«È come varcare una porta segreta nel tempo», racconta una visitatrice durante l’inaugurazione della trentesima edizione di Monumenti Aperti. Da subito, si percepisce l’entusiasmo che avvolge questa iniziativa: 85 comuni sparsi per l’Italia spalancano le porte di 800 siti solitamente chiusi o a pagamento. Palazzi nobiliari, giardini storici, musei, complessi religiosi e parchi diventano accessibili gratuitamente, fino all’8 novembre. Dietro l’organizzazione, quasi ventimila guide e volontari animano gli spazi con passione. Non tutti i luoghi sono visitabili senza prenotazione, ma la maggior parte si lascia esplorare liberamente, weekend dopo weekend. Un’occasione unica per scoprire angoli nascosti e riscoprire la ricchezza del patrimonio culturale italiano.
Settembre: restauri e orti segreti da Nord a Sud
Dopo il primo weekend, si accendono appuntamenti speciali sparsi per il Paese. Il 25 settembre a Milano, nel cluster MIND , si apre straordinariamente la Scuola di Restauro di Botticino. I visitatori possono entrare nei laboratori e vedere da vicino le tecniche di conservazione di affreschi e manufatti d’arte, un’esperienza unica per gli appassionati di patrimonio artistico. Il giorno dopo, il 26 settembre, due aperture di rilievo: a Venezia il Convento del Redentore sulla Giudecca apre l’Orto Giardino, riaperto dopo anni di chiusura. Contemporaneamente, a Gravellona Toce, in Piemonte, si visita l’Antiquarium locale con reperti archeologici del territorio, aperto anche il 27 settembre. Questi eventi mostrano quanto sia importante valorizzare il patrimonio con iniziative concrete e di qualità.
Ottobre: archeologia e cultura in tutta Italia
Il primo weekend di ottobre, il 3, si concentra in Piemonte con la Badia di Dulzago a Bellinzago Novarese, ultima traccia di un antico centro romano e sede di una pieve nel primo Medioevo, ora aperta al pubblico per far conoscere questa eredità. Il 10 e 11 ottobre la Sardegna risponde presente con due siti a Quartu Sant’Elena: il Parco di Molentargius e il Nuraghe Diana, simbolo della preistoria sarda. Nella vicina Costa Smeralda, ad Arzachena, apre il Museo Civico. Anche Torino entra nel calendario con la Cappella della Pia Congregazione dei Banchieri e dei Mercanti e Villa Rey, dimora storica di grande pregio artistico. Qui si spazia dal sacro all’archeologico, passando per le residenze patrizie.
Metà ottobre: città, architetture e storie da raccontare
Nel weekend del 17 e 18 ottobre tocca a Palermo, nella Kalsa, quartiere arabo, con un percorso che racconta secoli di storia e influenze culturali. Nello stesso fine settimana apre il lavatoio comunale di Ulassai, in Ogliastra, piccolo gioiello architettonico legato alla tradizione locale. A Ferrara si può visitare la Chiesa di San Carlo nella Basilica di San Francesco e la Palazzina Marfisa d’Este, residenza rinascimentale di rilievo artistico. Il weekend successivo, il 24 e 25 ottobre, Trieste apre la Cappella della Santissima Trinità nel Palazzo Vescovile, che mescola Art Nouveau e Secessione viennese. Nel Sud, a Cosenza si visita Villa Rendano, centro culturale di spicco, mentre nelle Marche, a Montefano, apre il Teatro La Rondinella. Roma continua a essere protagonista con il Museo di Arte Urbana sulle Migrazioni, che unisce arte contemporanea e temi sociali.
Novembre: teatri storici, parchi e arte contemporanea
Con novembre, Monumenti Aperti non si ferma. Il 31 ottobre e il primo novembre aprono a Chieti il Teatro Marrucino, Palazzo de’ Mayo e il Teatro Romano, luoghi di grande valore storico e architettonico. Nell’ultimo weekend, il 7 e 8 novembre, il Parco del Pollino, tra Basilicata e Calabria, diventa palcoscenico per installazioni artistiche contemporanee che dialogano con la natura. A Bitonto si visitano il Teatro Traetta e il Torrione Angioino, testimonianze importanti del patrimonio cittadino. A Torino apre il Museo Diffuso della Resistenza, che racconta la storia italiana del Novecento. A Campi Bisenzio, vicino a Firenze, è visitabile il Convento delle Bettine, antico complesso religioso ricco di fascino. Questi appuntamenti chiudono in bellezza una manifestazione che unisce cultura, natura e memoria.
Monumenti Aperti resta uno degli eventi più importanti per far conoscere il patrimonio italiano e per aprire finestre sulla storia e sull’arte normalmente poco accessibili. Grazie al lavoro instancabile di migliaia di volontari, il programma è ricchissimo e copre tutta la Penisola, da nord a sud, riscoprendo angoli spesso dimenticati. Il pubblico, attratto dalle aperture gratuite, può così scoprire un patrimonio variegato, dai borghi medievali ai complessi monumentali, fino ai musei più moderni. L’edizione 2026 conferma il successo di un progetto che, anno dopo anno, si radica sempre più nella promozione culturale del Paese.
