A Stewart Island, dove vivono appena 500 persone, si aggirano invece circa 20 mila kiwi bruni. Non è un parco naturale qualunque: le strade si contano sulle dita, e il cielo notturno è un tappeto di stelle intatto, senza traccia di luci artificiali. Nel 2026, un’indagine globale ha incoronato questo lembo di terra “l’isola più tranquilla del pianeta”, con un punteggio quasi perfetto: 94,6 su 100. Il suo nome maori, Rakiura, significa “terra dei cieli splendenti” — un appellativo che racconta di un luogo preservato, dove la natura regna sovrana.
Tra i suoi abitanti più noti spicca il kiwi Rakiura tokoeka, una specie che qui trova rifugio e si lascia spesso ammirare anche alla luce del giorno. Ma è di notte che l’isola dà il meglio di sé: dal 2019 è un International Dark Sky Sanctuary, il santuario ufficiale del cielo più a sud della Terra. Qui l’inquinamento luminoso è quasi inesistente, e lo spettacolo del firmamento lascia senza fiato. Se la fortuna accompagna, si può perfino assistere all’aurora australe che danza sopra le onde dell’oceano.
L’85% di Stewart Island è coperto dal Rakiura National Park, una vasta area dove foreste native, baie isolate e zone umide si susseguono in un paesaggio rimasto come secoli fa. Questo parco è tra le zone più vaste e selvagge della Nuova Zelanda, offrendo un’immersione totale in un mondo naturale che sembra fermo nel tempo, prima che l’uomo lo cambiasse.
Il villaggio di Oban, sulla baia di Halfmoon, è il cuore abitato dell’isola. Ma bastano pochi passi per perdersi tra felci altissime, spiagge deserte e calette dove si sente solo il rumore dell’acqua e il richiamo degli uccelli. Stewart Island è un vero paradiso per chi ama il birdwatching. Oltre ai kiwi, qui vivono molte specie di uccelli marini e di foresta, che trovano rifugio in questo ambiente unico.
La ricchezza di specie e l’assenza di predatori introdotti rendono l’isola cruciale per la conservazione di animali rari. Tra tutti, il kiwi bruno è il simbolo nazionale e Stewart Island è uno degli ultimi rifugi per questo animale notturno e schivo.
Il modo migliore per scoprire Stewart Island è a piedi, lungo i suoi sentieri. Il più famoso è il Rakiura Track, una delle Great Walks neozelandesi. È un percorso di circa tre giorni che attraversa coste aperte, foreste native, spiagge deserte e le rive del Paterson Inlet. Si può dormire in rifugi attrezzati o sotto le stelle, affrontando anche tratti fangosi quando piove, parte del fascino autentico dell’isola.
Per chi vuole mettersi alla prova, ci sono il Southern Circuit e il North West Circuit. Il Southern Circuit si addentra in valli isolate come Mason Bay, richiedendo buon senso dell’orientamento e capacità di adattarsi a un clima spesso imprevedibile, tipico dei Roaring Forties. Il North West Circuit copre la zona settentrionale, con dune di sabbia, scogliere e foreste fitte, regalando panorami ancora più selvaggi e remoti.
Questi percorsi non sono solo un modo per ammirare paesaggi incredibili, ma anche per incontrare specie rare, seguire le tracce dei kiwi e ascoltare i suoni di una natura che qui resta incontaminata, lontana dal caos delle città.
Chi preferisce evitare lunghe camminate può scoprire Stewart Island dal mare. Dal villaggio di Oban partono escursioni in kayak lungo le baie protette del Paterson Inlet. Questo braccio di mare permette di avvicinarsi a coste nascoste tra vegetazione fitta, lontane dal turismo di massa.
Il kayak è perfetto per navigare piano e in silenzio, ideale per osservare la fauna marina e immergersi in un’atmosfera di isolamento totale. Le acque tranquille dell’inlet rendono l’esperienza accessibile anche ai principianti, mentre l’assenza di traffico acuisce la magia del paesaggio.
Quando arriva la notte, l’acqua riflette un cielo limpido e privo di luci artificiali. Le stelle brillano come non mai e, con un po’ di fortuna, si può ammirare l’aurora australe con i suoi riflessi verdi e rossi, uno spettacolo raro e prezioso per chi visita l’isola nel momento giusto.
Stewart Island si trova a circa 30 chilometri a sud della South Island, separata dal continente dallo stretto di Foveaux, noto per il mare spesso mosso a causa dei Roaring Forties, i forti venti occidentali di questa latitudine.
Da Invercargill, capoluogo della regione, si raggiunge Oban con un volo breve di soli 20 minuti su piccoli aerei. Questo è il modo più veloce e panoramico: l’atterraggio regala vedute spettacolari di baie, foreste e coste. In alternativa, si può prendere un traghetto dal porto di Bluff. La traversata dura circa un’ora e attraversa le acque a volte agitate dello stretto di Foveaux, offrendo un’esperienza di mare autentica e suggestiva.
Raggiungere Stewart Island significa entrare in un mondo dove il turismo di massa non è arrivato, un posto dove la natura mantiene la sua forza originaria e ogni visita diventa un’occasione per vivere il vero spirito selvaggio della Nuova Zelanda più remota.
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