A Todi, tra le mura antiche della Fondazione Progetti Beverly Pepper, le opere di Alicja Kwade sfidano ciò che crediamo solido e immutabile. Non è una mostra come tante: qui il tempo sembra piegarsi, la realtà si dissolve in un gioco di luci e ombre, e ogni installazione si trasforma in un enigma. Si cammina, si osserva, e pian piano si capisce che nulla è come appare. Un’esperienza che scuote le percezioni, lasciando chi guarda a interrogarsi su ciò che pensa di conoscere.
Quando il tempo si fa fluido: l’orologio che sfida le regole
Curata da Marco Tonelli, la mostra si concentra sulle molteplici facce del tempo e su come ognuno lo percepisca in modo diverso. Al centro della scena c’è “Against the Run ”, un orologio sospeso nella Sala delle Pietre che sembra andare al contrario, ma segna l’ora giusta. Questo trucco meccanico mette in crisi l’idea comune del tempo come qualcosa di lineare e immutabile, quasi a suggerire che possa essere manipolato, modellato come una sostanza liquida. Kwade ci invita così a riflettere su quanto la nostra mente, la cultura e gli occhi influenzino quello che vediamo e sentiamo. L’orologio diventa una metafora potente della distanza tra ciò che crediamo reale e la realtà stessa, aprendo uno spazio di riflessione inquietante sul tempo e sulla memoria.
Non è solo arte da ammirare, ma un invito a pensare: ogni esperienza può essere riscritta da un diverso punto di vista, e questa certezza vacilla davanti alle sue opere.
“88 Seconds”: il tempo fermato nello spazio
Tra le installazioni più affascinanti c’è “88 Seconds”, una serie di anelli d’acciaio inossidabile disposti in sequenza e sospesi come se ruotassero nel vuoto. Qui il movimento si spezza, trasformandosi in istanti congelati nello spazio. Il risultato è sorprendente: il tempo perde la sua scorrevolezza naturale per diventare qualcosa di tangibile e statico, un presente assoluto che si può quasi toccare.
Con questa opera Kwade materializza l’idea di “presentismo”, la filosofia che sostiene come passato e futuro non siano realtà fisiche ma costruzioni della mente. Portando questo concetto nel mondo reale, l’artista fa sentire allo spettatore l’“adesso” come un’istantanea priva di continuità. Il tempo diventa così un attimo unico, un invito a rivedere le nostre idee sul rapporto tra durata e esistenza.
Il tempo vissuto e i suoi vuoti: le opere più recenti
Con “A Year and 235 Missing Days” e la serie “ParaPosition” del 2024, Kwade approfondisce il tempo come esperienza concreta e mentale. Nel primo lavoro, le lancette mostrano il tempo vissuto contro quello mancante, sottolineando ciò che sfugge alla nostra presenza e alla nostra esperienza. Un modo per spingere chi osserva a meditare sul senso dell’esistere e sui vuoti temporali che ci attraversano.
“ParaPosition”, invece, domina Piazza del Popolo con una struttura in acciaio sorretta da pietre in equilibrio precario. Sotto, una sedia di bronzo invita a sedersi, a fermarsi in mezzo al tempo, sfidando la gravità e coinvolgendo direttamente il pubblico. L’opera rompe con la tradizione della scultura statica, trasformandosi in un luogo di pausa e relazione, un presente congelato che si fa esperienza.
La Fondazione Beverly Pepper: un polo di arte contemporanea a Todi
Nata nel 2018 per volontà di Beverly Pepper, la Fondazione Progetti Beverly Pepper si è affermata come punto di riferimento per l’arte contemporanea a Todi. Dopo aver ospitato grandi nomi come Arnaldo Pomodoro e Fabrizio Plessi, continua a promuovere sculture e installazioni di artisti internazionali in dialogo con la città e il pubblico.
La mostra di Kwade si inserisce in questa linea, dialogando idealmente con le opere di Beverly Pepper soprattutto per l’approccio esperienziale e relazionale. Entrambe mostrano come la scultura possa coinvolgere chi guarda, trasformando l’arte in un momento sociale e dinamico. Questa continuità rafforza l’identità artistica di Todi e il suo patrimonio culturale.
Donne protagoniste e nuovi orizzonti per la Fondazione
Scegliere Alicja Kwade, artista donna, segna una svolta per la Fondazione, che punta a dare spazio sempre più alle voci femminili nell’arte contemporanea. Kwade e Pepper rappresentano due modi innovativi di lavorare con materiali duri e concetti complessi in settori tradizionalmente dominati dagli uomini: la prima con le sue riflessioni filosofiche e superfici riflettenti, la seconda con le sue sculture monumentali in corten e acciaio.
Questa scelta conferma l’impegno della Fondazione nel proporre un’arte pubblica “connettiva”, dove i monumenti diventano luoghi vivi, di incontro e scambio con il pubblico. L’apertura verso le artiste rinnova e arricchisce il panorama culturale, disegnando un futuro più inclusivo e ricco di stimoli.
La mostra di Alicja Kwade, aperta fino al 2026, è quindi un appuntamento importante per Todi e per il dibattito sull’arte contemporanea, un invito a esplorare nuove dimensioni del tempo e dello spazio, a ripensare la percezione e a diventare parte attiva dell’opera.
