Una moschea nelle ex fonderie Nebiolo: così il Comune di Torino ha annunciato il via libera a un ambizioso progetto di riqualificazione urbana nel quartiere Aurora. Quelle aree, abbandonate da decenni, stanno per trasformarsi in un centro multifunzionale, dove la dimensione religiosa convive con spazi culturali e di aggregazione per tutta la comunità. Ma la notizia non è passata inosservata: è scoppiata una polemica infuocata, che mischia politica, propaganda e pregiudizi. Tra tentativi di bloccare l’iniziativa e scontri in consiglio, la partita è appena cominciata. Resta il fatto che, a prescindere dalle tensioni, quella zona di Torino si prepara a cambiare volto.
Scontro politico e tentativi di bloccare la moschea
L’annuncio è arrivato dal sindaco Stefano Lo Russo, che ha espresso il suo appoggio inserendo il progetto nel più ampio piano di riqualificazione delle ex fonderie Nebiolo. Ma la notizia ha subito scatenato polemiche, soprattutto da parte delle forze di centrodestra. Maurizio Marrone, vicepresidente della Regione Piemonte, ha subito annunciato l’intenzione di modificare la legge urbanistica regionale, inserendo distanze minime fra edifici religiosi diversi. Una norma simile a quella già in vigore in Lombardia che, se approvata, potrebbe impedire il permesso per la moschea qualora nelle vicinanze ci fosse una chiesa.
Il dibattito si è subito fatto duro. Fratelli d’Italia ha parlato di “islamizzazione selvaggia”, accusando il progetto di essere parte di una presunta “politica di proselitismo” in quartieri sensibili come Aurora, ironicamente ribattezzato “Torinistan”. Dall’altro lato, la consigliera regionale dem Nadia Conticelli ha difeso il progetto, sottolineandone il valore di inclusione e sicurezza per tutta la comunità. Per lei, riqualificare quell’area è fondamentale per combattere il degrado e favorire una convivenza positiva. Dietro queste posizioni così distanti si nascondono questioni urbanistiche, identitarie e politiche che molte città italiane stanno vivendo.
Un piano più grande della moschea: rigenerazione urbana per le ex fonderie Nebiolo
La riqualificazione delle ex fonderie Nebiolo non si limita alla moschea. Si tratta di un intervento più vasto che punta a recuperare un’area industriale dismessa dagli anni Settanta. Il complesso, nato nel 1922 e un tempo fra i più importanti in Europa per la produzione di caratteri tipografici, versa oggi in uno stato di degrado avanzato. Il progetto prevede di mettere in sicurezza gli edifici, risanarli e trasformarli, restituendo alla città circa 6.000 metri quadrati.
Solo 1.300 metri quadrati saranno destinati alla moschea, capace di accogliere circa mille fedeli. Il resto, circa l’80% degli spazi, sarà invece dedicato a funzioni diverse: uno studentato universitario con 90 posti letto a prezzi calmierati, una biblioteca pubblica con aule studio, spazi per attività culturali e momenti di dialogo interreligioso. L’idea è creare un centro culturale aperto, capace di unire il quartiere e tutta la città. La collaborazione tra la Confederazione Islamica Italiana e l’Aps Al-Waqf ribadisce questo spirito inclusivo.
I lavori dovrebbero partire entro fine 2026 e durare circa tre anni, con un investimento superiore ai 15 milioni di euro. Una parte importante dei fondi arriverà dal Marocco, tramite il Ministero del Culto di Rabat e con il sostegno diretto del re Mohammed VI, a conferma dell’importanza geopolitica dell’iniziativa.
Aurora si prepara a un nuovo volto: storia, cultura e dialogo
Le ex fonderie Nebiolo, all’angolo tra via Bologna e corso Novara, sono un pezzo importante della storia industriale torinese. Per decenni sono state un punto di riferimento nella tipografia europea, grazie alla produzione di caratteri in piombo. Il progetto di recupero punta a tutelare questi edifici storici, sotto il controllo della Soprintendenza ai beni culturali, con il supporto del Politecnico di Torino che ha condotto approfondite ricerche sul complesso e sul quartiere.
Il piano, firmato dall’architetto Vittorio Jacomussi, prevede di conservare le strutture storiche e aggiungere nuove costruzioni funzionali. Al centro sorgerà un giardino, uno spazio verde per l’aggregazione. Qui si innalzerà anche un minareto alto 20 metri, simbolo visibile e punto di riferimento per la comunità musulmana di Torino.
Non mancheranno una galleria d’arte contemporanea e una caffetteria, aperte a tutti, che contribuiranno a trasformare l’ex fonderia in un vero polo culturale. L’accordo garantisce che per almeno 30 anni questi spazi ospiteranno eventi e iniziative promosse dal Comune e saranno accessibili gratuitamente alle associazioni locali. L’obiettivo è dare vita a una nuova centralità sociale e culturale per Aurora, favorendo il dialogo tra religioni e l’inclusione.
Il progetto delle ex fonderie Nebiolo segna una svolta importante per Torino. È un tema che fa discutere, certo, ma porta con sé una concreta opportunità di rinascita urbana. Tocca questioni delicate come l’integrazione, la memoria industriale e la rigenerazione culturale, aprendo nuovi scenari per il futuro della città.
