Nel cuore di Torino, le Officine Grandi Riparazioni raccontano una storia di trasformazione. Dieci anni fa, quel vasto spazio di 35.000 metri quadrati, un tempo animato dal ritmo dei treni, ha cambiato volto: da area industriale a polo culturale e innovativo. Ora, un nuovo progetto ambizioso prende forma. Le corti interne, un tempo semplici spazi di servizio, diventeranno entro il 2027 una vera biosfera urbana. Qui, natura, arte e socialità si intrecceranno, dando vita a un’oasi di benessere e cultura, aperta a chiunque voglia immergersi in un ambiente unico nel suo genere.
Tra passato e futuro: il progetto che trasforma le corti
A firmare questo intervento è lo studio torinese Lamatilde, attivo dal 2007 e specializzato in interior design. Gli architetti hanno voluto mantenere un legame forte con la storia industriale del sito, prendendo spunto dalla geometria dei binari e dai carrelli usati un tempo per muovere i materiali. Il risultato sono due grandi corti, Est e Ovest, con altezze e forme variabili, arricchite da aree verdi, specchi d’acqua e panchine distribuite per offrire spazi di sosta e incontro. I rendering mostrano ambienti pensati per ospitare una vegetazione rigogliosa, integrata con arredi urbani studiati per trasformare la visita in un’esperienza sensoriale.
L’idea è chiara: da un lato ricordare le radici industriali del complesso, dall’altro fare delle corti un punto di riferimento ecosostenibile per la città. Un luogo capace di resistere alle sfide del clima con soluzioni innovative, che non siano solo funzionali ma anche belle da vedere. Lamatilde punta a creare una vera e propria biosfera urbana, dove ogni elemento aiuta a regolare luce, temperatura e umidità, rendendo più piacevoli soprattutto le giornate estive.
Le corti come risposta al caldo in città
Negli ultimi anni l’Italia ha visto estati sempre più calde e afose, con effetti pesanti sulle città e sulla vita di tutti i giorni. La riqualificazione delle corti delle OGR nasce proprio come risposta a questo problema. Il progetto sfrutta piante, arbusti, fiori e specchi d’acqua per creare un microclima più fresco e accogliente. Il verde e l’acqua agiranno come un vero e proprio “polmone” contro il caldo, offrendo zone d’ombra naturale e un sollievo tangibile nelle ore più calde.
Ma non è solo questione di comfort. Questo ecosistema verde favorirà anche la biodiversità urbana, proteggendo e richiamando uccelli e insetti impollinatori, essenziali per l’equilibrio naturale in città. La varietà di piante aiuterà a filtrare l’aria, ridurre l’inquinamento e mantenere un livello di umidità più stabile. Un progetto che vuole essere un modello per la progettazione urbana che si adatta ai cambiamenti climatici.
Due corti, due anime per la città
La trasformazione riguarderà in modo diverso la Corte Est e la Corte Ovest, entrambe fondamentali per il complesso. La Corte Est, affacciata su Corso Castelfidardo, sarà uno spazio pensato per il relax. Qui troveranno posto luci a LED, sistemi di nebulizzazione per rinfrescare l’aria e attrezzature per installazioni artistiche e musicali. L’idea è di creare un ambiente dove passare il tempo all’aperto anche nelle giornate più calde, con un clima fresco e allo stesso tempo stimolante sul piano culturale.
La Corte Ovest avrà invece un taglio più produttivo e didattico. Saranno realizzati orti urbani e sistemi agroforestali, pensati come laboratori per studenti e giovani. Non mancheranno spazi per studio, lavoro e convivialità, oltre a eventi e iniziative per favorire lo scambio culturale e la partecipazione della cittadinanza.
Questo doppio approccio trasforma le corti in un luogo versatile, capace di adattarsi alle esigenze della comunità torinese e di diventare un punto di incontro che stimola sia il benessere che la cultura.
L’arte contemporanea al centro delle nuove corti
Il valore culturale delle corti sarà rafforzato dalla collaborazione con la Fondazione Arte CRT, che ha in programma un ricco calendario di eventi artistici. Nell’aprile 2027, con l’apertura degli spazi, si inaugurerà la prima mostra di opere temporanee e permanenti, seguita da una seconda esposizione in autunno, durante la Torino Art Week.
Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione, ha spiegato che “l’obiettivo è creare un museo a cielo aperto dove arte, architettura e spazio pubblico si incontrano, offrendo occasioni di confronto e scoperta per il pubblico.” Artisti di fama internazionale realizzeranno opere pensate appositamente per questo ambiente urbano, mettendo l’arte al centro delle relazioni sociali.
Questa fusione tra natura e creatività segna un tratto distintivo del progetto, consolidando le OGR come un fulcro di innovazione culturale e sociale per Torino.
Quando iniziano i lavori e la visione della Fondazione CRT
I lavori prenderanno il via a novembre 2026 e dureranno fino alla primavera del 2027. Un altro passo avanti per le OGR, concepite fin dall’inizio come un organismo in continua evoluzione, capace di reinventarsi nel tempo.
Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione CRT, ha sottolineato il ruolo centrale del verde in questa nuova fase. Un elemento essenziale per creare spazi accoglienti e sostenibili, che aiutino a mitigare gli effetti del cambiamento climatico, favoriscano la biodiversità e migliorino la qualità della vita in città. “Questo intervento darà vita a un polmone verde nel cuore di Torino.”
Il progetto conferma la volontà di mantenere le OGR come un laboratorio vivente di sperimentazione urbana e culturale, dove ogni cambiamento diventa un’occasione di crescita per tutta la comunità.
