Il 6 gennaio 1626, a Parigi, nasceva il Giardino Reale delle piante medicinali. Quattrocento anni dopo, quel luogo è diventato il cuore pulsante del Museo Nazionale di Storia Naturale, un’istituzione che non si limita a custodire piante e reperti, ma intreccia arte e scienza con naturalezza sorprendente. Tra pennelli, fotografie, sculture e installazioni, la natura si racconta in modi che vanno oltre il semplice osservare. Nel 2026, questa storia lunga quattro secoli si celebra con un’occasione speciale, un momento per riflettere sull’eredità e, soprattutto, per immaginare cosa verrà.
Nel 1626, Luigi XIII firma un editto per creare il Giardino Reale delle piante medicinali, con l’obiettivo di studiare e coltivare specie utili alla medicina. È il primo passo verso una vera e propria istituzione scientifica, un luogo dove osservare, raccogliere e classificare la flora. Nel 1640 il giardino apre ufficialmente al pubblico, cominciando a espandersi e a diventare un centro di studio della natura a tutto tondo.
Nel Settecento, con la guida di Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon, il giardino cambia volto. Buffon resta alla guida per quasi cinquant’anni, amplia le collezioni e raddoppia la superficie del parco. Grazie a esploratori e naturalisti che portano specie da ogni angolo del mondo, l’attività di ricerca si fa intensa. Buffon trasforma il giardino in un centro scientifico d’avanguardia, attirando studiosi di rilievo e aumentando il prestigio dell’istituzione. Alla sua morte, nel 1788, il museo è pronto per un salto: il 10 giugno 1793 nasce ufficialmente il Museo Nazionale di Storia Naturale, con un decreto della Convenzione.
Il passaggio da giardino a museo segna l’inizio di una nuova fase. Il Museo di Storia Naturale di Parigi si afferma come uno dei poli più importanti per la ricerca scientifica in Europa. Con collezioni ampie e studiosi di spicco, amplia i suoi ambiti di studio.
Nel Novecento il museo si espande oltre il Jardin des Plantes, includendo nuove strutture dedicate alla ricerca. Nel 1934 apre il Parc zoologique de Paris, uno spazio moderno per la conservazione e l’educazione ambientale. Nel 1938 nasce il Musée de l’Homme, dedicato all’antropologia e all’evoluzione umana. L’ultima grande inaugurazione è del 1994: la Grande Galleria dell’Evoluzione, che unisce grandi collezioni zoologiche a una nuova museografia pensata per coinvolgere e far capire la biodiversità a tutti.
Questi ampliamenti raccontano non solo la crescita scientifica, ma anche la capacità del Museo di rinnovarsi e rispondere alle esigenze culturali e divulgative, diventando un punto di riferimento in Europa e nel mondo.
Per i 400 anni, il Museo presenta “Artists at the Museum”, una mostra che mette a confronto arte e scienza. Curata da Marie-Julie Chastang, Aude Pinguilly e Manon Toulemont, apre il 23 settembre 2026 nella Grande Galleria dell’Evoluzione e resterà aperta fino al 7 marzo 2027.
Quaranta artisti contemporanei, tra pittura, scultura, fotografia, cinema e architettura, raccontano quattro secoli di collaborazione tra naturalisti e creativi. La mostra indaga chi sono stati gli artisti coinvolti nel Museo, come hanno lavorato con i ricercatori e come l’immagine scientifica si è trasformata in arte, andando oltre la semplice documentazione.
Si parte dalle prime collaborazioni con pittori come Eugène Delacroix e Gustave Moreau, che usavano le serre e le gallerie per osservare specie esotiche da portare sulle loro tele. Quegli artisti hanno aiutato a diffondere la conoscenza naturalistica, rappresentando con precisione e poesia animali, piante e minerali. Oggi la mostra include opere di nomi come Enki Bilal, Ali Cherri, Sarah Moon e Roger Swainston, che rilanciano il dialogo tra natura e creatività.
Un’occasione unica per vedere il Museo non solo come luogo di raccolta di conoscenze, ma come spazio vivo di scambio culturale, dove arte e scienza si intrecciano da secoli.
Le celebrazioni non si fermano alle sale espositive. Tra marzo e maggio 2026 il Jardin des Plantes si trasforma con installazioni floreali ispirate ai preziosi disegni botanici conservati nel Museo, come quelli di Pierre-Joseph Redouté e Nicolas Robert, noti per la loro precisione.
In estate il giardino si concentra su un tema più pratico: la “gastronomia dei semplici”, cioè l’uso culinario e terapeutico delle piante coltivate. Il progetto culmina a settembre con eventi dedicati a mostrare come molte specie vegetali siano ancora parte della nostra cultura alimentare e medica.
Oltre alle iniziative botaniche, il Museo organizza una serie di eventi per tutti: la Festa della Natura, i Rendez-Vous Nature, le Giornate del Patrimonio e la Festa della Scienza. Momenti che coinvolgono persone di ogni età, mettendo la scienza al centro e invitando a partecipare attivamente.
Un programma digitale accompagna l’anno di festeggiamenti, raccontando la storia del Museo e dei tanti naturalisti che ne hanno segnato il cammino. Non manca un progetto di scienze partecipative dedicato agli insetti, che coinvolge cittadini e appassionati nella ricerca tramite osservazioni e segnalazioni.
Così il Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi si conferma un faro per la cultura scientifica e naturalistica, aperto a chiunque voglia conoscere e proteggere il patrimonio naturale del nostro pianeta.
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