Il Monferrato è un gioiello nascosto, spesso messo in ombra dalla fama delle Langhe e del Roero. Queste parole, pronunciate da un appassionato del territorio, colpiscono per verità. Qui, le vigne si stendono all’infinito, quasi a voler sfidare l’orizzonte, mentre i borghi, con le loro stradine acciottolate, sembrano sospesi nel tempo. Castelli imponenti, custodi di storie antiche, dominano colline verdi, ricordando epoche lontane. Non è ancora invaso dal turismo di massa; anzi, chi cerca un’esperienza autentica trova nel Monferrato una cartolina vivente. Bastano tre giorni, tra Asti e Alessandria, per lasciarsi avvolgere da un ritmo lento, fatto di natura, arte e sapori genuini.
Tre giorni per entrare nel Monferrato più autentico
Il primo giorno parte da Casale Monferrato, con il suo centro storico vivace e i celebri krumiri, quei biscotti burrosi perfetti per iniziare la giornata. Si continua verso Ozzano Monferrato, dove un imponente castello domina il borgo. Poco lontano c’è Cella Monte, un paese di pietra con l’Ecomuseo e gli infernot, cantine scavate nella roccia che raccontano antiche tradizioni di vino. La giornata finisce a Rosignano Monferrato, arroccato su una rupe: qui si ammira il panorama dal Castello di Uviglie, ideale anche per una degustazione.
Il secondo giorno si sposta verso Cereseto con il suo castello, quindi a Moncalvo, la città più piccola d’Italia. Qui si respira un’atmosfera medievale, tra mura e piazzette, e la cucina celebra il tartufo, specialmente in autunno. Nel pomeriggio tappa a Cocconato, la “Riviera del Monferrato”, con i suoi portici e le botteghe storiche, dove la robiola e altri formaggi sono un must. Il tramonto sulle colline chiude una giornata rigenerante.
Il terzo giorno si allunga verso l’Alto Monferrato. A Tagliolo Monferrato il castello mostra cantine e ambienti medievali ben conservati. Trisobbio ha un borgo raccolto con un maniero intatto. La chiusura è a Gavi, terra famosa per il vino bianco DOCG. Il Forte di Gavi domina il paesaggio con le sue storie e leggende, mentre una degustazione nelle cantine locali suggella un viaggio variegato e intenso.
Borghi da non perdere nel cuore del Monferrato
Tra i borghi più suggestivi, Cella Monte colpisce per le case color miele e le antiche cantine nella roccia, gli infernot, un modo quasi scomparso di conservare il vino. Rosignano Monferrato si fa notare per la sua posizione su una rupe arenaria, con piazze raccolte e una torre civica che sembra vigilare sul tempo. Moncalvo porta con sé un’anima medievale tra mura e torri, e una cucina che ruota attorno al tartufo.
Cocconato ha un fascino particolare con i suoi portici gotici e antichi palazzi, oltre a prodotti caseari di qualità come la robiola. Ozzano Monferrato è più tranquillo, con tracce della storia legata alle miniere di cemento e panorami aperti sulle campagne.
Chi ha qualche giorno in più può spingersi a Garbagna, con la sua piazza alberata, e Volpedo, legato a Giuseppe Pelizza e al suo celebre “Quarto Stato”, simbolo di arte e storia sociale.
Castelli e fortezze: i giganti del Monferrato
I castelli del Monferrato parlano di nobiltà e storia e spesso ospitano cantine per assaggi di vini pregiati. Il Castello di Uviglie a Rosignano si distingue per le torri slanciate e gli ampi spazi verdi, richiamando appassionati di cultura e vino. Il Castello di Tagliolo Monferrato è più vissuto, con la possibilità di soggiornare in ambienti d’epoca che riportano indietro nel tempo.
Il Castello di Trisobbio è una presenza imponente nel paesaggio, mentre quello di Cereseto colpisce per la posizione scenografica, anche solo da fuori. Nel nord Monferrato, il Castello di Camino si affaccia sulle colline e sulla valle del Po. A Gavi, il Forte di Gavi cambia registro: è una fortezza militare su un colle, avvolta da leggende come quella del fantasma di Gavina.
Se il viaggio si prolunga, si possono considerare anche le fortezze di Sannazzaro e Piovera. È sempre bene controllare orari e modalità di visita, perché alcune aprono solo in occasioni speciali o funzionano come hotel.
Le quattro strade del vino per scoprire il Monferrato
Il Monferrato si attraversa attraverso quattro percorsi enologici per circa 700 chilometri. La Strada del Grignolino, 241 km tra Moncalvo, Olivola e Ponzano Monferrato, racconta un rosso fresco e speziato tipico della zona.
La Strada dei Fiumi e del Vino, 125 km nella pianura alessandrina, parte da Cuccaro Monferrato e segue i fiumi Tanaro, Bormida e Belbo. Qui si alternano paesaggi fluviali, campi coltivati e piccoli borghi rurali, per un Monferrato più vicino alla natura.
La Strada degli Aromatici, 230 km nell’Alto Monferrato tra Castelnuovo Bormida e Cassine, è famosa per vini profumati come il Brachetto d’Acqui e il Moscato. Il passito di Strevi e le case colorate di Fontanile uniscono paesaggi e sapori.
Infine, la Strada del Dolcetto, 108 km nell’Ovadese, attraversa castelli, boschi e vigne. Da Cassinelle a Carpeneto fino a Gavi, il Dolcetto d’Ovada è il protagonista, accompagnato dal bianco DOCG locale per un brindisi perfetto.
Cucina e vino: un patrimonio da gustare con calma
Il viaggio enogastronomico parte dai krumiri di Casale Monferrato, biscotti burrosi che aprono il palato. Gli agnolotti, pasta ripiena, si gustano con sugo d’arrosto o burro e salvia, protagonisti delle tavole locali.
La bagna cauda, salsa calda con acciughe e aglio, accompagna verdure di stagione ed è simbolo della convivialità piemontese. Il fritto misto alla piemontese unisce bocconi di carne, verdure e dolce, mentre il bollito misto si gusta con il bagnetto verde che ne esalta i sapori.
In autunno, il tartufo è il re incontrastato, soprattutto vicino a Moncalvo, dove poche scaglie fanno la differenza. La robiola di Cocconato regala formaggi dal gusto intenso, mentre salumi come la Muletta e la cugnà, una salsa dolce di mosto e frutta, completano il quadro.
Tra le preparazioni più rustiche ci sono i friciulin, frittelle di erbe o verdure, perfette per un assaggio semplice. I dolci chiudono con il bunet, budino al cacao con amaretti, e lo zabaione, ottimo con i krumiri.
Il vino è vario e di qualità. La Barbera si fa notare per freschezza e corpo, il Dolcetto d’Alba accompagna bene i piatti tradizionali. Il Gavi DOCG, bianco con uve Cortese, è limpido e minerale. Per gli amanti delle bollicine ci sono il Moscato d’Asti e il Brachetto d’Acqui, aromatici e perfetti con i dolci o per brindare.
Il Monferrato resta così una terra dove storia, paesaggi e sapori si intrecciano, offrendo a chi lo visita un’esperienza autentica e intensa.
