Scanno, borgo incastonato nel cuore verde dell’Abruzzo, vive una quiete che sembra fuori dal tempo. Cervi che pascolano lungo le rive del lago a forma di cuore, un paesaggio da cartolina vivente, l’aria pura del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Ma questa armonia è minacciata. Negli ultimi tempi, i turisti hanno iniziato ad avvicinarsi troppo agli animali, ignorando i confini del rispetto e della sicurezza. La tensione è esplosa quando due maschi di cervo hanno caricato due persone, proprio sulle sponde del lago. Ora il Comune si muove, pronto a mettere un freno a questa pericolosa vicinanza.
Quando la natura dice basta: cosa è successo a Scanno
In questo angolo d’Abruzzo dove l’uomo ha sempre convissuto con la natura, gli ultimi episodi hanno fatto emergere una tensione preoccupante. Due maschi di cervo, in poco tempo, hanno reagito in modo aggressivo a turisti troppo invadenti. Nei prati intorno al lago, gli animali si sono sentiti assediati: c’è chi ha provato a toccarli o semplicemente a scattare foto da troppo vicino. La risposta è stata immediata e forte: due uomini sono stati caricati e rovesciati a terra. Per fortuna, senza gravi conseguenze, ma la paura è stata tanta.
Il disagio dei cervi è comprensibile: sono esseri selvatici che hanno bisogno dei loro spazi, spesso dimenticati o ignorati. Da tempo il Comune di Scanno cerca di mantenere un equilibrio delicato tra turismo e natura, ma l’allarme è diventato troppo forte per essere ignorato. I video degli scontri, girati dai passanti, hanno fatto il giro dei social, accompagnati da appelli a rispettare la fauna selvatica. Per il sindaco Giovanni Mastrogianni, intervenuto tramite ANSA, è necessario rafforzare regole che dovrebbero essere ovvie: niente avvicinamenti, niente contatti, niente cibo.
Regole chiare per salvaguardare fauna e visitatori
Il Comune di Scanno sta lavorando a un’ordinanza che vieti espressamente qualsiasi contatto ravvicinato con i cervi e altri animali selvatici. L’idea è tracciare un confine netto, per proteggere sia le creature del parco sia chi viene a visitarle. Il momento è particolarmente delicato: siamo nella stagione degli amori, quando i maschi diventano territoriali e più aggressivi. Anche un animale solitamente tranquillo può reagire con forza se si sente minacciato.
L’ordinanza non vuole solo mettere paletti, ma anche educare i turisti a capire che i cervi non sono oggetti da fotografare o da toccare, ma esseri viventi con bisogni e istinti da rispettare. Disturbare il loro habitat può mettere in pericolo sia gli animali che le persone, causando stress e comportamenti difensivi. Come sottolinea il sindaco, si deve ricostruire un rapporto fondato sul buon senso e sul rispetto reciproco, per una convivenza pacifica e sicura.
Non solo Scanno: l’Abruzzo alle prese con casi simili
Questi episodi non sono un caso isolato. In tutta la regione Abruzzo si sono verificati problemi simili, soprattutto con i cervi. Nel 2025, a Villalago, un cervo aggredì una turista nel centro del paese, ferendola; poco dopo, un altro episodio coinvolse un residente. Il nodo della questione non è tanto l’animale, quanto l’approccio di alcune persone che ignorano la distanza di sicurezza.
La voglia di immortalare l’istantanea perfetta per i social o di “toccare con mano” la natura può trasformarsi in un rischio concreto, per animali e visitatori. La zooantropologa Manuela Macelloni ricorda che accarezzare un animale selvatico non porta benefici, anzi, riduce la sua naturale diffidenza e autonomia. Peggio ancora è dargli da mangiare: abituarli alla presenza umana e al cibo spinge i cervi verso zone frequentate, aumentando i rischi di incidenti.
Controlli e sanzioni: la strada che Scanno vuole percorrere
L’ordinanza in arrivo a Scanno potrebbe essere solo il primo passo. Il Comune sta valutando anche regole più rigide, con multe o altre sanzioni per chi non rispetterà le norme di comportamento verso gli animali selvatici. Solo così si potrà davvero proteggere questo fragile ecosistema e garantire la sicurezza di tutti.
L’invito è a una responsabilità concreta e a conoscere le regole, per creare un modello da seguire anche in altre aree protette. Valorizzare la ricchezza naturale del parco significa imparare a osservare senza interferire, a fotografare senza disturbare e, in generale, a rispettare la natura con consapevolezza. La convivenza tra uomo e ambiente resta una sfida aperta, soprattutto ora che il turismo naturalistico è in forte crescita.
