghi.

Nel tempo ha collaborato con istituzioni di prestigio come la Tate di Londra, dove dal 2011 ha ampliato la collezione dedicata all’arte africana e della diaspora. Ha diretto The Showroom a Londra e curato l’ottava Biennale di Göteborg, rafforzando una visione curatoriale attenta alla pluralità di voci. Dal 2021 ha guidato il Museu d’Art Contemporani de Barcelona , promuovendo una revisione delle narrazioni tradizionali dell’arte contemporanea europea e internazionale. Nel 2026 ha lasciato il MACBA prima del previsto a causa di un possibile conflitto di interessi legato alla Biennale di Arte Pubblica di Abu Dhabi, ma senza perdere il suo prestigio internazionale.

Tra Africa, Europa e Medioriente: le sfide di Dyangani Ose

Dal primo ottobre 2026 Elvira Dyangani Ose guiderà lo Zeitz MOCAA in un momento ricco di significati culturali e storici, con l’obiettivo di rinnovare e ampliare il dialogo tra l’arte africana e il resto del mondo. Parallelamente, coordina la seconda edizione della Biennale di Arte Pubblica di Abu Dhabi, in programma tra ottobre e novembre 2026 tra la città di Abu Dhabi e l’oasi di Al Ain.

Questa doppia responsabilità riflette la missione curatoriale di Dyangani Ose: creare spazi che collegano storie, identità e tradizioni diverse, stimolando una riflessione sul ruolo dell’arte pubblica e sulla ricchezza delle culture. La nuova direttrice ha definito questo incarico non solo come un passo avanti nella sua carriera, ma come un impegno personale e profondo, pronta a portare avanti l’eredità di Koyo Kouoh con uno sguardo aperto e inclusivo.

Il passaggio di consegne a Elvira Dyangani Ose segna dunque una tappa cruciale per lo Zeitz MOCAA, che conferma la sua importanza nell’arte contemporanea africana e si prepara a nuove sfide sotto una guida esperta e dalla visione internazionale.

Redazione

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