Appena varchi la soglia di Musafiri, ti accorgi subito che non è un posto come gli altri. Nel cuore pulsante di Corso Filippo Turati, a Torino, due artisti rwandesi hanno dato vita a uno spazio indipendente e non profit che sfida le convenzioni. Il nome stesso racconta una storia: Musafiri, in swahili, significa “viaggiatore” o “ospite”. Un invito a muoversi, a incontrarsi, a sperimentare. Qui non troverai la solita galleria d’arte, ma un laboratorio vivo, in continua trasformazione, dove l’arte prende forma solo se invitata — e con una mail di conferma. Un luogo che accoglie chi vuole esplorare senza limiti, un punto di riferimento per chi cerca nuove strade creative.
Due fratelli rwandesi portano a Torino un progetto d’arte in movimento
Musafiri nasce dall’idea di due fratelli rwandesi, Francis e Christian Offman, che vivono in Italia rispettivamente dal 1999. Francis, nato a Butare nel 1987, ha studiato Scienze dell’Amministrazione a Milano e Pittura a Bologna. Christian, nato nel 1993 nello stesso luogo, ha completato gli studi in Belle Arti tra Bologna, Münster e Monaco di Baviera. Entrambi hanno alle spalle esperienze importanti: hanno esposto alla Quadriennale di Roma e collaborato con enti culturali in Italia e all’estero, tra cui il Black History Month di Firenze e il Castello di Rivoli. La scelta di aprire a Torino non è casuale: la città offre un ambiente più accessibile rispetto ad altri centri europei, ideale per sostenere progetti in evoluzione e favorire il dialogo tra artisti.
Francis e Christian definiscono Musafiri un “punto di partenza”. Non vogliono imporre un modello preciso, ma stimolare un cambiamento nel modo di usare lo spazio. L’idea è quella di costruire un ambiente basato sull’invito reciproco, dove non contano le origini geografiche, ma le affinità artistiche e umane. Essendo non profit, Musafiri punta a conservare tempo e spazio per incontri dedicati e progetti che non devono per forza dare risposte immediate o risultati veloci. Un progetto che si fonda sull’accoglienza e sul rispetto dei tempi della creatività.
Tra mostre, installazioni e incontri: un calendario fatto di relazioni
Musafiri non si limita alle esposizioni tradizionali. Offre un programma ricco di mostre, conversazioni e visite in studio, pensati per creare un rapporto diverso tra artista e pubblico. Durante l’Art Week 2024 di Torino, per esempio, ha allungato gli orari: il 31 ottobre ha accolto i visitatori fino a tarda sera per la Gallery Night, offrendo anche la colazione il 1° novembre. Un esempio concreto è l’installazione NUMBER ONE, aperta fino al primo novembre. Si tratta di una piccola sala giochi con due cabinati arcade dotati di joystick e pulsanti, dove si può giocare gratis a titoli vintage degli anni Ottanta e Novanta senza monete o gettoni. Uno spazio dove rilassarsi e socializzare, condividendo esperienze e creando nuovi legami.
I visitatori trovano libretti con l’elenco dei giochi, per scegliere facilmente e magari riscoprire vecchie passioni o scoprire nuovi titoli. La partita diventa così un’occasione di incontro, un modo semplice per parlare e confrontarsi. Questa attenzione all’interazione fuori dagli schemi rispecchia la filosofia di Musafiri, che vuole abbattere la barriera tra spettatore e artista, proponendo una partecipazione più fluida e dinamica.
L’atelier sotterraneo: tra legno, terracotta e creatività in azione
Oltre allo spazio in strada, Musafiri si sviluppa anche in profondità. Scendendo una stretta scala a chiocciola si arriva all’atelier sotterraneo dei fratelli Offman. Qui gli ambienti sono ampi e luminosi, attrezzati per lavorare con materiali diversi. Ci sono scorte di argilla, lunghi tavoli per le creazioni, un forno per la terracotta e una falegnameria per il legno. Il tutto organizzato per accogliere pratiche manuali e sperimentali.
Christian passa gran parte del tempo in questo atelier a Torino, mentre Francis lavora più spesso a Bologna. Christian ha scelto Torino per i costi più contenuti e per uno spazio che coniuga comodità e accessibilità. L’atelier sotterraneo permette di unire la creazione all’esposizione, garantendo continuità tra lavoro e presentazione.
Si sta anche valutando di trasformare Musafiri in una residenza per artisti, soprattutto creativi africani. Un passo che amplierebbe il progetto, consolidandolo come punto di riferimento internazionale per la sperimentazione e lo scambio culturale. Un’evoluzione che confermerebbe lo spirito aperto e accogliente che da sempre anima lo spazio, incarnando davvero il significato di Musafiri.
Musafiri si trova in Corso Filippo Turati 10B, un indirizzo che da semplice via cittadina si trasforma in punto di incontro per artisti e appassionati in cerca di nuove forme di dialogo artistico e sociale. Qui l’arte resta viva, fluida e in continuo movimento.
