“Non so più come amare”, confessa Sergio, un uomo che ha imparato a chiudersi dietro un muro di silenzi. Marco Bonini, al suo esordio dietro la macchina da presa, racconta proprio questo: le relazioni familiari, quelle che si consumano nell’intimità delle incomprensioni quotidiane. La sua storia prende vita tra le vie di Roma e il litorale laziale, dove un evento tragico spinge Sergio a confrontarsi con un passato che pensava di aver sepolto. Edoardo Leo, Claudia Gerini e Giovanna Mezzogiorno danno volto e voce a personaggi che non si arrendono, che cercano una via per uscire dal dolore senza nascondere la fragilità maschile. Dietro le quinte, una produzione solida, frutto di un’intesa tra grandi nomi del cinema e della tv italiana, che punta a far emergere una rinascita autentica, lontana da facili semplificazioni.
Tra amori difficili e silenzi: la rinascita di un uomo che impara a sentire
Sergio, interpretato da Edoardo Leo, si ritrova in coma dopo un malore mentre tradisce la sua compagna. Da quel momento inizia un percorso di riscoperta, quasi come un neonato che deve imparare di nuovo a vivere. Prima burbero, distante e convinto che esprimere i sentimenti fosse roba da “fregnoni”, Sergio si confronta con un modo nuovo di sentire. Al risveglio, il rapporto con la famiglia diventa il cuore della storia: la moglie, l’ex compagna, il figlio Giulio devono fare i conti con un uomo profondamente cambiato. Tra tenerezze, risate e momenti di imbarazzo, si costruisce una nuova empatia, difficile ma sincera. Il film affronta una questione attuale e complessa: la mascolinità tossica e la fatica di tanti uomini a riconoscere e mostrare le proprie emozioni. Mostra come un cambiamento dentro possa scuotere e trasformare il mondo intorno.
Roma e il litorale laziale: luoghi che parlano di vita e rinascita
Le riprese si sono concentrate a Roma e lungo il litorale laziale, luoghi scelti per il loro valore simbolico e la forza delle immagini. La Capitale, con la sua storia millenaria, fa da sfondo perfetto a una vicenda che parla di ritorno ai sentimenti veri. Tra le location spicca l’ex ospedale Carlo Forlanini, una struttura storica ormai chiusa, famosa per il suo atrio colonnato e i marmi decorati. Qui Sergio viene portato dopo l’infarto e il luogo diventa un punto di svolta per i personaggi, chiamati a confrontarsi con la fragilità della vita e la speranza di ricominciare. La scelta di questo edificio così carico di memoria aggiunge profondità al racconto.
Un altro set importante è il Parco degli Acquedotti, uno dei polmoni verdi di Roma, noto per le antiche strutture e gli spazi frequentati da romani di ogni età. Qui, nelle scene ambientate anche al campo da calcio dove gioca il figlio di Sergio, si respirano vita quotidiana, incontri e condivisione: elementi fondamentali per costruire un nuovo equilibrio familiare. Infine, i vicoli del Quadraro, con i suoi villini degli anni Trenta e l’atmosfera popolare e multietnica, completano il quadro di una città in continuo mutamento, specchio delle trasformazioni interiori dei protagonisti.
Fiumicino, la semplicità che cura le ferite
Tra le scene girate lungo la costa laziale, spiccano quelle a Fiumicino. Qui Sergio riscopre il piacere delle cose semplici: una passeggiata sulla spiaggia, la compagnia delle persone care, l’aria fresca che calma i pensieri. Il molo e il vecchio faro, luoghi ben riconoscibili, diventano simboli di riflessione e pace. Non sono solo sfondi, ma spazi vivi che raccontano la calma e la speranza di chi ha appena attraversato un trauma, dove amore e fragilità si mescolano nella vita di tutti i giorni.
La scelta di girare in luoghi reali e concreti dà forza al racconto, arricchendolo con dettagli autentici che immergono lo spettatore nell’esperienza del protagonista. Così la città e il mare diventano testimoni silenziosi di una trasformazione possibile, che nasce dentro e si vede fuori.
