Gagliano Aterno si aggrappa al fianco del monte Sirente come un gioiello dimenticato. Le sue pietre antiche, strette tra boschi e la valle Subequana, sembrano custodire un Abruzzo nascosto, dove il tempo rallenta e i silenzi parlano più delle parole. Le strade di pietra si perdono in panorami vasti, e qui la vita segue ancora il battito delle stagioni. Ma non è solo un borgo che aspetta: sotto la calma apparente, si muovono progetti concreti. Rigenerare vecchie case, animare spazi con cultura e socialità, è la sfida lanciata per fermare lo spopolamento che minaccia di svuotare queste terre.
Il castello medievale: una fortezza che racconta storie di potere e nobiltà
Il simbolo di Gagliano Aterno è il suo castello, che domina la valle dall’alto del colle. Nato alla fine del XII secolo per mano dei Conti dei Marsi, è sempre stato un punto strategico per il controllo del territorio. Le sue mura doppie, le torri cilindriche e una torre poligonale affascinano ancora oggi. Il ponte sul fossato conduce alla parte interna, sorprendentemente ben conservata nonostante i secoli.
Dietro l’aspetto austero si cela però un palazzo elegante, con un cortile centrale che ospita un pozzo, un portico e una loggetta finemente decorata. La scenografica scalinata a giorno conferisce al castello un’aria signorile, testimoniando la sua doppia funzione di roccaforte e dimora nobiliare. Nel XIV secolo, la contessa Isabella d’Aquino fece ampliare la struttura, che nei secoli passò poi nelle mani di famiglie illustri come i Piccolomini e i Barberini. Oggi il castello è privato, ma in alcune occasioni si apre al pubblico per eventi organizzati dal Comune.
Un dettaglio curioso lega il borgo a una figura storica importante: San Francesco d’Assisi, che secondo la tradizione soggiornò qui nel 1216 come ospite dei Conti di Celano. Una lapide ancora visibile ricorda quel breve passaggio, aggiungendo un tassello prezioso alla memoria locale.
Tra piazze e monumenti: la vita medievale che resiste
Passeggiare per le vie di Gagliano Aterno è come fare un salto indietro nel tempo. Piazza del Popolo, ai piedi del castello, attira lo sguardo con una fontana del 1344. Voluta da Isabella d’Acquaviva, si distingue per le tre nicchie decorate da archi a sesto acuto. Vicino a uno di questi archi si legge un’iscrizione gotica che racconta la sua storia. Accanto alla fontana c’è un antico abbeveratoio, un ricordo tangibile di come la comunità si affidava a questi punti per l’acqua degli animali.
L’eredità religiosa si percepisce nella Chiesa di San Martino e nell’ex Convento di Santa Chiara, donato alle clarisse nel XIII secolo e ristrutturato tra Cinquecento e Seicento. Oggi l’ex convento ospita un museo dedicato all’orso marsicano, simbolo delle montagne abruzzesi e di un territorio duro ma affascinante. Questo museo aggiunge un tocco culturale al borgo, mantenendo vivo il legame tra natura e comunità.
La libreria dell’usato: una scommessa culturale per il futuro
Non è solo il Medioevo a segnare Gagliano Aterno. Nel 2024, il paese ha accolto una novità che parla di presente e futuro. La libreria dell’usato Simon Tanner, con una lunga storia a Roma, ha scelto proprio questo borgo per il suo nuovo punto vendita. Rocco Lorusso e Vincenzo Goffredo hanno trasportato circa 24 mila libri con diciassette viaggi dalla Capitale fino qui. Una scelta coraggiosa che unisce cultura e attenzione per i territori interni in crisi demografica.
La libreria ha aperto durante il Festival Libriganzi 2024 e si inserisce in un movimento più ampio di rinascita. Non si tratta solo di conservare libri, ma di creare un luogo d’incontro, dove la cultura diventa motore di socialità, richiamo per visitatori e stimolo per riportare vita nel borgo. L’esperimento di Gagliano Aterno è un segnale forte: si può guardare avanti senza dimenticare le radici, offrendo un modello concreto di rigenerazione.
Come arrivare a Gagliano Aterno: tra natura, storia e tranquillità
Gagliano Aterno si trova in provincia dell’Aquila, immerso nella valle Subequana e nel Parco Naturale Regionale Sirente-Velino. In auto è facilmente raggiungibile dall’Aquila passando per San Demetrio ne’ Vestini e Acciano. Chi arriva da Roma o Pescara può prendere l’autostrada A25, uscire a Pratola Peligna-Sulmona e proseguire verso Raiano e Castelvecchio Subequo.
Per chi preferisce i mezzi pubblici, la stazione ferroviaria di Molina-Castelvecchio Subequo sulla linea L’Aquila-Sulmona è la più comoda. Da lì si può camminare per circa quattro chilometri e mezzo, meno di un’ora a piedi, o prendere un autobus che copre la stessa distanza in pochi minuti.
Il borgo è il posto giusto per chi cerca un tuffo nella natura e nella storia, lontano dalle mete turistiche affollate. Le sue architetture, i paesaggi e le iniziative culturali raccontano un paese vivo, che si aggrappa al passato senza perdere di vista il domani.
