Il 10 e 11 ottobre, per due giorni, l’Italia si svela ai curiosi. Sono oltre 700 i luoghi – tra palazzi, chiese, giardini e angoli naturali – che aprono le loro porte in 350 città, in occasione delle Giornate FAI d’Autunno. Edizione numero quindici, un’occasione per scoprire spazi spesso nascosti o chiusi al pubblico. Tra le regioni più attive, la Puglia spicca con percorsi che uniscono storia e natura, raccontati da giovani volontari appassionati. In particolare, si segnala l’apertura straordinaria di Palazzo Miani a Polignano a Mare, mai visitabile prima, e un itinerario affascinante lungo i sentieri di Castellana Grotte. Due tappe che restituiscono un pezzo autentico del patrimonio locale, in un mosaico culturale sempre più ricco.
Polignano a Mare si scopre: Palazzo Miani apre le porte per la prima volta
Polignano a Mare si presenta con una novità: per la prima volta Palazzo Miani, noto anche come Palazzo Marchesale, apre al pubblico nelle Giornate FAI d’Autunno. Nel cuore del centro storico, questo edificio privato mostra una facciata monumentale e custodisce più di cinque secoli di storia. La parte più antica risale al XV secolo, quando era dimora dei signori feudali. Nel tempo è stato ampliato e rinnovato fino a diventare la residenza che conosciamo oggi, con un cortile interno, una loggia e un grande scalone settecentesco.
Nel weekend di ottobre sarà possibile visitare gli spazi con turni ogni 20 minuti; la visita dura circa 40 minuti. Si potrà attraversare il cortile, la loggia e i saloni del piano nobile, dove soffitti decorati, arredi d’epoca e tracce delle famiglie nobili raccontano un passato denso e complesso. L’ingresso prevede un contributo a sostegno delle attività del FAI; non serve prenotazione, per favorire la massima partecipazione. Gli orari vanno dalle 9 alle 13.30 e dalle 15 alle 19, con diverse possibilità durante la giornata.
Questa apertura è un’occasione rara per scoprire Polignano da un’angolazione nuova, entrando in un palazzo solitamente chiuso. Palazzo Miani diventa così il cuore di una narrazione che unisce architettura, storia e arte in uno dei borghi più amati della Puglia. La sua prima partecipazione alle Giornate FAI sottolinea l’importanza di valorizzare il patrimonio locale con eventi di respiro nazionale.
Castellana Grotte, un viaggio tra natura e storia tra chiese, gravinelle e la neviera del ’700
A Castellana Grotte si propone un percorso che mette insieme acqua, pietra e storia umana, raccontando come questo territorio si sia formato e vissuto nel tempo. Il tragitto comprende quattro tappe: la Chiesa della Madonna della Grotta, le Gravinelle, la Neviera di Genna e la Chiesa di San Nicola. La visita è libera, così ognuno può scegliere tempi e modi.
La Madonna della Grotta è una cavità naturale conosciuta come luogo sacro fin dal 1091. Storia, leggenda e devozione si intrecciano in uno spazio carico di significati. All’interno della chiesa c’è una mostra fotografica dedicata alle alluvioni del 1896 e del 1968, eventi che hanno segnato profondamente Castellana Grotte. Un’aggiunta che dà spessore umano e storico alla visita.
Le Gravinelle sono due voragini profonde circa 37 metri, esempi tipici del paesaggio carsico. Qui si vede come l’acqua piovana scompare nel terreno, un fenomeno naturale che ha influenzato il territorio e la vita locale. Questa tappa mette in luce gli aspetti naturalistici e scientifici della zona.
Si prosegue con la Neviera di Genna, un edificio del Settecento usato per conservare la neve e produrre ghiaccio prima dell’arrivo della refrigerazione. Inserita in un contesto rurale, racconta un’antica tecnica per gestire le risorse naturali. Nelle vicinanze c’è la Chiesa di San Nicola, che parla della vita religiosa e sociale delle comunità agricole.
A completare il quadro, un vigneto storico vicino alla Neviera: le viti tradizionali custodiscono la memoria agricola del territorio e offrono agli iscritti FAI la possibilità di degustazioni. Questo legame tra natura, storia e cultura del vino rende il percorso ancora più coinvolgente.
L’itinerario di Castellana Grotte si distingue per la capacità di unire ambiente naturale e vita di comunità, facendo di ogni tappa un pezzo di un mosaico affascinante. Lasciare libertà di scelta ai visitatori rende la scoperta più personale e intensa.
