Nel mezzo del traffico milanese, tra Via Condino e Via Serio, un cantiere si trasforma in qualcosa di inatteso. Le cesate, quelle pareti temporanee che solitamente chiudono e nascondono i lavori, qui diventano tele a cielo aperto. È l’intervento di Covivio che trasforma il cantiere Vitae in un laboratorio d’arte urbana. Non si tratta solo di decorare uno spazio in ristrutturazione: è un invito a dialogare con la città, con i suoi cambiamenti, con chi la abita ogni giorno. Quelle barriere, di solito segno di confine e distacco, si fanno portavoce di riflessione e incontro. Un modo nuovo per guardare oltre il cantiere, con occhi curiosi.
Vitae: più di un cantiere, un palcoscenico per l’arte che racconta la città che cambia
Il cantiere di Vitae è il nuovo volto di Symbiosis, il quartiere moderno e multifunzionale che sta prendendo forma a Milano. Qui non si costruiscono solo 11.000 metri quadrati di uffici e servizi, con terrazze verdi e una piazza di 3.000 metri quadrati pensata per la socialità. Covivio ha voluto che l’arte emergente si misurasse con questo spazio in trasformazione, affidando alle cesate un’installazione che le fa uscire dal ruolo di semplice barriera. Ora sono superfici vive, che coinvolgono chi abita, lavora o passa da queste parti.
La promenade verde, che si sviluppa dal piano terra all’ottavo piano, è un altro elemento chiave del progetto. Un percorso pedonale che intreccia natura, lavoro e comunità. In questo modo, l’opera d’arte sulle cesate anticipa la trasformazione del cantiere da luogo di passaggio a spazio vissuto, invitando i cittadini a guardare oltre i cambiamenti fisici e a immergersi nell’energia culturale di Symbiosis.
Covivio, arte e lavoro: un binomio consolidato e concreto
Da anni Covivio è tra i protagonisti nel sostenere l’arte contemporanea nel contesto urbano. Non si tratta più di semplici decorazioni, ma di interventi capaci di trasformare gli spazi di lavoro in luoghi di creatività e confronto. Caterina Cagnazzo, responsabile comunicazione e impatto sociale di Covivio Italia, definisce l’arte un vero motore di curiosità e identità negli ambienti professionali.
Dal 2017 il gruppo partecipa al progetto francese “One building, one piece of art” e in Italia, dal 2021, ha portato avanti interventi significativi. Tra questi, “Synapse” di Pietro Giromini nel complesso Meridian di Milanofiori, che accompagna il cammino tra due edifici evocando lo scambio di idee. A Symbiosis, “Altra Natura” di Pamela Diamante dialoga con la città e chi la attraversa, mentre nelle sedi Wellio le installazioni “L’Enigma della Giostra” e “Days” raccontano rispettivamente lo scambio di idee e l’equilibrio tra lavoro e vita personale.
Questi lavori mostrano la volontà di Covivio di rendere gli spazi di lavoro luoghi riconoscibili e stimolanti, ampliando al contempo l’offerta culturale con opere che hanno un impatto sociale reale.
Piazza Adriano Olivetti, il cuore culturale di Symbiosis
Al centro del quartiere Symbiosis c’è piazza Adriano Olivetti, oltre 13.000 metri quadrati concepiti da Covivio come spazio sociale e culturale. Dal 2022 qui si svolgono eventi che coinvolgono aziende, cittadini e visitatori. Tra i più attesi, la terza edizione di IMAGINE, Festival delle Connessioni Umane, in programma nel 2025. Organizzato dal Teatro Carcano e diretto da Serena Sinigaglia, il festival si ispira alle riflessioni del filosofo Byung Chul Han e indaga il tema della speranza in un mondo in continuo cambiamento.
La piazza diventa così un simbolo di come la rigenerazione urbana possa andare di pari passo con una vita comunitaria più attiva, tra sviluppo economico e iniziative culturali aperte a tutti.
Collaborazione con il Terzo Settore e sostegno ai giovani artisti
Un elemento distintivo del percorso culturale di Covivio è la collaborazione stabile con realtà del Terzo Settore. Questo legame ha portato a un sostegno concreto per artisti emergenti e le associazioni che li affiancano. Nel 2025, ad esempio, è nato un rapporto con la Fondazione Michele Cea ETS, un’associazione che porta avanti la memoria di un giovane artista milanese e promuove i talenti contemporanei.
Da questa collaborazione è nata “Synapse” di Pietro Giromini, un’opera formata da oltre 500 sculture modulari esposta nel complesso Meridian a Rozzano. L’intesa con enti no-profit consente a Covivio non solo di finanziare progetti artistici innovativi, ma anche di costruire una rete di supporto fondamentale per la crescita culturale del territorio. Un modo concreto per rafforzare il legame tra impresa e cultura, andando oltre i tradizionali confini.
Un’installazione site-specific che racconta l’incontro tra arte e città
L’opera sulle cesate del cantiere Vitae nasce dalla collaborazione con ReA! Arte, associazione culturale no profit che valorizza artisti emergenti. Il progetto è pensato su misura, in equilibrio tra l’intento artistico e il continuo mutare dello spazio urbano.
Le cesate diventano così superfici dinamiche, un punto d’incontro tra il cantiere e la creatività, che invita a riflettere sulla natura temporanea ma vibrante di questi luoghi. Un intervento che sposta l’attenzione dal semplice processo edilizio a una dimensione di partecipazione e consapevolezza collettiva. Scegliere di lavorare con realtà non profit sottolinea ancora una volta l’impegno di Covivio per un’arte inclusiva e radicata nella vita sociale, in continuità con la propria Fondazione.
In questo quadro, il cantiere Vitae è la prova concreta di come l’arte possa accompagnare lo sviluppo urbano, trasformando spazi di passaggio in luoghi dove cultura e città si intrecciano ogni giorno.
