Il 22 ottobre 2026, un’opera di Claude Monet ha fatto tremare la sala d’asta di Sotheby’s a Parigi. Il dipinto Iris è stato aggiudicato per 50 milioni di euro, una cifra che ha spezzato ogni record nel mercato francese. Quarantacinque minuti di rilanci frenetici, telefonate incrociate e sguardi tesi: la tensione era palpabile tra collezionisti, esperti e appassionati ammassati in Rue de Faubourg. Non capita spesso di assistere a un’asta così serrata, con un prezzo che vola così in alto.
Iris, un capolavoro dell’ultima fase di Monet
Realizzato a metà degli anni Venti, Iris appartiene al periodo finale della produzione di Monet. Qui il maestro impressionista si lascia andare a pennellate più libere, con colori intensi e una luce naturale che domina la scena in modo unico. Il dipinto proviene dalla celebre Collezione Schlumberger, una raccolta prestigiosa, spesso tenuta lontana dai riflettori e con molte opere mai viste prima dal grande pubblico fino a questa asta.
Monet resta un punto fermo per collezionisti e appassionati, e la vendita di Iris ha segnato un momento importante non solo per il valore artistico ma anche per il mercato francese dell’arte. Il prezzo finale ha superato di gran lunga le stime iniziali, fissate tra i 22 e i 30 milioni, confermando il ruolo centrale di Monet nell’impressionismo e nel mercato globale.
La sfida all’ultimo rilancio: sei offerenti in campo
L’asta si è trasformata in un vero e proprio duello tra sei partecipanti, impegnati in una serie di rilanci che hanno tenuto alta la tensione per quasi un’ora. Dopo una prima fase caotica, la sfida si è ridotta a due contendenti, entrambi al telefono: Jen Hua, vicepresidente di Sotheby’s Asia, e Josephine Viat, esperta del Dipartimento di Arte Impressionista e Moderna.
Conosciuto il valore dell’opera, la competizione è stata accesa e tattica. La sala di Sotheby’s a Parigi ha assistito a una partita fatta di pause strategiche e offerte calibrate, con l’adrenalina che saliva a ogni nuovo rilancio. Alla fine, ha avuto la meglio il cliente rappresentato da Jen Hua, un acquirente asiatico che si è aggiudicato il dipinto per 50 milioni di euro. Un segnale chiaro di quanto il mercato asiatico stia giocando un ruolo sempre più decisivo nelle grandi vendite d’arte.
La Collezione Schlumberger e l’asta da primato di Sotheby’s Parigi
La vendita di Iris è stata la punta di diamante di un’asta dedicata tutta alla Collezione Schlumberger, che comprendeva circa 23 opere inedite provenienti dalla stessa raccolta. Oltre a Monet, il catalogo ha messo in luce altri capolavori, rendendo l’evento uno dei più importanti del calendario parigino del 2026.
Il totale incassato ha superato i 74 milioni di euro, stabilendo un nuovo record per Sotheby’s in Francia. Un risultato che conferma la forza di questa collezione, frutto di una selezione artistica di altissimo livello. Il precedente primato, detenuto dal Tête de Caryatide di Modigliani venduto a 43,2 milioni nel 2010, è stato ampiamente superato.
Questa asta segna un passo avanti per il mercato francese dell’arte, mettendo in luce non solo il valore culturale di Monet ma anche la capacità delle case d’aste di valorizzare collezioni private di grande prestigio. Il successo di Sotheby’s a Parigi dimostra anche quanto siano cresciuti l’interesse e la presenza dei compratori internazionali, in particolare quelli asiatici, nelle transazioni di alto livello legate al patrimonio europeo.
