Nel cuore di Borgo San Paolo, a Torino, un parcheggio si trasforma in un teatro d’arte pulsante. Il Parcheggio Lancia, solito rifugio per auto in sosta, ha messo da parte i veicoli per accogliere la quindicesima edizione di The Others Art Fair. Fino al 1° novembre 2026, questo spazio si anima con 54 espositori provenienti da Italia, Europa e Sud America. Non è la solita fiera commerciale: qui si mescolano gallerie, sei progetti speciali e una sezione dedicata alla videoarte, che presenta dieci opere in concorso per sei premi. L’atmosfera cambia, si fa vibrante, e chi passa non può fare a meno di sentirsi coinvolto.
“Sosta Temporanea. Forme di permanenza in uno spazio di passaggio” è il titolo che guida questa edizione, un invito a riflettere su qualcosa di semplice eppure spesso dimenticato: fermarsi. In una realtà che corre e spara immagini senza sosta, The Others suggerisce di rallentare, di dare peso al momento del “qui e ora”, anche se breve. Lorenzo Bruni, direttore artistico, sottolinea l’importanza di guardare con più attenzione il contesto che ci circonda. Quel parcheggio, nato per soste veloci, diventa il simbolo di questa riflessione: non solo un luogo fisico, ma un invito a vivere il tempo in modo diverso, a interrogarsi sul rapporto tra esperienze individuali e cambiamenti sociali.
Le opere in mostra seguono questa linea, offrendo punti di vista diversi su presenza e passaggio, stimolando una pausa attiva, non vana. Il progetto si lega al ritmo frenetico della città, che spesso non lascia spazio a momenti di vera riflessione. Qui, un punto di transito si trasforma in un luogo dove scambiare idee e approfondire il senso dell’arte.
Nel 2011, Roberto Casiraghi e Paola Rampini hanno dato vita a The Others con un obiettivo chiaro e ambizioso: creare a Torino uno spazio per l’arte contemporanea indipendente, fuori dai circuiti tradizionali e dai grandi mercati. Nel tempo, la manifestazione ha mantenuto questa vocazione collettiva, diventando un punto di riferimento per chi cerca nuove voci e sperimentazioni audaci. Oggi il messaggio non è cambiato: la cultura può e deve essere un’alternativa al modello industriale che ha segnato la città per decenni.
Il Parcheggio Lancia incarna questa trasformazione. Nato come simbolo della Torino industriale e dell’auto, ha messo in pausa la sua funzione originale per aprirsi all’arte. Casiraghi sottolinea come questo gesto sia anche un segnale per la città: il passato produttivo ha plasmato profondamente il tessuto sociale ed economico, ma ora si può pensare a una nuova “industria” fatta di creatività, cultura e inclusione. Le performance, i dibattiti e i progetti dedicati ai giovani mostrano un impegno concreto nel coinvolgere le nuove generazioni, offrendo loro un’alternativa reale e culturale.
Gli spazi del Parcheggio Lancia raccontano un’arte contemporanea che si muove senza barriere. La tradizionale divisione tra figurazione e astrazione si fonde con le nuove tecnologie, le immagini digitali e persino l’intelligenza artificiale. Tra gli espositori spiccano alcune gallerie che portano contributi originali. Colombo’s Gallery di Milano, per esempio, mette in dialogo astrazione e figurazione attraverso opere tessili e su carta di Bertrand Loubé, dipinti a olio di Max Rohr e le creazioni di Iryna Maksymova, in un gioco di materiali e visioni ricco e sfaccettato.
Dalla Spagna arriva G Gallery di Barcellona, che approfondisce il tema della sospensione temporale, riprendendo il filo conduttore del festival. A completare il quadro c’è LO MAGNO Arte Contemporanea da Modica con “Le Bateleur”, una grande installazione che rilegge la figura umana attraverso i Tarocchi di Marsiglia. Tra le novità più interessanti, Black Effect Gallery, nuova realtà torinese fondata da una coppia italo-afroamericana, porta in mostra artisti internazionali dall’Africa e dalla diaspora, come Bless Hirwa dal Ruanda e Oluwatobiloba Fasalejo dalla Nigeria. Le loro opere indagano temi di identità, memoria e spazio, portando nuove prospettive nel dibattito artistico locale e nazionale.
The Others Art Fair conferma così il suo ruolo di appuntamento di riferimento nel panorama culturale europeo, capace di trasformare un parcheggio in una fucina di arte contemporanea indipendente e sperimentazione.
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