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Eccellenza nel turismo: cosa conta davvero per il viaggiatore italiano secondo SiViaggia a TTG 2026

«Non voglio un hotel a cinque stelle, ma un’esperienza vera». Questa frase, pronunciata da un viaggiatore italiano durante il TTG Travel Experience di Rimini, riassume un cambiamento in atto nel turismo nazionale. Non si cercano più solo lusso sfrenato o ville da sogno con budget illimitati. La vera eccellenza, oggi, sta nella qualità autentica, in qualcosa che parli al cuore e alle aspettative concrete di chi viaggia. Lo conferma la tavola rotonda organizzata da SiViaggia e Hopscotch Italy: l’italiano vuole sentirsi soddisfatto, non sopraffatto, e quella soddisfazione genera il passaparola più efficace che ci sia. Niente ostentazione, solo scelte sincere e di valore.

Il turismo italiano tra mare, montagna e la riscoperta dei piccoli borghi

A guidare il dibattito è stata la giornalista Barbara Del Pio, che ha presentato dati freschi raccolti da Travellyze, piattaforma specializzata nell’analisi dei comportamenti di viaggio degli italiani. La prima cosa che emerge è la conferma delle destinazioni preferite: mare e montagna restano in cima alla lista con il 61,7% e il 37,9%. Ma più interessante è la crescita dell’attenzione verso borghi e piccoli centri, scelti dal 46,2%, ben davanti alle grandi città. Questo trend racconta una voglia di vacanze più lente, fatte di relax e tranquillità, che rappresenta la motivazione principale per quasi la metà dei viaggiatori.

Il turismo italiano si mostra dunque versatile e ricco di sfumature: dietro la vacanza c’è la ricerca di esperienze che uniscono riposo, scoperta culturale e autenticità. Il turista non cerca più solo mondanità e lusso sfrenato, ma vuole vivere momenti più intimi e personali, scoprendo angoli meno battuti.

Dove si alloggia: vincono hotel 3-4 stelle, b&b e case private

Anche nella scelta dell’alloggio gli italiani puntano su qualcosa di concreto e funzionale, senza strafare. Franco Di Pietro, amministratore delegato di Yalla Yalla, ha spiegato come la maggior parte dei viaggiatori preferisca hotel a 3 e 4 stelle , seguiti da bed & breakfast e case private . Al contrario, gli hotel a 5 stelle raccolgono solo il 9,5% delle preferenze, mentre le catene internazionali restano marginali con il 7,8%.

Questi dati mostrano come la qualità percepita si leghi più alla sostanza, al comfort e all’accoglienza che a standard troppo elevati o marchi famosi. La scelta di strutture più piccole o familiari sottolinea la voglia di un contatto diretto con il territorio e la comunità locale.

Il valore dell’eccellenza passa dalla fascia medio-alta

Durante la tavola rotonda si è parlato anche di budget e soddisfazione. Michela Marzoli, direttrice marketing e comunicazione di Club del Sole, ha ricordato che non è detto che spendere di più significhi essere più soddisfatti. Secondo lo studio Travellyze, il massimo della soddisfazione si registra nella fascia di spesa medio-alta, tra 10.000 e 20.000 euro all’anno.

Si tratta di una clientela matura, spesso di mezza età o senior, che bada più alla qualità complessiva dell’esperienza che alla spesa pura. Per loro contano autenticità, benessere e arricchimento personale. Questo segmento è molto studiato dalle aziende del settore, perché ha non solo capacità di spesa, ma anche di influenzare altri viaggiatori con consigli concreti e diretti.

Soddisfazione e passaparola: i veri indicatori dell’eccellenza turistica

Il messaggio più chiaro che arriva da Rimini è che oggi l’eccellenza nel turismo si misura soprattutto dalla soddisfazione del viaggiatore. Non conta solo il lusso o quanto si spende, ma soprattutto la voglia di consigliare spontaneamente l’esperienza fatta. Il passaparola diventa così il vero metro per capire se una vacanza è stata all’altezza.

Una vacanza di qualità lascia un segno di autenticità e valore, capace di innescare raccomandazioni e costruire reputazioni. Gli italiani, con la loro crescita culturale e nuove abitudini di consumo, premiano le strutture e le destinazioni che sanno raccontare un’esperienza vera, non standardizzata. Per chi lavora nel turismo, il messaggio è chiaro: bisogna puntare su questi elementi, sia nell’offerta che nella comunicazione.

L’analisi di Rimini cambia il modo di guardare all’eccellenza nel turismo italiano. I dati parlano chiaro: a fare la differenza sono autenticità, equilibrio e qualità complessiva, non lusso ostentato o esclusività fine a se stessa. È un’evoluzione importante che disegna il profilo di un viaggiatore più consapevole, capace di scegliere e di suggerire con convinzione.

Redazione

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