Il MACTE di Termoli si prepara a voltare pagina: Rossella Farinotti sarà la nuova direttrice artistica. Curatrice, critica d’arte e giornalista di lungo corso, Farinotti porta con sé un bagaglio di esperienza che promette di dare nuova linfa al museo molisano, punto di riferimento per l’arte contemporanea nella regione da decenni. Il suo incarico partirà ufficialmente il 1° dicembre 2026, quando raccoglierà il testimone da Caterina Riva, alla guida del MACTE per due mandati consecutivi. I primi dettagli della nuova stagione espositiva arriveranno nei primi mesi del 2027, con una mostra inaugurale prevista per febbraio.
Una scelta mirata per rafforzare e rinnovare il ruolo del MACTE nel panorama artistico italiano
Il Consiglio di amministrazione, guidato dal presidente Paolo De Matteis Larivera, ha scelto con decisione di affidare la direzione artistica a Farinotti. La sua esperienza e visione sono considerate chiavi fondamentali per portare il MACTE verso nuove opportunità. La sfida è doppia: da un lato consolidare il prestigio storico del museo nel sistema artistico nazionale, dall’altro valorizzare un patrimonio che sta attirando sempre più attenzione per qualità e legame con il territorio molisano.
_Farindotti stessa sottolinea l’importanza di un museo aperto e inclusivo, da trasformare in “un crocevia di linguaggi, esperienze e persone”_. Vuole coinvolgere pubblici diversi e ampliare il dialogo culturale, puntando su progetti che mettono in relazione arte contemporanea, paesaggio e spazio pubblico, temi a lei cari e che intende sviluppare anche al MACTE.
Dal Premio Termoli al museo: una storia di arte che cresce nel cuore della città
Il MACTE nasce dal Premio Termoli, istituito nel 1955 e diventato nel tempo un appuntamento fondamentale per l’arte contemporanea italiana. Le opere raccolte negli anni hanno formato una collezione che racconta l’evoluzione delle arti visive, conferendo a Termoli un ruolo di rilievo nella ricerca e nella promozione culturale.
Il museo si trova negli spazi dell’ex mercato cittadino, dove la storia incontra la contemporaneità. Il progetto museale non si limita a custodire opere, ma punta a creare un dialogo continuo tra passato e presente, con mostre, studi e momenti di confronto che coinvolgono pubblico e addetti ai lavori.
In una città distante dai grandi centri artistici, il MACTE è un presidio culturale fondamentale. Il museo deve costruire nuove relazioni con il territorio, attivare comunità e aprire il suo patrimonio anche oltre i consueti percorsi artistici. Per questo la figura di Farinotti, con la sua esperienza e sensibilità verso il territorio, è vista come un valore aggiunto.
Cresce il museo: nuovi spazi e ambizioni per il futuro culturale
Il cambio al vertice arriva in un momento di espansione per il MACTE. È in corso un progetto di ampliamento che prevede nuovi spazi per conservare e mostrare le opere. Tra le novità anche l’apertura di una biblioteca dedicata all’arte contemporanea e interventi per migliorare l’accessibilità, elementi chiave per un museo che vuole stare al passo con le esigenze di pubblico e studiosi.
Questi lavori aprono la strada a un potenziamento delle mostre, ma anche a un incremento delle attività educative e della ricerca. La nuova direzione dovrà far convivere memoria e innovazione, mantenendo vivo il legame con la storia del museo e al tempo stesso proiettandolo verso una crescita sostenibile, capace di affrontare le sfide culturali e sociali del presente.
Rossella Farinotti: tra curatela, critica e insegnamento
Rossella Farinotti è una figura di spicco nel panorama artistico nazionale e internazionale. Il suo lavoro abbraccia curatela, critica d’arte, comunicazione e progettazione culturale. Molto attenta al rapporto tra arte contemporanea, spazio pubblico e rigenerazione urbana, lavora per mettere al centro comunità e luoghi come protagonisti delle esperienze artistiche.
Dal 2016 dirige l’Archivio Gio’ Pomodoro e guida Cremona Contemporanea. Insegna all’Università Cattolica del Sacro Cuore e alla NABA di Milano, occupandosi di comunicazione e promozione culturale. Tra i suoi progetti più noti ci sono PORTOFRANCO a Castelfranco Veneto, la mostra How Far Should We Go? alla Fondazione ICA di Milano e MALDIMARE, un’iniziativa di arte diffusa.
Ha collaborato con enti pubblici e privati, lavorando anche su opere di arte pubblica come La città che sale di Vedovamazzei, realizzata a Milano. Ha legato il suo nome a progetti culturali che uniscono arte e cinema e ha sviluppato iniziative di arte e impresa con brand come Sergio Rossi e Canali.
Come scrittrice, ha contribuito a testate specializzate quali Il Giornale dell’Arte, Flash Art Italia, MYmovies ed Exibart e ha cofirmato dizionari cinematografici. Tra il 2014 e il 2019 ha vissuto tra Milano e Chicago, ampliando il suo network professionale.
Caterina Riva: un bilancio di due mandati al MACTE
Con l’uscita di scena di Caterina Riva si chiude una fase importante per il MACTE. Dal 2020 ha lavorato per definire un’identità scientifica e progettuale solida per il museo, rafforzandolo come luogo di ricerca e confronto oltre che come spazio espositivo.
Riva ha puntato su una gestione collaborativa, valorizzando il contributo di artisti e professionisti. Ha promosso un’idea di museo aperto, dinamico e vivo, capace di dialogare con il territorio e le diverse realtà culturali. Nel congedarsi ha espresso l’auspicio che la nuova direzione continui a far crescere e a innovare questa esperienza.
_La nomina di Farinotti dunque non è solo un cambio di guida, ma la conferma della volontà di portare avanti un cammino di crescita e apertura, facendo del MACTE un museo sempre più centrale nel panorama contemporaneo._
