Il Politecnico delle Arti di Bergamo cambia volto. Dopo tre anni sotto la guida di Daniela Giordano, che lo ha accompagnato dalla nascita nel 2023, dal primo novembre 2026 la direzione passa a Giacomo Fornari. È un passaggio di testimone che pesa: l’istituto si è già fatto notare in città, conquistando uno spazio di rilievo nel panorama culturale.
Nato dall’unione di due realtà storiche, il Conservatorio Gaetano Donizetti, fondato nel 1806, e l’Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara, attiva dal 1794, il Politecnico rappresenta qualcosa di unico in Italia. Qui si intrecciano arti visive e musicali in un percorso formativo che non ha precedenti. La nomina di Fornari è più di un cambio alla guida: è l’avvio di una nuova fase, quella della crescita e del consolidamento.
Un modello unico nel panorama italiano
Il Politecnico si distingue per un’idea di formazione innovativa e fuori dagli schemi. L’integrazione tra Conservatorio e Accademia non è solo un modo per ottimizzare risorse, ma una scelta strategica per offrire un’offerta didattica che risponda meglio alle esigenze contemporanee. Due mondi tradizionalmente separati, quello della musica e quello delle arti visive, si fondono per creare un ambiente di studio e ricerca più ricco e stimolante.
Questa contaminazione tra discipline permette di aprire spazi di sperimentazione e confronto, anche a livello internazionale, mettendo Bergamo al centro di una rete culturale più ampia. L’istituto punta inoltre a trasferirsi nel 2028 nell’ex Convento dei Celestini, una nuova sede che darà un ulteriore impulso all’integrazione e alla visibilità sul territorio.
Chi è Giacomo Fornari, il nuovo direttore
Nato a Brescia nel 1963, Fornari porta con sé un curriculum di tutto rispetto. Musicologo di formazione, si è laureato all’Università di Pavia e ha perfezionato gli studi in Germania, all’Università di Heidelberg e poi a Tübingen, dove ha conseguito il dottorato con una tesi sul declino della musica strumentale italiana del Settecento.
Ha lavorato come docente e ricercatore in Italia, Germania, Russia e Giappone, e ha ricoperto ruoli di responsabilità importanti, tra cui la direzione del Conservatorio Monteverdi di Bolzano per due mandati. Dal 2023 è direttore artistico del Festival Mogarte Friends di Bressanone, e dal 2026 guida anche l’Orchestra Sinfonica ICO 131 con base in Basilicata.
Un profilo che unisce competenze accademiche a esperienza organizzativa, proprio quello che serve per guidare un istituto complesso come il Politecnico. La sua elezione, arrivata dopo un voto molto combattuto a settembre, dimostra la fiducia che la comunità culturale ripone nelle sue capacità.
Il piano di Fornari: dialogo e crescita culturale
“Condividere per crescere” è il motto con cui Fornari si presenta. Al centro del suo progetto c’è il dialogo, l’interazione tra discipline e il confronto continuo come motori per aumentare l’impatto culturale dell’istituto. L’obiettivo è fare del Politecnico un punto di riferimento per la didattica e la ricerca artistica, capace di incidere non solo a livello locale, ma anche nazionale.
Fornari punta a costruire una sorta di “benessere culturale”, fondato sul legame tra musica e arti visive, che valorizzi il patrimonio storico di Bergamo e crei opportunità concrete per studenti e docenti. Il programma prevede anche un rapporto stretto con il territorio, per rafforzare la presenza del Politecnico come partner credibile e autorevole.
L’idea è di far dialogare passato e presente, tradizione e innovazione, offrendo una formazione dinamica, pronta a cogliere le sfide del futuro. Un progetto ambizioso che promette di dare nuova linfa alla scena culturale bergamasca.
