A piazza San Silvestro, all’Aquila, Palazzo Farinosi Branconi ha riaperto le sue porte dopo anni di silenzio. Cinque secoli di storia, custoditi tra quelle mura, tornano a raccontarsi in un luogo che non è solo un museo, ma un vero e proprio cuore pulsante di cultura. Il terremoto del 2009 aveva spezzato quel legame, lasciando ferite profonde. Oggi, grazie a un restauro minuzioso, il palazzo rivive: accoglie visitatori, studiosi, appassionati, offrendo nuovi spunti di scoperta. Dietro questa rinascita c’è BPER Banca, che ha scelto di investire nel futuro della città, legando memoria e arte a una comunità pronta a guardare avanti.
Dal sisma alla rinascita: come è tornato a nuova vita Palazzo Farinosi Branconi
Nel cuore dell’Aquila, Palazzo Farinosi Branconi racconta secoli di storia e trasformazioni. Nato nel XVI secolo, il palazzo si è ampliato nel tempo, inglobando l’edificio accanto e creando un complesso unico in città, con due cortili interni e molteplici ingressi. Il terremoto del 2009 ha danneggiato pesantemente la struttura e le preziose decorazioni e affreschi al suo interno. Il restauro è stato lungo e complesso: non si è trattato solo di sistemare i muri, ma di conservare un patrimonio artistico raro. Le tecniche adottate hanno salvaguardato il valore storico, mentre gli impianti sono stati aggiornati per garantire sicurezza e comfort ai visitatori.
Una sfida per architetti e restauratori, come spiega Vera Donatelli, responsabile del Polo Culturale BPER. Ogni dettaglio, dalle luci al posizionamento delle opere, è stato studiato per armonizzarsi con la struttura, rispettando lo spirito originale e valorizzandone le peculiarità. Palazzo Farinosi Branconi non è più solo un monumento da guardare da fuori, ma un luogo vivo dove cultura, ricerca e partecipazione si incontrano. Grazie ai molteplici ingressi e ai due cortili, il museo offre oggi un’esperienza ricca e ben collegata con il centro città.
La collezione BPER: un ponte tra passato e presente nel cuore dell’Aquila
Il museo ospita una parte significativa della Corporate Collection di BPER Banca, una raccolta che va oltre i dipinti, includendo documenti d’archivio, materiali storici e progetti di restauro. Nasce così una narrazione a più livelli che mette in dialogo antico e contemporaneo. Ci sono due percorsi espositivi: uno permanente con opere storiche e artistiche, e uno temporaneo dedicato a mostre a tema, spesso inedite, sul patrimonio culturale locale.
La mostra temporanea attuale ricostruisce la storia del palazzo, offrendo una chiave di lettura profonda del luogo e della sua trasformazione in polo culturale. Documenti d’archivio, recuperati grazie a studiosi come Chiara Pulini, raccontano l’acquisto dell’immobile negli anni Ottanta da parte della Cassa di Risparmio. Quegli atti raccontano la volontà di preservare uno spazio di grande valore civile e culturale per la città, non solo come investimento, ma come patrimonio di tutti. La mostra spiega bene come questa scelta risponda alle esigenze e alla storia di un’Aquila che guarda avanti.
Scrigno di memorie: cinque secoli di arte del Sud nelle sale nobiliari
Al centro del museo, sul piano nobile, c’è la mostra permanente “Scrigno di memorie”, che ripercorre la produzione artistica del Sud dal Quattrocento al Novecento. I professori Michele Maccarini e Luca Pizzuto hanno scelto un percorso non strettamente cronologico, ma tematico e territoriale, per mettere in relazione artisti, scuole e contesti, offrendo così una lettura coinvolgente e coerente della storia locale.
Il dialogo tra le opere e gli ambienti del palazzo è uno dei punti forti della mostra. Nella parte rinascimentale si possono ammirare affreschi, decorazioni lignee e dipinti di maestri come Saturnino Gatti e Cola della Matrice, noto anche come architetto e progettista della facciata del Duomo di Ascoli Piceno. La seconda ala, di stile barocco, ospita opere dei secoli successivi, con nomi di spicco come Luca Giordano, Mattia Preti, Salvator Rosa e Francesco Solimena, che legano storia e stile in un filo continuo.
Tra gli ambienti più suggestivi c’è la sala di San Clemente, decorata con affreschi originali che raccontano le “Storie di San Clemente”. Realizzati nei primi anni del Seicento da un artista locale, questi affreschi colpiscono per l’eleganza e la complessità compositiva, rare per l’Abruzzo ma tipiche delle corti europee dell’epoca. Nonostante i danni del terremoto, i restauri stanno riportando alla luce questo tesoro, con i pannelli affrescati che presto torneranno a mostrare tutto il loro splendore.
I protagonisti della collezione BPER: un viaggio nell’arte abruzzese e meridionale
Le opere del museo mettono al centro gli artisti che hanno segnato la storia artistica dell’Abruzzo e del Sud Italia. Si parte dai maestri del Quattrocento come Saturnino Gatti e Cola della Matrice, figure chiave della cultura regionale, con opere presenti anche al Museo Nazionale d’Abruzzo e citazioni nelle “Vite” di Giorgio Vasari.
Le sale dedicano spazio anche alla Scuola Napoletana, con nomi come Luca Giordano e la sua raffinata “Sacra Famiglia con annuncio ai pastori”, insieme a Marco Pini. La fine del Seicento e l’inizio del Settecento vedono protagonisti Mattia Preti e Salvator Rosa, artisti la cui influenza ha superato i confini regionali. Nella sezione dedicata ai paesaggi spiccano Francesco De Mura e Francesco Solimena, noti per le loro atmosfere delicate e realistiche.
L’ala seicentesca si apre poi all’Ottocento e al Novecento con autori come Teofilo Patini, Francesco Paolo Michetti e Giuseppe Casciaro, che hanno saputo unire tradizione e innovazione, raccontando la cultura artistica abruzzese di quegli anni. A chiudere il percorso, una sorpresa: una pala d’altare su tavola, restaurata con cura e attribuita al Maestro dei Polittici Crivelleschi, un capolavoro che testimonia la ricchezza e la continuità della tradizione locale.
Come visitare il Polo Culturale BPER nel cuore di L’Aquila
Il Polo Culturale BPER si trova in Piazza San Silvestro 67, nel centro dell’Aquila. È aperto da giovedì a domenica, con orari pensati per offrire la migliore esperienza possibile. Il giovedì apre solo al pomeriggio, dalle 14 alle 19, mentre venerdì, sabato e domenica l’ingresso è consentito dalle 10 alle 19, con ultimo accesso mezz’ora prima della chiusura, alle 18.
I biglietti costano 8 euro intero, 6 euro ridotto e 4 euro per alcune categorie. Si possono comprare direttamente sul sito ufficiale, dove si trovano anche informazioni su mostre ed eventi. Questa apertura è un’occasione nuova per la città, che torna ad avere un museo all’altezza, capace di unire la cura del passato con l’energia di una proposta culturale viva e aperta.
