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Robin Hood – Il prezzo del sangue: le location selvagge che riscrivono la leggenda di Sherwood

Hugh Jackman non è il solito Robin Hood. Niente foreste lussureggianti, niente archi scintillanti. Nel nuovo film di Michael Sarnoski, l’eroe leggendario si muove in paesaggi spogli, tra coste rocciose e montagne silenziose. Un’Italia cupa, quasi irreale, avvolge la sua storia di dolore e vendetta. Qui non c’è spazio per la favola: l’esilio lo ha portato lontano dal calore dei boschi, in un mondo duro, segnato da ombre e silenzi.

Un Robin Hood segnato dal tempo: tra rimorsi e fuga

Il film prende spunto da una ballata del XVII secolo, “The Death of Robin Hood”, per raccontare un protagonista invecchiato, consumato dalle battaglie e inseguito dal passato. Hugh Jackman dà vita a un Robin Hood diverso, un uomo costretto a nascondersi, lontano dall’eroismo a cui siamo abituati. Scappa dal suo destino e dalla redenzione, vive in solitudine finché non incrocia di nuovo Little John, vecchio compagno di avventure. Insieme tentano un’ultima missione: salvare la famiglia di John da una minaccia imminente.

Durante questa impresa, Robin Hood si ferisce gravemente. Viene soccorso da una giovane priora in un convento isolato su un’isola, che si prende cura delle sue ferite. Ma la sua battaglia più dura è quella interiore: i fantasmi del passato non lo lasciano in pace, e anche negli ultimi giorni il tormento lo accompagna. La storia si snoda così tra memoria, rimorso e una fuga dall’inevitabile.

Irlanda del Nord, il paesaggio perfetto per un racconto d’ombra

Per dare corpo all’atmosfera cupa del film, la scelta è caduta sull’Irlanda del Nord. Qui i paesaggi isolati, le foreste antiche, le coste frastagliate e i villaggi sperduti calzano a pennello per la visione di Sarnoski. Luoghi che sembrano fuori dal tempo, dove la natura appare indomita e l’uomo si fa piccolo.

La Silent Valley, nelle Mourne Mountains, è uno di questi luoghi emblematici: una vallata appartata con un grande bacino d’acqua, simbolo di solitudine e segregazione. Montagne e foreste fitte creano una sensazione palpabile di isolamento, proprio come lo stato d’animo di Robin Hood.

Tra boschi antichi e sentieri dimenticati

Molte scene immerse nella natura sono state girate tra il Tollymore Forest Park e il Castlewellan Forest Park, veri scrigni di foreste irlandesi. Alberi secolari, ruscelli limpidi e rovine che raccontano storie lontane fanno da sfondo a un paesaggio austero, perfetto per esprimere la durezza del tempo e il lento declino. I sentieri ancora portano tracce di epoca vittoriana, un mix di storia e natura che dà forza visiva alle immagini.

Attraverso questi boschi si sente il peso del passato e la lotta tra l’uomo e la natura, un contrasto che fa da colonna sonora silenziosa alla vicenda.

Il mistero nascosto nelle vallate e sulle coste

A Sligo, il Gleniff Horseshoe offre panorami mozzafiato sulla Baia di Donegal. Un percorso circolare di dieci chilometri che, nel film, diventa simbolo di una natura bellissima ma indifferente alle vicende umane. Il vento che soffia sembra portare con sé storie antiche, mentre il paesaggio resta immutabile.

Le riprese lungo la costa di Antrim hanno invece messo in luce villaggi come Glenarm e dimore storiche come Glenarm Castle, incastonati tra scogliere a picco e baie isolate. Luoghi come Murlough Bay o le rovine di Shane’s Castle aggiungono un tocco di mistero, mentre le acque tranquille di Lough Neagh e le spiagge di White Park Bay o del porto di Ballintoy danno l’idea di spazi sospesi nel tempo, dove la storia si mescola con la natura.

Il gigante di basalto e la Rocca di Cashel: natura e leggenda

Uno dei paesaggi più impressionanti del film è il Selciato del gigante, patrimonio UNESCO famoso per le sue migliaia di colonne di basalto. Un luogo unico, carico di miti antichi e battaglie tra titani, che aggiunge al film un’aura di mistero e tensione.

Il convento dove Robin Hood trascorre gli ultimi giorni non è meno suggestivo: la Rocca di Cashel, nella contea di Tipperary, è uno dei siti archeologici più importanti d’Irlanda. Tra rovine gotiche, un’abbazia senza tetto e una torre rotonda intatta, circondata da croci celtiche, la scena finale si tinge di un’atmosfera gotica e leggendaria che avvolge tutta la pellicola con una suggestione intensa.

Redazione

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