Dormire sotto una tenda, circondati dal silenzio di un bosco, o partire con il camper per un viaggio senza fretta: così molti scelgono di trascorrere le proprie vacanze. Non è solo una moda passeggera. Il turismo all’aria aperta sta crescendo a ritmo costante, superando in popolarità il tradizionale soggiorno in hotel. In Europa, campeggi e villaggi dedicati a questa esperienza sono in aumento, e l’Italia non fa eccezione. Qui la stagione si allunga ben oltre l’estate, spingendosi fino all’autunno. A confermarlo sono i dati emersi dall’assemblea generale di EFCO&HPA, la federazione europea del settore, riunita a Cavallino-Treporti, nel cuore del Veneto, uno dei paradisi per chi ama vivere la vacanza immerso nella natura.
Turismo all’aria aperta in Europa: i numeri parlano chiaro
I dati Eurostat non lasciano spazio a dubbi: nel 2025 le strutture open air in Europa hanno registrato 413 milioni di notti, pari al 13,4% di tutti i pernottamenti turistici nell’Unione Europea. Un risultato che dimostra quanto questo settore sia diventato centrale nel panorama turistico continentale. Negli ultimi dieci anni il turismo open air è cresciuto del 28,5%, un ritmo ben più rapido rispetto agli hotel tradizionali. La Francia resta la regina del campeggio con 154 milioni di pernottamenti, seguita dall’Italia, seconda con quasi 70 milioni di presenze in campeggi e villaggi. Sul podio ci sono anche Spagna, Germania e Paesi Bassi, con 49,8, 45 e 26,8 milioni di notti registrate.
Arthur van Disseldorp, presidente di EFCO&HPA, sottolinea che queste strutture non solo offrono esperienze di qualità ai turisti, ma sono anche un volano per le economie locali. In Italia, con una rete di 2.600 strutture e circa 1,3 milioni di posti letto, il settore si conferma un modello virtuoso. Van Disseldorp richiama infine l’importanza di un sostegno coordinato da parte delle istituzioni, sia europee che nazionali, per favorire investimenti e innovazione nel comparto.
In Italia la stagione si allunga e cambiano le esigenze dei viaggiatori
Anche in Italia il turismo all’aria aperta sta guadagnando terreno. Le strutture del settore segnalano un aumento del 2% negli arrivi rispetto all’anno precedente. Ma ciò che colpisce di più è la progressiva estensione della stagione turistica, che non si ferma più all’estate, ma si spinge fino a ottobre inoltrato. Il clima più mite degli ultimi anni ha favorito questa tendenza, con un incremento delle presenze in tutta la Penisola.
Il Veneto, che ha ospitato l’assemblea di EFCO&HPA, è una delle regioni più coinvolte: qui il turismo open air vale oltre il 27% del fatturato turistico regionale. Durante l’estate molte strutture hanno fatto il tutto esaurito. Oggi, più di un pernottamento su quattro in regione si registra proprio in campeggi e villaggi, un segnale forte dell’importanza economica del settore.
L’assessore al Turismo del Veneto, Lucas Pavanetto, mette in luce come il successo del turismo open air derivi dalla capacità di rispondere ai nuovi bisogni dei viaggiatori. “Sempre più persone cercano libertà negli spostamenti, un contatto vero con la natura e soluzioni di viaggio sostenibili.” Queste richieste stanno spingendo le imprese a investire in qualità e innovazione per stare al passo con i tempi. Il turismo open air in Italia non è una moda passeggera, ma un modello capace di coniugare sviluppo economico e rispetto per l’ambiente, con effetti concreti sulle comunità locali.
Investire in strutture migliori e puntare sulla sostenibilità sembrano oggi le chiavi per rafforzare un settore che resta uno dei pilastri del turismo europeo. Dal mare alle montagne, dai laghi alle campagne, il turismo open air continua a conquistare spazi e cuori, confermandosi la scelta ideale per chi cerca una vacanza fatta di relax, natura e libertà.
