Davide trascorre le sue giornate vendendo libri usati in una piazza di Roma, in un ritmo che sembra immutabile. Poi, un giorno qualunque, davanti al suo chiosco compare un bambino nordafricano e, da quel momento, tutto cambia. La città, spesso distante e indifferente, si trasforma in un teatro di incontri inattesi, di vite che si sfiorano tra vicoli e piazze. Nel suo nuovo film, Gianni Amelio non si limita a raccontare una storia personale: mette sotto la lente due città italiane, Roma e Orvieto, rivelandone i volti più veri e nascosti.
Davide: tra solidarietà e scontri quotidiani
Davide, interpretato da Alessandro Borghi, vive in modo semplice. Gestisce un chiosco di libri usati nel cuore di Roma. Le sue giornate sono fatte di letture e incontri fugaci, fino a quando un bambino nordafricano si presenta chiedendo aiuto. Da qui parte una serie di situazioni che lo mettono faccia a faccia con storie di emarginazione spesso ignorate dalla città. Quel bambino non lo lascia più: lo segue passo passo, diventando una presenza costante.
Quando un incidente stradale lo costringe a portare il bambino in ospedale, Davide si scontra con una realtà dura, fatta di dolore, paura e qualche timido barlume di speranza. Qui incontra Aminah, un’adolescente incinta arrivata dall’Algeria su un barcone, ancora impaurita dal futuro. Offrendole rifugio, il suo appartamento si trasforma in un punto di passaggio per tanti senza dimora, persone in cerca di un pasto caldo o di una parola amica.
Ma non è tutto rose e fiori. I vicini di casa, infastiditi, chiamano la polizia, mettendo Davide sotto pressione. Il film mostra il dramma di chi si trova a dover scegliere tra la legge e il cuore, in una città dove la solidarietà rischia di infrangersi contro l’indifferenza e la paura. Davide scopre presto che la realtà è molto più complicata di quanto pensasse, piena di responsabilità morali e scelte difficili.
Roma: bellezza e realtà nascoste sotto la lente di Nessun Dolore
Roma si presenta con due facce. Nel quartiere Prati si vedono palazzi eleganti, viali pieni di alberi e boutique di lusso. Piazza Risorgimento, dove si trova il chiosco di Davide, è stata riqualificata di recente: ora è un luogo aperto e accogliente, dove i romani passeggiano o si concedono un gelato.
Al contrario, l’Esquilino appare come un vero e proprio mosaico di culture. Vicino alla stazione Termini, è un quartiere denso di storie di mobilità e marginalità. Via Giolitti, con la sua folla varia, fa da sfondo ai momenti in cui Davide cerca il bambino scomparso. Qui la convivenza non è mai semplice, ma ogni giorno è una sfida.
Il litorale di Ostia invece offre una pausa. Le sue spiagge e il mare calmo fanno da contrappunto alla frenesia della città. Ostia diventa così un limbo urbano, un confine tra la vita metropolitana e una fuga temporanea, aggiungendo spessore alle atmosfere del film.
Orvieto: le radici di Davide tra storia e memoria
Orvieto non è solo uno sfondo, ma un luogo fondamentale per la storia del protagonista. La città umbra, arroccata su una rupe di tufo, con il suo Duomo, la Torre del Moro e il pozzo di San Patrizio, porta con sé una storia millenaria che si intreccia con il presente di Davide. Scegliere Orvieto come origine del protagonista dà alla trama un senso profondo di appartenenza.
Le riprese sono passate da piazza Raneri, cuore della vita cittadina, all’ingresso della città, introducendo lo spettatore agli spazi familiari di Davide. Anche piazza d’Armi e l’ex Caserma Piave compaiono sullo schermo, con la loro bellezza autentica e la memoria storica. Questi luoghi evocano stabilità e identità, un punto di riferimento per Davide nonostante le tensioni di Roma.
Orvieto mette in luce il contrasto tra il calore raccolto di un centro storico e la complessità della vita metropolitana. La città diventa così un rifugio, un appiglio emotivo per Davide nei momenti più difficili, un punto fermo sospeso tra passato e presente.
